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MessaggioInviato: giovedì 14 gennaio 2016, 17:31 
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Nonostante le ipocrite vergogne

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e i Conflict of Interest Statements menzogneri

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Rerum® è pronto ad essere lanciato sul mercato (mondiale, vi arriva anche se abitate alle Kiribati o a Vanuatu) e dal 18 gennaio cominciano le spedizioni.
Il prezzo non è proprio regalato per essere un'emulsione di acido oleico, condroitina e vitamina D2 e D3, ma se ne prendete 100 fiale scende un po'. E poi il fatto che sia stato "Created by Molecular Biologist, Professor Marco Ruggiero, MD, PhD" vale come garanzia di serietà e incide sui costi.
Se poi siete un bambino autistico, potreste dover usare un dosaggio ridotto, con un bel risparmio ulteriore.

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MessaggioInviato: giovedì 14 gennaio 2016, 18:27 
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Che bella notizia! E' la panacea di tutti i mali o ce n'è qualcuno escluso?


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MessaggioInviato: giovedì 14 gennaio 2016, 18:36 
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mammadipi ha scritto:
Che bella notizia! E' la panacea di tutti i mali o ce n'è qualcuno escluso?

Credo che per ora si rivolga alla *cura* dell'HIV e dell'autismo. Ma, conoscendo l'inesauribile creatività del suo inventore, confido che presto si scoprirà che va bene per tutto.
Nel frattempo, chi è funestato dall'alopecia può provare a usarlo off label. A suo rischio e pericolo, s'intende.


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MessaggioInviato: giovedì 14 gennaio 2016, 19:04 
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Mi fa piacere constatare che sulla cura dell'autismo si stiano facendo notevoli passi avanti, ne è passata di acqua sotto i ponti dai tempi in cui si dava la colpa alle mamme frigorifero!


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MessaggioInviato: giovedì 14 gennaio 2016, 20:38 
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sì, sì, e dopo la cura dell'HIV e dell'autismo, sono sicuro che questa cosa qui "curerà" un sacco di altre cose (rerum, appunto): la calvizie, l'alito cattivo, le unghie ingiallite dei fumatori, le occhiaie... e tutti questi miracoli a partire da soli 131.535 euro al litro...
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MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2016, 9:16 
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QUALCHE GEMMA DI MARCO RUGGIERO

Se n'era mai davvero andato?
Certo che no! Aveva chinato la testa di fronte al compromesso impostogli dall'università, che gli aveva evitato l'onta del licenziamento e concesso del tempo per andarsene di sua spontanea volontà purché la smettesse di infangare il buon nome del suo datore di lavoro con propaganda negazionista, e di HIV/AIDS aveva smesso di parlare in pubblico.
Ma in privato aveva continuato a spacciare le sue patacche e ancora oggi, pur nel totale sfacelo del movimento negazionista, continua a tenere il suo posto nell'infame Board di Rethinking AIDS e si inserisce nel tentativo messo di recente in atto da alcuni negazionisti americani di dar conto dell’enorme numero di morti premature fra persone che, secondo la vulgata negazionista, non avevano addosso nessun virus potenzialmente mortale: forse qualche problema in realtà quelle persone ce l’avevano – ammette una stralunata Celia Farber - ma nulla che non potesse essere risolto rinforzando il loro sistema immunitario con una dieta appropriata.
La dieta può variare, da quella senza glutine a quella chetogenica, ma per nessuna ragione al mondo dovrebbe mancare l’integrazione con qualche intruglio, dai multiminerali di Youngevity® promossi da Celia Farber stessa - e che importa se questi contengono anche mercurio e arsenico, vogliamo o no adottare una visione olistica e completare la tavola periodica? - fino allo yoghurt magico coadiuvato dal nuovissimo Rerum®, la via per curare l’infezione da HIV proposta oggi dai negazionisti salta sul carro della moda per la nutrizione.

Libero da ogni vincolo universitario, Ruggiero torna così a rivolgersi pubblicamente alle persone con HIV e questo merita la nostra attenzione, perché lo fa rimettendo in opera le sue vecchie manipolazioni della realtà, i suoi vecchi trucchi da negazionista, che chi lo segue da tempo conosce bene, ma potrebbero ingannare chi non l’ha visto all'opera in passato.

Ecco dunque qualche gemma tratta dal webinar (un monologo, piuttosto) Third Brain/Microbiome, Unlocking the Immune System by Dr. Marco Ruggiero.



ERADICAZIONE IN YAMAMOTO STYLE

Avrà pure rinnegato il vecchio truffatore giapponese e ammesso che è stato giusto ritrattare i suoi articoli perché pieni di menzogne, ma quando gli serve Ruggiero non si fa scrupolo a riesumare la sua partecipazione al congressone di AIDS 2010, che si tenne a Vienna, con un poster presentato insieme a Yamamoto, in cui avevano sostenuto che grazie al GcMAF erano riusciti ad eradicare l’HIV:

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Ruggiero usa quel poster per far credere di avere credenziali scientifiche accettate dalla comunità scientifica: “so che sono affermazioni forti – dice – MA SONO SCRITTE NELLA SEDE PIÙ PRESTIGIOSA, CIOÈ LA CONFERENZA MONDIALE SULL’AIDS”. È lo stesso trucco che usa quando sottolinea che i suoi articoli sono pubblicati su riviste con peer review – peccato ometta sempre di specificare che sono, sì, peer reviewed, ma anche predatory journals.

Come quel poster sia stato accettato al congresso rimane un mistero, anche se capita purtroppo spesso che lavori mal fatti passino il primo controllo e arrivino ad essere presentati a congressi veri. Poi però si fermano lì e concludono la loro meteora nel libro degli abstract, senza che nessun altro gruppo di lavoro prosegua le ricerche e ne confermi le conclusioni. Checché ne dicano i cospirazionisti anti-scienza, se un’idea è buona, trova sempre scienziati che la raccolgono e la sviluppano, magari criticando chi è venuto prima di loro, discutendo e facendo così proseguire l’impresa scientifica. Se è una patacca, chi la raccoglie in genere è un pataccaro.

Sappiamo comunque che il GcMAF non ha mai eradicato l’HIV e sappiamo che il lavoro in cui Yamamoto sosteneva di aver raggiunto l’eradicazione è stato ritrattato perché era una patacca.



L’EFFETTO DEI PROBIOTICI SUL SISTEMA IMMUNITARIO DI PERSONE CON HIV

Il cuore dell’operazione di Ruggiero con il suo yoghurt venduto alle persone con infezione da HIV si fonda sull’ennesimo miserabile piccolo trucco.

Un ricercatore canadese della University of Western Ontario e del Canadian Research and Development Centre for Probiotics, Gregor Reid, ha pubblicato nel 2010 sul Journal of Clinical Gastroenterology uno studio osservazionale retrospettivo (cioè non un trial clinico fatto comme il faut) condotto in Tanzania su un piccolissimo numero di persone con HIV, circa il 70% delle quali in terapia antiretrovirale: 68, che si erano preparate in casa uno yoghurt contenente Lactobacillus rhamnosus e l’avevano assunto per tre anni almeno una volta a settimana, erano state messe a confronto con 82, che di yoghurt non ne avevano mangiato.
Il campionamento dei partecipanti era avvenuto in modo non standardizzato, anche se si trattava di persone con caratteristiche simili. Per dare il loro consenso informato, era stato sufficiente che “firmassero” lasciando la loro impronta su un foglio, come sovente accade in studi fatti nei Paesi poveri.
La valutazione era stata fatta sulla base di interviste strutturate e conta dei CD4 e aveva evidenziato un aumento annuale medio di 62 CD4 in chi aveva consumato non si sa quanto yoghurt, a fronte di un aumento medio di 99 CD4 all’anno ottenuto grazie agli antiretrovirali, mentre nei tre anni di osservazione non si è vista una diminuzione significativa dei CD4 nelle persone che non prendevano la ART.

Gli autori ammettevano che gli aumenti nei CD4 osservati potevano dipendere da una accelerazione della ricostituzione immune dopo l’inizio del trattamento antiretrovirale. Ma poiché nel 2010 si sperava ancora di poter rimandare il più possibile l’inizio della ART, almeno nei Paesi poveri, e poiché comunque l’assunzione di yoghurt può migliorare i sintomi gastrointestinali che possono affliggere le persone con HIV, Reid e colleghi ipotizzavano che lo yoghurt avrebbe potuto permettere di rimandare di un po’ di tempo l’inizio della ART o coadiuvare gli antiretrovirali nel trattamento sintomatico delle persone con HIV.

Ammettevano però onestamente che, dato il tipo di studio da loro effettuato e data la natura soggettiva del questionario, erano necessari dei trial clinici randomizzati e in doppio cieco per confermare i loro risultati.

Quando questi trial li hanno fatti (sia di nuovo in Tanzania, sia in Canada), i risultati NON sono stati confermati: nel primo caso, si è visto che in persone con il sistema immunitario moderatamente compromesso lo yoghurt poteva essere consumato senza danni, ma NON preservava la funzione immune; nel secondo, svolto in un contesto di nutrizione normale dei Paesi sviluppati, si è visto che qualche piccolo miglioramento era dovuto all’assunzione di micronutrienti, mentre i probiotici NON avevano dato alcun beneficio.

Tutto questo è coerente con quanto abbiamo visto in questi anni nel thread [CROI 2012] Migliorare il GUT: PROBIOTICI, IL-7, HAART, da cui è emerso che, quando i trial clinici sono stati fatti secondo tutti i crismi della razionalità scientifica, ai CD4 i probiotici non hanno fatto NIENTE.

Queste cose, però, Ruggiero non ce le dice.
Usa il primo lavoro di Reid e colleghi come base e giustificazione per la creazione del suo MAF 3 14, quello che poi diverrà Bravo Probiotic, e per riproporre un’altra delle sue patacche: il poster che è riuscito a farsi approvare a IAS 2011, il congresso annuale IAS-AIDS che quell’anno si tenne a Roma.
Qui aveva detto molto chiaramente che per la sua “ricerca” aveva usato come “cavie” membri del gruppo di ricerca stesso:

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Si trattava, in particolare, di sé medesimo e di Tiziana Punzi, due persone – a quanto ci consta – HIV negative.
I loro presunti, aneddotici, “successi” nel far aumentare il numero dei CD4 e diminuire l’attivazione immune facendo scendere i livelli dei CD8 grazie al consumo dello yoghurt vengono oggi spacciati come la prova che lo yoghurt “funziona” per la ricostituzione immune delle persone con HIV - come se non fosse proprio il virus ad essere un game changer.

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Oggi che le analisi mostrate fossero di persone HIV negative non viene più ricordato e quello che resta è una presunta "prova" dell'efficacia dello yoghurt sulla funzione immune. Un solo esempio, perché la manipolazione ormai è chiara:

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Non stupisce dunque che Ruggiero concluda che c’è un “consenso generale” sul fatto che il consumo di probiotici aumenti i CD4 e normalizzi la funzione immune delle persone con HIV. È una menzogna, però, non c’è nessun consenso e anzi la scienza sta andando nella direzione opposta. Ma che importanza ha? Il castello di bugie si regge su altre bugie.

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Il secondo punto della slide mostrata durante il webinar ci introduce alla distorsione del secondo lavoro in Tanzania di Gregor Reid, che Ruggiero fa per operare una straordinaria manipolazione. “State pronti – dice Ruggiero – qui non ci saranno immagini forti (prima aveva mostrato un piede ulcerato e scorticato), ma ci sarà un’informazione molto forte”. Questo ci porta ad analizzare la prossima gemma.



SIEROREVERSIONE

Vedere il test anticorpale tornare negativo è il sogno di molte persone con HIV, in parte per bilanciare lo shock della diagnosi e di quel che ne è seguito in termini di dolore personale e di stigma sociale, ma in parte anche perché è considerato una “prova” dell’avvenuta guarigione.

E in effetti la sieroreversione è una componente della definizione della cura del Berlin Patient (insieme all’assenza di rilevabilità di qualsiasi traccia di RNA e DNA virale capace di replicazione con i test più sofisticati e nei luoghi meno accessibili del corpo): ai test anticorpali Timothy Ray Brown risulta oggi negativo.

Tuttavia la sola sieroreversione, che è un fenomeno molto raro ma non impossibile (ad esempio la si è riscontrata dopo diversi anni di ART in tre persone che avevano iniziato la terapia in fase molto precoce, senza avere il tempo di sviluppare completamente la reazione anticorpale e di recente è stata segnalata in un caso a mio parere molto controverso e malissimo documentato portato ad AIDS 2014), non può da sola costituire una prova della cura.

I casi più convincenti e meglio documentati sono quelli dei Boston Patients, che dopo il trapianto di staminali persero gli anticorpi e tornarono HIV negativi, per poi purtroppo, dopo qualche settimana di sospensione della ART, vedere reinnescata l’infezione a partire da una sola cellula infetta sopravvissuta al condizionamento di preparazione al trapianto.
Analogamente, anche la Mississippi Baby risultò HIV negativa durante il periodo in cui la madre le sospese la ART e pareva essere guarita. Poi la viremia ebbe un rebound e gli anticorpi anti-HIV furono prodotti di nuovo.

E non dimentichiamo che si può avere una perdita degli anticorpi anti-HIV con negativizzazione del test anticorpale anche nelle ultime fasi dell’AIDS, quando il sistema immunitario è totalmente compromesso e incapace di produrre anticorpi.

Quindi sieroreversione non significa automaticamente guarigione.

Fra le persone che frequentano i siti dei negazionisti e non “credono” nella validità dei test usati per diagnosticare l’infezione da HIV, è molto diffusa l’idea che abbia senso fare e rifare il test e, qualora una volta dovesse risultare negativo, tenere per valido quel risultato buttando nella spazzatura tutti i test positivi fatti in precedenza.

Marco Ruggiero si inserisce a sfruttare questo elemento di fragilità delle persone con HIV.
Vediamo come.
Anzitutto sostiene che Reid e colleghi non si sono accorti di un particolare che lui ritiene “conferma” della negativizzazione di due donne che, nel trial clinico in Tanzania, erano nel gruppo che ha preso il probiotico.

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Queste due donne, in effetti, sono state escluse dalla valutazione finale dello studio perché risultate in seguito HIV negative.

Per Ruggiero ciò significa che erano HIV+ e grazie allo yoghurt sono diventate HIV-, ma quegli storditi degli autori dello studio si sono fatti sfuggire un elemento straordinario che invece lui, occhio di falco, è riuscito a cogliere.

Per me invece significa che due persone che allo screening iniziale parevano HIV+ poi, valutate in modo più accurato, sono state confermate HIV- e quindi, come da prassi, escluse dallo studio. Non è la prima volta e di certo non sarà l’ultima che delle persone mentono per soddisfare i criteri di inclusione in uno studio, durante il quale sanno che saranno seguite e riceveranno una nutrizione adeguata. Questo non accade solo in Africa, ma ovunque nel mondo ci siano sacche di povertà.
Oppure c’è stato un errore di valutazione iniziale da parte del personale addetto all’arruolamento dei pazienti.
Un errore umano, non il miracolo dell’eradicazione di HIV grazie allo yoghurt.

“Ovviamente – insinua il genio – nessuno qui sta dicendo che lo yoghurt probiotico ti rende HIV negativo, ma l’osservazione è qui, è forte, È PUBBLICATA”.

E lui ha lanciato il sasso nello stagno delle fragilità umane e subito ritratto la mano.

Questa manipolazione è però solo l’inizio dell’“operazione sieroreversione” attuata da Ruggiero.
Seguono infatti altre gemme, volte a “provare” alle persone con HIV trattate come allocchi che grazie allo yoghurt di Ruggiero potranno ritrovarsi con un test HIV negativo in mano.

Il primo esempio – stranamente non ancora pubblicato – viene dallo studio del Dr Claus Koehnlein, un prominente negazionista di Kiel, come Ruggiero nel Board di Rethinking AIDS.
Ruggiero dichiara che il suo ruolo, in questa storia, è stato di “valutare i risultati e scrivere l’articolo” – articolo non ancora pubblicato. Segue la storia di un uomo, di origini italiane ma residente in Germania, diagnosticato HIV positivo e non in terapia antiretrovirale, che ha sofferto di erisipela a un piede. Questo avrebbe causato una forte stimolazione del sistema immune e, 5 mesi dopo, rifacendo il test HIV sarebbe risultato negativo.

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È successo davvero? Le analisi mostrate da Ruggiero e una email scritta da non si sa chi non possono confermarlo. Tutto quel che si vede sono delle analisi fatte a non si sa chi a maggio 2011 e una email datata novembre 2014. Che si tratti della stessa persona o del parto della fantasia di qualcuno nessuno può dirlo.

L’articolo ovviamente non c’è, nonostante il presunto caso clinico sia stato seguito ben 5 anni fa.
Ruggiero sostiene che sia stato sottomesso alla rivista BMC Infectious Diseases e sia in attesa di pubblicazione.
Deve trattarsi di un’attesa assai lunga, però, dal momento che Ruggiero si presentava ancora come affiliato all’Università di Firenze, da cui se ne è andato ormai da due anni:

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E anche risultasse confermato che una persona ha sierorevertito grazie alla forte reazione immune scatenata da un'infezione, questa sarebbe una prova che lo yoghurt di Ruggiero fa sierorevertire le persone con HIV?

Un concetto di evidenza scientifica ben strano ...

In sostanza, l’unico articolo che sia stato pubblicato e che Ruggiero citi come “prova” della sieroreversione di qualcuno è un articolo pubblicato in cinese nel 1997, di cui chi non legge il cinese può vedere solo un abstract in inglese, da cui non si capisce (e Ruggiero stesso ammette di non saperlo) che cosa abbia fatto tornare negative quelle 8 persone. Un articolo che non ebbe mai un seguito, un po’ come quello in cui Yamamoto sosteneva di avere eradicato l’HIV con il GcMAF.

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Mi fermo, per adesso.
Credo sia chiaro a tutti che quello che Ruggiero cerca di rifilare a carissimo prezzo alle persone con HIV non è oro, probabilmente neppure princisbecco, ma sono piuttosto plasticaccia da quattro soldi e tolla riverniciata.


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MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2016, 10:29 
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Cara Dora,
io, sinceramente, non ho la forza mentale né la capacità analitica di seguire le giravolte spaziali di questa gente e perciò ti sono sempre veramente grato di queste analisi, che mi permettono di risvegliarmi saltuariamente dalle mie illusioni illuministe sulla natura umana.
Purtroppo i negazionisti, di ogni genere, sono come l’herpes: non li vedi più per qualche tempo e dici «ahhh, è bastata un po’ di pomata per renderlo innocuo» ma ti illudi: come l’herpes, aspettano solo una piccola occasione per rispuntare e dare fastidio.
Il pudore post disavventura fiorentina è durato evidentemente troppo (quasi quattro anni), ed è giunto il momento di tornare a partecipare alle esaltanti regate nei mari del negazionismo.
Il problema,è che giocano con i grandi numeri: esattamente come troverai sempre qualche scemo che cade nella truffa nigeriana ricevendo la solita e-mail sconclusionata, troverai sempre qualche demente complottaro sciachimista e convinto sostenitore dell’esistenza dei rettiliani, oppure un povero disperato che non riesce ad accettare la realtà della sua diagnosi e, allo stesso tempo, a vedere con gratitudine la fortuna di poter contare su conquiste scientifiche grandiose che gli salveranno la vita. Contano su questo per continuare a raccontare le loro bufale in giro per il mondo.
Questo è ciò che spiega come mai non capiti che, di fronte a giravolte così incredibili, a nessuno venga in mente di tirare una palata di letame in faccia a questi ginnasti della fola: parlano a un pubblico di indifesi, a cui puoi fare quel che vuoi, un po’ come fanno i finti esattori del gas che derubano le vecchiette della pensione.
Proprio come chi prende di mira le vecchiette, è gente che sa perfettamente di muoversi in un’area di sostanziale impunità e di correre pochi rischi per la propria libertà personale, e quindi se la spassa. Di solito però, tutta questa gente, prima o poi inizia a delirare e le fa sempre più grosse, fino a quando qualche errore lo commette e allora ne resta intrappolato. Speriamo accada presto.


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MessaggioInviato: lunedì 18 gennaio 2016, 10:41 
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uffa2 ha scritto:
Proprio come chi prende di mira le vecchiette, è gente che sa perfettamente di muoversi in un’area di sostanziale impunità e di correre pochi rischi per la propria libertà personale, e quindi se la spassa. Di solito però, tutta questa gente, prima o poi inizia a delirare e le fa sempre più grosse, fino a quando qualche errore lo commette e allora ne resta intrappolato. Speriamo accada presto.

Beh, la magistratura svizzera sta lavorando e forse non basterà avere messo un oceano di distanza da Bussigny a impedire l'inesorabile slavina di liquami che da quella e da altre inchieste potrebbero riversarsi sulla testa delle canaglie del GcMAF.

Per il resto e finché dura, la nostra memoria e capacità di analisi ancora funzionano bene.


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MessaggioInviato: lunedì 25 gennaio 2016, 18:31 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Dora ha scritto:
Il 2015 si è concluso con la pubblicazione di un articolo sensazionale, oserei dire seminale, da parte della collaudata ditta Bradstreet, Ruggiero e Pacini. Si tratta di un Commento che è stato sottomesso a Frontiers in Neuroscience (e dove, sennò?) pochi giorni prima che Bradstreet venisse ucciso dai Rettiliani e che costituisce dunque il suo testamento spirituale, quello che Bradstreet lascia al mondo con l'amorevole assistenza di Ruggiero e Pacini (il cui ruolo è come sempre messo in ombra dall'ingombrante ego del marito, ma che ha l'indiscutibile privilegio di essere l'unica, fra i tre autori, ad avere una affiliazione universitaria).
E si tratta di nulla di meno che di un lavoro in cui - per lasciare la parola al comunicato stampa emesso da Ruggiero - sono "spiegati i meccanismi biologici dell'autismo" e si porta il pubblico più vicino a sapere che cosa causi questa patologia, offrendo anche "un percorso prevedibile verso un intervento efficace".

Di ricerca in quel commento al lavoro di altri ce n'è pochina, di ricerca validata ancor meno, mentre le ipotesi fantasiose abbondano. Ciò nondimeno, Ruggiero dichiara che lui e il suo socio defunto sono riusciti a capire la causa di certe lesioni che hanno visto nel cervello dei bambini autistici che hanno analizzato e sono dunque ormai molto vicini ad avere una cura dell'autismo.
Poiché la causa della malattia è - dicono loro - un passaggio di batteri cattivi dall'intestino fino oltre la barriera ematoencefalica, cioè una trasmigrazione del Terzo Cervello nel Primo, possiamo anticipare che la cura che risolverà una volta per tutte la tragedia di tante famiglie sarà lo Yoghurt Magico coadiuvato dal nuovo magico preparato, Rerum. [...]

E di queste graziose scimmiette che stanno facendo il giro del mondo, che ci dice di loro il Grande Genio Fiorentino?
Vorrà trattare con i suoi intrugli pure i macachi?
:roll:

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Nature (che, come è ben noto, non è Frontiers in Neuroscience ...): Autism-like behaviours and germline transmission in transgenic monkeys overexpressing MeCP2

Nature News and Comments: Monkeys genetically modified to show autism symptoms
Science News: Monkeys with human gene show signs of autism
Stat News: Genetically modified monkeys show signs of autism, in scientific breakthrough
...


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MessaggioInviato: martedì 26 gennaio 2016, 9:08 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2007, 0:07
Messaggi: 4903
Dora ha scritto:
E di queste graziose scimmiette che stanno facendo il giro del mondo, che ci dice di loro il Grande Genio Fiorentino?
Vorrà trattare con i suoi intrugli pure i macachi?[/color][/b][/size] :roll:
scommettiamo che la risposta è che con un po' di yogurt, un po' di rerum e un bel tuffo nella candeggina, gli errori del DNA spariscono?
(l'alternativa è che qualcuno metta in discussione l'esistenza stessa del DNA e/o la sua efficacia causale nelle caratteristiche degli esseri viventi, sarebbe la chiusura del cerchio: dalla falsa scienza comunque tecnologica alla superstizione creazionista pura...)


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