Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

La condizione di sieropositività, la malattia da HIV e relativi problemi, di salute e no.
skydrake
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Re: Aggiornamento degli infettivologi

Messaggio da skydrake » domenica 9 ottobre 2011, 13:28

melisanda ha scritto:L' infettivologo di London se non sbaglio si occupa di didattica
Ottimo e abbondante. Così a London anzichè assegnare "uno che cura", ne hanno assegnato "uno che parla".

Dal mio punto di vista il continuo aggiornamento all'interno delle proprie mansioni è un obbligo primario dei medici specializzati, prima di tutti gli altri incarichi. Altrimenti, non potrebbero essere considerati medici specializzati. A tal punto tanto vale andare dal medico di base. Per aggiornamento non intendo seguire tutte le pubblicazioni e studi che spesso che finiscono nel nulla, ma di essere informati quando sono disponibili nuovi farmaci o nuove terapie. Faccio un esempio: il mio infettologo, ad una domanda trabocchetto, non sapeva assolutamente nulla del Telaprevir e del Boceprevir alla mia visita di dicembre 2010, ma sapeva tutto di essi ad aprile 2011 nei giorni in cui furono approvati dalla F&D Administration, quindi persino diversi mesi prima la loro prevista approvazione in Italia. Apprezzai molto. Ma se tali farmaci fossero poi arrivati (e magari pure messi sugli scaffali del mio reparto), ma non fosse stato ancora informato del loro uso, avrei cambiato infettologo.



carletto
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Re: Aggiornamento degli infettivologi

Messaggio da carletto » domenica 9 ottobre 2011, 14:17

Io tutte queste aspettative sul medico che ti cura sinceramente non le ho, mi spiego meglio, ho capito che per loro noi siamo solo un numero da gestire con strategie economiche e seguono delle linee standard comuni a tutte, per anni io come diceva appunto melisanda entravo e alla parola " va tutto bene" stringevo la mano e via felice, che bello per tre mesi non morivo :?
Tenete presente che io non sapevo cosa era la Haart pur avendola fatta alla sua uscita, non sapevo cosa erano i condilomi o le classiche malattie veneree, mai avuto necessità di controlli avendo avuto sempre rapporti monogami e con donne sane come un pesce, a volte mi chiedo ma sono folli a mettersi con noi e mi rispondo da solo si son folli sicuramente completamente.
Quando non hai necessità di sapere difficilmente ti informi sui rischi, mi sono sopportato due coliche renali per colpa del crixivan senza nemmeno chiedere il perchè succedeva, la paura di sentirmi dire qualcosa di sgradevole mi chiudeva la gola.
Il primo confronto serio con un medico fu quando mi chiesero di provare a fare l'interferone in via sperimentale, allora li si che chiesi l'inverosimile, mi sentivo in diritto di sapere poichè io servivo a loro per studiarmi era il 2001/2002.
Da allora ho cambiato completamente approccio con loro, vuoi perchè penso che mi hanno salvato ridandomi un fegato nuovo ma sopratutto perchè ho capito che se non chiedi loro non hanno niente da dirti.
Ma il medico che più mi ha messo a mio agio è stato Maggiolo con la sua semplicità, con il modo di spiegarti le cose senza paura di ferirti o spaventarti, lo vedi come parla che è coinvolto nel suo lavoro e oltre al lato medico ti supporta anche in quello morale... trovatemi un medico che ti chiede di assumere latte d'asina per tre mesi per vedere se si ricava un beneficio immunitario....questo vuol dire avere un apertura a tutte le soluzioni possibili per migliorare la tua vita.
Ma purtroppo di queste persone ne abbiamo gran poche le altre sono li per lo stipendio, meno si sbattono meglio è per loro, tra un po mi aspetto pure di trovarmi un robot davanti e dopo una serie di domande e risposte ti esce una cura adatta a te tipo Bancomat....prego passi in infermeria e ritiri i suoi farmaci...arrivederci e grazie per la collaborazione.



danielemi
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Re: Aggiornamento degli infettivologi

Messaggio da danielemi » domenica 9 ottobre 2011, 14:28

Io sono un pò come la Meli (ma va :lol: :lol: :lol: ) quando vado a fare prelievo (domani :? ) faccio sempre in modo ke sia tutto il più veloce possibile xkè oltre l'angoscia della condizione c'è anke quella dell'incontrare qualcuno di mia conoscenza ke mi posso comportare uan condizione pazzesca d'imbarazzo!!!
Anke se stavolta un quesito sicuramente ce l'ho da chiedere infatti dato ke x comodità il prelievo lo faccio il lunedì m'hanno spostato a domani, io volevo lunedì scorso, xkè m'accennava ad una riduzione costi o qualcosa del genere!!!
:shock: :shock: :shock:



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Re: Aggiornamento degli infettivologi

Messaggio da thelondonsuede » domenica 9 ottobre 2011, 15:53

per meh sei esagerato skydrake pensare che chi sa ultima cosa ancora prima che esca sia migliore di uno che non lo sa finche non arrivi in reparto ormai hiv viene curato dappertutto nello stessa maniera gli esami son gli stessi i farmaci son gli stessi e le co formulazioni sempre quelle se non ti vah bene quella te ne danno un altra come da copione se entri in speriemntazione sono altri che ti seguono se ti senti male o svieni ti ricoverano in reparto e ti seguono altri ancora non ti credere !!!!

concordo con carletto siamo un numero siamo tutti uguali ormai il motto e prenditi sta pastiglietta e non rompere i coglioni a meno ch etu non faccia berlusconi di cognome allora la cosa e diversa !!!



friendless

Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da friendless » domenica 9 ottobre 2011, 16:02

Sky, anche io mi permetto di dirti che sbagli ad andare dai dottori a fare, come tu le definisci, domande a trabocchetto. Ma scherziamo? Nessuno desidera essere messo sotto esame, tanto più in una situazione gerarchica in cui il soggetto gerarchicamente sovraordinato è lui. Cerca di modificare le tue modalità comunicative. Non prendertela, eh...



skydrake
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da skydrake » domenica 9 ottobre 2011, 18:18

friendless ha scritto:Sky, anche io mi permetto di dirti che sbagli ad andare dai dottori a fare, come tu le definisci, domande a trabocchetto. Ma scherziamo? Nessuno desidera essere messo sotto esame, tanto più in una situazione gerarchica in cui il soggetto gerarchicamente sovraordinato è lui. Cerca di modificare le tue modalità comunicative. Non prendertela, eh...
Perchè per affidarmi a un dottore, devo prima fidarmi di lui. Forse sarà una diffidenza che mi è sorta per via dell'incompetente che curava mia madre:
http://lilanew.forumup.it/post-80124-lilanew.html

che riporto anche qua sotto:
Dieci anni fa mia madre ha avuto un serio crollo psicologico. E' stata in cura per un anno dal PRIMARIO del centro di igene mentale della mia USL. Dopo un anno era ormai un completo vegetale (doveva vestirla mia sorella, io facevo da mangiare ecc.). Nell'ultimo periodo ogni volta che la portavo dal primario, questi prospettava l'idea di un periodo di cura presso una struttura apposita (leggi "internarla in un manicomio") . Prima di internare mia madre, ho voluto chiedere un consulto ad un luminario. Il più famoso in Italia era il dott. Cassano, che però, oltre ad un costo folle per una visita, aveva dei tempi di attesa lunghissimi. Allora ho recuperato il numero di una sua assistente nella clinica universitaria dove praticava. Ho riempito mia madre con più pillole del solito, l'ho caricata in macchina e l'ho portata dall'altra parte d'Italia per una visita. Questa dottoressa mi ha fatto capire, con mille giri di parole cercando di essere più diplomatica possibile, che il mio primario non aveva capito un caz...zo. Da un anno la stava curando con medicinali psicotropi appartenenti alla stessa famiglia (inibitori della serotonina, come il prozac), a cui mia miadre reagiva malissimo. Prima di internare una persona poteva almeno provare un'altra classe di medicinali! Mi fece tornare alla mente che mia madre peggiorò di colpo appena cominciò a prendere farmaci (il prozac, che di solito fa miracoli per la maggior parte dei pazienti). Forse la causa dei suoi problemi erano proprio quei farmaci che non tollerava (ognuno può avere reazioni personali).
Questa dottoressa mi fece capire subito che non poteva seguire un paziente dall'altra parte d'Italia. Mi aiutò a trovare un altro psichiatra nella zona della sua stessa scuola di pensiero e passai a quest'altro, tenendomi in contatto telefonico con lei. In accordo con l'altro dottore si passò ad un'altra classe di farmaci (gli psicolettici). In tre mesi mia madre era quasi del tutto a posto.



Ma non voglio finire come mia madre o Aragon
http://hivforum.info/forum/viewtopic.ph ... 0&start=10



Tarek
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da Tarek » domenica 9 ottobre 2011, 18:43

mah, a me non sembra un atteggiamento sbagliato il comportamento di sky, tanto più che le domande le faccio anche io alla mia infettivologa, e, recentemente per curare un batterio ivi il farmaco consigliatomi (paromomicina) le domandai il perché usarlo (tanto più che qui è introvabile) o se pensava anche a una probabile infezione da leishmaniose (ho il cane infettato perciò i moscherini esistono e potrei beccarla anche io). Lei mi ha risposto che non ci aveva pensato e neanche minimamente si è offesa per il suo grado GERACHICO (come ci fa notare friendless il POLEMICO). Mi sorge il dubbio che se friendless dovesse incontrare berluscuni li ciuccia subito l'uccello ;)



skydrake
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da skydrake » domenica 9 ottobre 2011, 19:03

flavio ha scritto:mah, a me non sembra un atteggiamento sbagliato il comportamento di sky, tanto più che le domande le faccio anche io alla mia infettivologa, e, recentemente per curare un batterio ivi il farmaco consigliatomi (paromomicina) le domandai il perché usarlo (tanto più che qui è introvabile) o se pensava anche a una probabile infezione da leishmaniose (ho il cane infettato perciò i moscherini esistono e potrei beccarla anche io). Lei mi ha risposto che non ci aveva pensato e neanche minimamente si è offesa per il suo grado GERACHICO (come ci fa notare friendless il POLEMICO). Mi sorge il dubbio che se friendless dovesse incontrare berluscuni li ciuccia subito l'uccello ;)
Calma, friendless non intenteva avere una devozione verso il proprio medico fino a questo punto. Viceversa io non intendo sostituirmi al mio medico curante. Faccio solo osservare che a chi affido la mia salute debba avere una conoscenza specifica delle novità farmaceutiche per questa malattia (intendo i farmaci già disponibili, non gli studi in corso) non inferiore alla mia (in teoria dovrebbe essere MOLTO superiore alla mia). Poi, nella sua infinita estensione della conoscenza della scienza medica, dovrebbe avere una visione d'insieme ben più definita ed efficace. Io leggo articoli di giornale e notizie online. Lui interpreta e dispone. Ma specie per la nostra malattia i dottori debbono tenersi comunque aggiornati. O, dopo qualche anno....



friendless

Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da friendless » domenica 9 ottobre 2011, 19:12

Guarda, flavio, e non lo dico per farmi grande, io sono così devoto al mio medico che a dicembre l'ho denunciato all'urp del policlinico perché non ho trovato i farmaci il giorno in cui sono andato a ritirarli. Non sono propriamente il paziente sottomesso, non lo sono più - perché oggi sono informato e consapevole -. Per tanti anni ho sofferto di quella che banalmente viene chiamata la sindrome del camice bianco, cioè di una forma di soggezione, ma adesso non è più così. Non andare in ambulatorio a fare l'esame al mio dottore chiedendogli di tutte le news che leggo la sera prima in rete è per me una questione di educazione. EDUCAZIONE, SAI COSA VUOL DIRE?



sandra.p
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Re: Secondo voi quanto si aggiornano gli infettivologi?

Messaggio da sandra.p » domenica 9 ottobre 2011, 19:39

Che dire? Spero solo che quelle teste di rapa del laboratorio siano capaci di leggere i vetrini......interferenze a parte com'è successo quando hanno provato a fare il test di resistenza a mio marito.....
Al primario ho dovuto inviare io le linee guida del'iss..... non ho il coraggio di chiedere se gli fanno il test di avidità......



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