"Malattia della pioggia" cosa devono sapere le persone che vivono con HIV?

La condizione di sieropositività, la malattia da HIV e relativi problemi, di salute e no.
HIVforum.info
Messaggi: 94
Iscritto il: venerdì 19 agosto 2011, 20:13

"Malattia della pioggia" cosa devono sapere le persone che vivono con HIV?

Messaggio da HIVforum.info » martedì 1 settembre 2026, 14:24

Per le persone che vivono con HIV (PLWH), la comparsa della dermatofilosi in Europa merita attenzione ma non particolare allarme.

Al momento non esistono evidenze che l'infezione da Dermatophilus congolensis sia più frequente, più aggressiva o associata a un decorso peggiore nelle persone con HIV che assumono regolarmente la terapia antiretrovirale e presentano una buona ricostituzione immunitaria.

I dati disponibili si concentrano soprattutto sulle nuove modalità di trasmissione osservate negli ultimi mesi e non segnalano un aumento delle complicanze nelle persone sieropositive.

Come già imparato durante l'emergenza mpox, è comunque opportuno prestare attenzione alla comparsa di lesioni cutanee insolite, in particolare a livello genitale, inguinale, delle cosce o del tronco, informando tempestivamente il proprio infettivologo o dermatologo.

Una diagnosi corretta è importante perché la dermatofilosi può simulare altre infezioni dermatologiche e alcune infezioni sessualmente trasmissibili.
Diagnosi: come si riconosce la dermatofilosi?
Uno degli aspetti più importanti della cosiddetta malattia della pioggia è che non esiste un quadro clinico immediatamente riconoscibile. Le lesioni possono infatti ricordare quelle di altre patologie cutanee e perfino di alcune infezioni sessualmente trasmissibili.
In presenza di papule, pustole, croste, desquamazione o lesioni persistenti, soprattutto in sede genitale, perianale, inguinale o sul tronco, è opportuno rivolgersi a un medico per gli opportuni approfondimenti. Fabrizio Pregliasco ha ricordato che in presenza di lesioni insolite dopo una possibile esposizione a rischio può essere utile procedere con esami microbiologici specifici.
Esistono test specifici?
Sì. La diagnosi definitiva si basa sull'identificazione del batterio Dermatophilus congolensis nel materiale prelevato dalle lesioni cutanee.
Le metodiche utilizzabili comprendono:
esame microscopico del materiale biologico;
coltura microbiologica;
tecniche di laboratorio per l'identificazione del batterio.
Al momento non esistono programmi di screening rivolti alla popolazione generale né test rapidi utilizzati su larga scala. L'accertamento diagnostico viene effettuato dopo valutazione clinica, quando i sintomi e il contesto epidemiologico fanno sospettare l'infezione.
Trattamento: si cura?
La buona notizia è che, sulla base dell'esperienza accumulata finora, la dermatofilosi nell'uomo appare generalmente una malattia lieve e con prognosi favorevole.
Essendo causata da un batterio, la terapia si basa generalmente su antibiotici prescritti dal medico dopo la conferma diagnostica. Nei casi più limitati possono essere sufficienti trattamenti locali e una corretta gestione delle lesioni cutanee, mentre nelle forme più estese può essere necessario ricorrere a una terapia antibiotica sistemica.
Le informazioni attualmente disponibili nei report epidemiologici europei si concentrano soprattutto sulle modalità di trasmissione e sulla diffusione dei casi e forniscono ancora pochi dettagli sui regimi terapeutici utilizzati. Per questo motivo è importante evitare sia l'autodiagnosi sia l'autoprescrizione di antibiotici.



Consigli pratici per la prevenzione

Sebbene non esistano ancora raccomandazioni specifiche dedicate alla trasmissione interumana della dermatofilosi, alcune misure prudenti possono contribuire a ridurre il rischio:
  • controllare periodicamente la comparsa di nuove lesioni cutanee, croste, pustole o aree di desquamazione;
  • evitare contatti diretti con lesioni cutanee sospette proprie o altrui;
  • rivolgersi al medico in presenza di manifestazioni cutanee insolite o persistenti;
  • curare l'igiene personale dopo rapporti sessuali o attività sportive caratterizzate da intenso contatto corporeo;
  • evitare la condivisione di asciugamani, accappatoi o indumenti che potrebbero essere venuti a contatto con lesioni della pelle;
  • prestare particolare attenzione ai sintomi comparsi dopo la frequentazione di saune, sex club o altri ambienti caratterizzati da elevata promiscuità e stretto contatto fisico;
  • mantenere una regolare aderenza alla terapia antiretrovirale e ai controlli clinici programmati.
Conclusioni

Il messaggio più importante è probabilmente quello di evitare sia l'allarmismo sia la sottovalutazione.

La dermatofilosi rappresenta oggi soprattutto un fenomeno epidemiologico interessante, perché suggerisce una possibile evoluzione delle modalità di trasmissione di un batterio noto da tempo ma raramente osservato nell'uomo.

Per la comunità delle persone che vivono con HIV può essere utile conoscere questa infezione, saperne riconoscere i sintomi e seguire l'evoluzione delle conoscenze scientifiche nei prossimi mesi.

Al momento non esistono evidenze che la dermatofilosi rappresenti una minaccia particolare per le persone con HIV in terapia efficace. L'attenzione della comunità scientifica è rivolta soprattutto all'insolita diffusione dell'infezione attraverso reti di contatti stretti, piuttosto che alla sua gravità clinica, che nella maggior parte dei casi descritti è risultata lieve.

Riferimenti bibliografici e fonti al 1 settembre 2026
  1. European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Aggiornamenti epidemiologici sulla diffusione di Dermatophilus congolensis in Europa, agosto 2026. https://www.ecdc.europa.eu/en/publicati ... 26-week-34
  2. BMJ - British Medical Journal. Primo caso britannico di dermatofilosi associata a trasmissione sessuale (2026).
    https://www.bmj.com/content/394/bmj-2026-100689.full
  3. Malattia della pioggia, aumentano i casi in Europa: cos'è e quali sono i sintomi
    https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/ ... ia-sintomi
  4. Aumentano in Europa i casi di malattia della pioggia. Pregliasco: "Tra i sintomi prurito e lesioni"
    https://www.rainews.it/articoli/2026/08 ... 2150b.html
MESSAGGIO CHIAVE PER LE PERSONE CHE VIVONO CON HIV

Non esistono oggi evidenze che la dermatofilosi comporti un rischio particolare per chi ha un HIV ben controllato dalla terapia antiretrovirale. La vigilanza è opportuna, l'allarmismo no.

l'immagine di copertina è stata creata da StockSnap


HIVforum ha bisogno anche di te!
se vuoi offrire le tue conoscenze tecniche o linguistiche (c'è tanto da tradurre) o sostenere i costi per mantenere e sviluppare HIVforum, contatta con un PM stealthy e uffa2, oppure scrivi a staff@hivforum.info