Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

La condizione di sieropositività, la malattia da HIV e relativi problemi, di salute e no.
Eilan
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Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Eilan » giovedì 13 ottobre 2011, 17:52

I malati di Hiv/Aids continuano a guadagnare posizioni nel tiro alla fune contro il virus dell’Hiv. E, un passo alla volta, stanno avvicinando la loro aspettativa di vita a quella della popolazione generale. L’obiettivo mai quanto oggi è apparso possibile, come conferma uno studio condotto in Gran Bretagna e pubblicato ieri sul British Medical Journal.
La ricerca ha infatti mostrato che dal 1996 al 2008 la vita delle persone sieropositive si è allungata in media di 15 anni. In pratica, un ventenne che si infettava nel 1996 poteva sperare di vivere fino a 50 anni, oggi fino a quasi 66 anni. E per le donne, l’aspettativa di vita è più lunga addirittura di 10 anni.
Un bel salto in avanti, ottenuto soprattutto grazie ai progressi nella terapia antiretrovirale e alla diagnosi precoce.
Il momento in cui si inizia la terapia antiretrovirale ha infatti un impatto decisivo sull’aspettativa di vita: quanto più è precoce tanto più è probabile rallentare i danni della malattia. È un ulteriore dato emerso dallo studio che ha messo in relazione i livelli di cellule CD4 al momento dell’inizio del trattamento con l’aspettativa di vita. Se sono inferiori a 100 cellule per millimetro cubico di sangue l’attesa è di 38 anni, cresce a 41 per valori compresi 100 e 199, a 53 anni per valori tra 200 e 350 cellule/mm3.

“L’aspettativa di vita nelle persone Hiv positive è aumentata in maniera significativa tra il 1996 e il 2008 e ci aspettiamo ulteriori progressi per i pazienti che iniziano la terapia antiretrovirale oggi usando i farmaci di ultima generazione secondo le indicazioni delle linee guida che raccomandano l’inizio del trattamento quanto prima possibile”, hanno scritto gli autori che hanno ricordato come ci sia “la necessità di identificare le persone Hiv positive precocemente per evitare i pesanti effetti negativi sull’aspettativa di vita che conseguono all’avvio della terapia quando la conta dei CD4 scende sotto le 200 cellule per millimetro cubico”.

Cauti, in un editoriale pubblicato a corredo dello studio, Elena Losina e Kenneth A. Freedberg, rispettivamente del Brigham and Women’s Hospital e del Massachusetts General Hospital di Boston. I risultati incoraggianti non sono validi per tutte le persone con Hiv, hanno spiegato. Nonostante ciò lo studio sottolinea l’importanza “dell’aumento dei tassi di screening per l’Hiv e dell’offerta contestuale di un’assistenza e un trattamento continuo. Se questi fattori miglioreranno allora tutte le persone infettata dall’Hiv potranno godere dei benefici promessi dai trattamenti”.

Resta infatti questo il nodo principale: la diagnosi precoce e l’accesso a cure di qualità. Aspetti che, se non è scontato nei paesi occidentali, sono una chimera nei paesi a basso e medio reddito dove si concentra la maggioranza delle persone Hiv positive. Basti pensare che dei 33 milioni di persone Hiv positive, 22,5 vivono nell’Africa Sub-sahariana dove si verificano 1,3 degli 1,8 milioni di decessi annui. Quanto ai nuovi casi di positività all’Hiv, il 97 per cento si registrano nei paesi a basso e medio reddito.

http://www.quotidianosanita.it/scienza- ... lo_id=5643



carletto
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da carletto » giovedì 13 ottobre 2011, 19:27

Sicuramente è così, c'è da esserne felici sono passi da gigante fatti, ma purtroppo è il contorno che a me preoccupa non tanto il fatto di vivere, oggi più che malattia fisica pur con tutte le problematica a traino secondo me è una malattia psicologica, depressioni,isolamenti,rinunce...paure...
Guarda Meli io non riesco a dare un voto alla mia vita , felice si perchè vivo perchè sano senza grossi problemi...maaaaaa come potrebbe essere stata in modo normale? e il rammarico mi viene sempre per tutto quello che mi sono giocato....
Adesso queste notizie mi lasciano tanto perplesso, su quali basi vengono fatte, guardano solo se sei ancora vivo? sappiamo bene cosa gira nei nostri reparti, adesso dopo uno stop di una decina di anni, ricominci a vedere le facce cadaveriche ai prelievi, oppure senti nuovamente persone che muoiono.
Oltre tutto questi studi li reputo anche dannosi perchè spingono le persone a sottovalutare il virus hiv...non muori vivi lo stesso allora chi se ne frega ... :cry:
ma queste son cose dette trite e ritrite...



Eilan
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Eilan » giovedì 13 ottobre 2011, 19:51

Devo dirti la verità, quando ho letto o leggo di quanti anni la vita dei s+ si sia allungata mi viene da pensare che sono solo statistiche che hanno senso fino a mezzogiorno, in effetti troppe variabili girano ancora attorno a tutto questo, poi possiamo anche chiamarle patologie non AIDS però il dubbio che il virus c'entri dentro la mia testa rimane. Rimane non per alibi sia chiaro, ma per i risvolti che questa infezione porta con sè. Prendi ad esempio il Dottor Frascino sieropositivo dal 1991 in HAART e muore per setticemia, setticemia che dicono non c'entri nulla con il virus :shock: e qua le mie domande spaziano all'infinito dentro di me. Tempo fa ho saputo della morte di un mio coetaneo s+ dalla preistoria come noi, mi è stato riferito che è morto non per il virus ma per infarto :shock: ok ci può stare tutto anche la sfortuna, ma fatico a non pensare che siano solo cause indipendenti.
Hai ragione pure sul ritorno delle facce di anni fa, una proprio stamattina mi ha colpita, fino a qualche tempo fa mi sembrava in ottima forma, anche se colpita da lipo, stamani l'ho vista attaccata ad una flebo, magra come un chiodo ecc.ecc..

Ma il vero motivo per cui ho postato questa notizia è per il trafiletto in corsivo sottolineato:

Cauti, in un editoriale pubblicato a corredo dello studio, Elena Losina e Kenneth A. Freedberg, rispettivamente del Brigham and Women’s Hospital e del Massachusetts General Hospital di Boston. I risultati incoraggianti non sono validi per tutte le persone con Hiv, hanno spiegato. Nonostante ciò lo studio sottolinea l’importanza “dell’aumento dei tassi di screening per l’Hiv e dell’offerta contestuale di un’assistenza e un trattamento continuo. Se questi fattori miglioreranno allora tutte le persone infettata dall’Hiv potranno godere dei benefici promessi dai trattamenti”.

Perchè mi sembra che su questo siamo ancora indietro ma di parecchio, prendi per esempio l'inchiesta sulle case alloggio che nessuno se la vuole filare, (lascia perdere che oramai lo stato sociale verrà sempre più smantellato), ma che invece potrebbe diventare una vera emergenza, almeno per alcuni di noi, e che nessuno vuole pensarci, sperando chi nel vaccino miracoloso, chi in altre cose, mentre io temo ci troveremo completamente spiazzati visti i tempi che corrono.



carletto
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da carletto » giovedì 13 ottobre 2011, 20:30

Guarda a malincuore devo ammettere che anche io vedo un peggioramento in questo periodo dei vecchi conoscenti, anche oggi ne ho visti due di passaggio mentre uno era fuori da un bar e uno camminava a piedi su un provinciale...il pensiero è stato Madonna come son ridotti poi ho allontanato il pensiero pensando magari non hanno curato il fegato mentre io si, magari sono ancora in storie di <edit automatico> mentre io no.... poi parli con tizio e ti dice sai ho visto xxxxxx ha una faccia da paura.... io non so cosa succederà a breve, ma sicuramente non è un caso che ho cambiato regime alimentare, l'ennesimo tentativo di rimettere il fisico in forma come prevenzione per me stesso, a volte maledico il giorno che sono tornato abitare nei miei paesi, qui per me è tutto più difficile da vivere, conosco vita e miracoli dei reduci anni 80 come suol dirsi occhio non vede cuore non duole....ieri da mia sorella "conoscevi il marito di tizia" certo che lo conoscevo " è morto ieri " non ho avuto nemmeno il coraggio di chiedere di cosa, tanto lo so già....poi vedere mia sorella che non mi guarda nemmeno negli occhi è già un sinonimo di che cosa è morto.
Appunto non mi piace questa euforia che viene spesso buttata con sondaggi inutili e superficiali, mi irritano....poi come non pensare al dott. Frascino vorrei proprio sapere chi non ha fatto questo pensierocazzo ma se muore lui che è un dottore che può curarsi come vuole noi che cazzo di fine faremo?

Cauti, in un editoriale pubblicato a corredo dello studio, Elena Losina e Kenneth A. Freedberg, rispettivamente del Brigham and Women’s Hospital e del Massachusetts General Hospital di Boston. I risultati incoraggianti non sono validi per tutte le persone con Hiv, hanno spiegato. Nonostante ciò lo studio sottolinea l’importanza “dell’aumento dei tassi di screening per l’Hiv e dell’offerta contestuale di un’assistenza e un trattamento continuo. Se questi fattori miglioreranno allora tutte le persone infettata dall’Hiv potranno godere dei benefici promessi dai trattamenti”.

Ma obiettivamente certo prima sai meglio è sicuramente, ma quale riscontro si hanno che è meglio intervenire subito con terapie??? almeno se capisco bene quel che vuol dire il trafiletto...io non mi pento di esser partito al pelo con i trattamenti, anche perchè tutti quelli che son partiti tardi oggi bene o male ci sono ancora, quelli che sono entrati subito in terapia .....purtroppo li vedo solo quando ci vado e tutti insieme.....vero è che, altri tempi altri farmaci altra storia..ma purtroppo è la mia storia il mio vissuto...



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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Eilan » giovedì 13 ottobre 2011, 20:46

carletto ha scritto: Ma obiettivamente certo prima sai meglio è sicuramente, ma quale riscontro si hanno che è meglio intervenire subito con terapie??? almeno se capisco bene quel che vuol dire il trafiletto...io non mi pento di esser partito al pelo con i trattamenti, anche perchè tutti quelli che son partiti tardi oggi bene o male ci sono ancora, quelli che sono entrati subito in terapia .....purtroppo li vedo solo quando ci vado e tutti insieme.....vero è che, altri tempi altri farmaci altra storia..ma purtroppo è la mia storia il mio vissuto...
Be' da quello che c'è scritto e dai valori di riferimento che riporta, non credo si riferisca al test and treat , cioè iniziare il trattamento subito indipendentemente dai valori dei CD4.



friendless

Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da friendless » venerdì 14 ottobre 2011, 6:17

Ma in che senso girano di nuovo le lipodistrofie e i visi scavati dopo dieci anni che erano scomparsi?

Sarà perché con la crisi che gira non mangiano.

:lol:

(sembra una battuta, ma non lo è).

Invece per quanto riguarda gli infarti l'hiv e i farmaci c'entrano eccome (per il colesterolo e i triglicerdidi innanzitutto).

Basta andare alla metabolica per saperlo.



Leon
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Leon » venerdì 14 ottobre 2011, 13:07

melisanda ha scritto:Prendi ad esempio il Dottor Frascino sieropositivo dal 1991 in HAART e muore per setticemia, setticemia che dicono non c'entri nulla con il virus :shock:
Ma veramente stai/state dicendo che è morto Frascino??? :shock: Quando???



Dora
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Dora » venerdì 14 ottobre 2011, 13:24

Leon ha scritto:Ma veramente stai/state dicendo che è morto Frascino??? :shock: Quando???
Tre settimane fa (L'ultimo saluto a Bob Frascino). :cry:



Leon
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Leon » venerdì 14 ottobre 2011, 14:27

Dora ha scritto:
Leon ha scritto:Ma veramente stai/state dicendo che è morto Frascino??? :shock: Quando???
Tre settimane fa (L'ultimo saluto a Bob Frascino). :cry:
Mi era completamente sfuggito quel thread lì, che ho letto solo adesso. Dispiace moltissimo anche a me.



Leon
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Re: Dal 1996 la vita dei malati s+ si è allungata di 15 anni

Messaggio da Leon » venerdì 14 ottobre 2011, 17:58

carletto ha scritto:è il contorno che a me preoccupa non tanto il fatto di vivere, oggi più che malattia fisica pur con tutte le problematica a traino secondo me è una malattia psicologica, depressioni,isolamenti,rinunce...paure...
Non arriverei a direi che "oggi più che malattia fisica è una malattia psicologica", ma sono comunque fondamentalmente d'accordo non te, nel senso che la HAART non solo è insufficiente per sopravvivere in una forma fisica decente, ma anche per vivere una vita complessivamente decente.
Oltre tutto questi studi li reputo anche dannosi perchè spingono le persone a sottovalutare il virus hiv...non muori vivi lo stesso allora chi se ne frega ... :cry:
Infatti. E d'altronde, se ci badi, la grande preoccupazione di tutti i novelli che arrivano qui è se e quanto camperanno (o addirittura "se arriveranno alla vecchiaia", manco fosse chissà quale meravigliosa età). Solo DOPO, chi rapidamente, chi meno, si rendono conto del <edit automatico> pazzesco in cui sono scivolati e che il problema non è così semplice come se lo ponevano inizialmente.



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