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Oggi è domenica 16 dicembre 2018, 15:51

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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: [AIDS 2018] Amsterdam, 23-27 luglio
MessaggioInviato: lunedì 9 luglio 2018, 15:56 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Con il grido di battaglia ROMPERE BARRIERE • COSTRUIRE PONTI, AIDS 2018, la 22° International AIDS Conference, si terrà ad Amsterdam fra il 23 e il 27 luglio.
Come da tradizione, negli anni pari si alterna con i congressi IAS, che cadono negli anni dispari e sono più piccoli e più incentrati sulla ricerca, mentre gli IACS si aprono di più alla community e alle questioni politiche.
Quello di quest'anno non fa eccezione e presenta un programma enorme, che vedremo in qualche dettaglio fra poco, dedicato in gran parte, oltre che appunto all'indagine sulle diverse comunità colpite dall'epidemia, alle questioni dei diritti, variamente modulate, alle prospettive di raggiungere gli obiettivi come 90-90-90 fissati negli anni passati, alla prevenzione e alla clinica.
Sempre come da tradizione, il congresso è preceduto da un paio di giorni di seminari, che quest'anno mi sembrano però più numerosi e articolati rispetto al passato.

Penso si dovrà parlare molto di Russia e di come l'epidemia paia nell'Europa dell'Est molto meno controllabile che in qualsiasi altra parte del mondo.

E si dovrà anche parlare della grave questione di abusi e molestie nel filone #MeToo che ha toccato UNAIDS, è stata raccontata dai giornali di mezzo mondo (in Italia ne ha parlato solo LetteraDonna, riferendo però di un altro caso di molestie), ed è finita perfino su Lancet ad aprile, con un articolo e un editoriale, perché è emerso il ruolo per null'affatto limpido del direttore generale dell'Agenzia ONU, Michel Sidibé, che avrebbe coperto il violentatore - il vicedirettore esecutivo Luiz Loures - e fatto pressioni sulla vittima perché tacesse.
UNAIDS ha approvato in tutta fretta un Gender Action Plan 2018–2023, ma è chiaro che questo non basta.
Fra altri, anche un gruppo di attiviste africane ha chiesto le dimissioni di Sidibé, spiegando come questi comportamenti minino la fiducia nella leadership di UNAIDS, e giurando che si faranno sentire ad Amsterdam:

    If UNAIDS is to emerge as an institution that has the trust of women, their allies, and communities around the world, it must demonstrate that it is prepared to choose justice over loyalty to those at the top.

    We beat AIDS denialism. We won the battle for affordable antiretroviral medicines. We will win the battle against sexual harassment and for gender equality – and as we will eventually win this battle in our countries, we must win it now at UNAIDS. #MeToo.


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Veniamo al programma, che per quanto riguarda la ricerca di una cura sembra un po' segnare il passo.
Anzitutto, il tradizionale workshop pre-congresso dedicato a Towards an HIV Cure, durante il quale i ricercatori più all'avanguardia raccontavano i loro ultimi lavori e li sottoponevano alla discussione dei colleghi, quest'anno non c'è ed è sostituito da un HIV Cure Research with the Community workshop il 21 luglio.

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Questa è una novità che si può vedere, a mio parere, in due modi: se vogliamo essere ottimisti, è il segno che questo tipo di ricerche, pur rimanendo di nicchia, iniziano ad uscire dalla fase pionieristica, ad arrivare alle sperimentazioni cliniche, e dunque affrontano la necessità di farsi comprendere dalla community di persone con HIV e attivisti. E infatti il programma del workshop è totalmente volto a spiegare che cosa sono queste ricerche, quali le difficoltà che si stanno affrontando, quali i rischi per chi vi partecipa.
È bene parlarne, è necessario.
L'altro lato della medaglia, però, è che di ricerche sulla cura concrete, di studi e trial clinici, ad Amsterdam se ne vedranno pochi.

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Ci saranno delle sezioni dedicate a

- Strategies for cure: Pitfalls, possibilities and promise, con una relazione di Steven Deeks sui vaccini terapeutici, i molto attesi risultati del RIVER trial (titolo dell'abstract molto sobrio: A randomised controlled trial comparing the impact of antiretroviral therapy (ART) with a 'Kick-and-Kill' approach to ART alone on HIV reservoirs in individuals with primary HIV infection (PHI); RIVER trial), aggiornamenti sull'anticorpo anti-α4β7 nelle scimmie e la cattiva, ma non inattesa, notizia dell'emergere di virus X4-tropico dopo un trapianto con staminali CCR5Δ32;
- Poking, prodding and purging the final reservoir frontier;
- All fired up: Tackling inflammation;
- Acute infection and viral reservoir, durante la quale Ricardo Diaz parlerà della parte del suo trial brasiliano in cui ha somministrato l'auranofin insieme alla nicotinamide e Laurent Hocqueloux parlerà della coorte VISCONTI;
- Killers or helpers: The double life of T cells;
- Eliminating HIV latency: Shock and kill or block and lock?


Ci saranno poi un'interessante sezione dedicata alle Antiretroviral strategies, durante la quale verranno presentati i dati di diversi trial di confronto fra farmaci (ad esempio i risultati degli studi GEMINI di trattamento con due soli farmaci - dolutegravir e lamivudina), una sezione dedicata a Neuro HIV: Cognition, complications and ART toxicity e una dedicata a Non-communicable diseases: Continued challenges.
La Merk presenterà gli ultimi dati sulla doravirina, ormai sulla via dell'approvazione, e quelli sul nuovo NRTI long acting MK-8591.

Per concludere, ricordo che saranno portati ad Amsterdam i risultati dello studio PARTNER 2, con nuove prove dell'efficacia del TasP (Treatment as Prevention) nella prevenzione dell'infezione in coppie gay sierodiscordanti (la prima parte del PARTNER, su coppie etero, è stata pubblicata su JAMA nel 2016).

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In diverse occasioni, infine, ci sarà modo di discutere di PrEP, anche dei nuovi farmaci in studio, iniettabili e long-acting, e della campagna U=U.

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MessaggioInviato: mercoledì 18 luglio 2018, 5:57 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Ieri, mentre AIDS 2018, l'International AIDS Society e il mondo dei medici, degli scienziati e degli attivisti commemorava il quarto anniversario dell'attentato al volo MH17 e la morte ancora senza giustizia dei tanti delegati alla Conferenza Mondiale di Melbourne


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è stata lanciata la



È un appello ad andare oltre la International AIDS Conference di Durban di due anni fa e dare maggiore concretezza alle sue parole d'ordine di ACCESS EQUITY RIGHTS - NOW!: a migliorare l'inclusività, i finanziamenti basati sull'evidenza e le politiche basate sui reali bisogni delle persone con HIV e delle popolazioni più vulnerabili, che continuano ad essere vittime di violenza e di stigma.
Vi si ribadisce l'importanza della PrEP come strumento di prevenzione, l'accettazione delle evidenze scientifiche che ci dicono che quando il virus è irrilevabile la trasmissione non è possibile, la necessità di proseguire nella ricerca di un vaccino e di una cura. Vi si ricorda che, in questi tempi in cui la crescita del populismo e la diminuzione dei finanziamenti rendono ancora più ardua la risposta contro l'HIV/AIDS, al centro dell'epidemia si colloca l'intersezione di tre "P" - delle persone, delle politiche e del potere - che costituisce un incontro di particolari fragilità.


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MessaggioInviato: venerdì 20 luglio 2018, 11:34 
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Nel luglio 2017,
Dora ha scritto:
In collaborazione con la International AIDS Society, Lancet ha formato una commissione per cercare di offrire risposte concrete su come affrontare l'epidemia di HIV/AIDS nei prossimi anni: The International AIDS Society—Lancet Commission on the future of the HIV response and global health. L'idea nasce in seguito ai lavori fatti dalla sessione AIDS for Global Health del congresso IAS di Vancouver del 2015 e i risultati dei lavori della commissione saranno presentati alla prossima International AIDS Conference, ad Amsterdam nel 2018.

E puntualmente è uscito ieri su Lancet Advancing global health and strengthening the HIV response in the era of the Sustainable Development Goals: the International AIDS Society—Lancet Commission, il denso e corposo risultato dei lavori della Commissione congiunta.
Quelli che seguono sono i punti chiave delle conclusioni raggiunte dalla Commissione e mi sembrano in non casuale sintonia con l'appello lanciato da UNAIDS contestualmente alla pubblicazione degli ultimi dati relativi all'andamento dell'epidemia: abbandoniamo i toni trionfalistici che in questi ultimi anni hanno contraddistinto molte dichiarazioni sul facile raggiungimento di obiettivi difficilissimi come quello di avere entro pochissimi anni (2!) il 90% delle persone con HIV diagnosticate, il 90% di queste in terapia e il 90% delle persone in terapia con viremia soppressa. La pandemia non sta affatto finendo e la narrativa oggi prevalente sulla "fine dell'AIDS" ha generato un senso di soddisfazione che è pericoloso ed è perfino possibile che abbia indebolito la determinazione di tutti gli attori coinvolti a combattere l'HIV/AIDS.
Gli strumenti a nostra disposizione sono insufficienti: servono un rinnovato senso di solidarietà, strategie intelligenti e molti, molti soldi.
Altre considerazioni su quali saranno gli umori ad Amsterdam a partire da questo fine settimana e molti suggerimenti per approfondire, nelle *letture per il weekend* di oggi: 20 luglio 2018 - *Letture per le vacanze*.


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MessaggioInviato: sabato 21 luglio 2018, 14:33 
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Amsterdam, il ponte Magere Burg (non ricordo che Roma fosse così festosa e accogliente nel 2011 , ma forse è la mia memoria a funzionare male ...).

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MessaggioInviato: lunedì 23 luglio 2018, 18:42 
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Ciao Dora, ciao a tutti,

al seguente link è possibile vedere la diretta della cerimonia di apertura di AIDS 2018:

http://www.reuters.tv/l/hE6/2018/07/23/opening-ceremony-for-the-22nd-international-aids-conference

Ciao ;)


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MessaggioInviato: martedì 24 luglio 2018, 20:33 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Andrewit ha scritto:
Ciao Dora, ciao a tutti,

al seguente link è possibile vedere la diretta della cerimonia di apertura di AIDS 2018:

http://www.reuters.tv/l/hE6/2018/07/23/opening-ceremony-for-the-22nd-international-aids-conference

Ciao ;)

Ciao Andrewit, grazie!

Sul canale YouTube International AIDS Conference stanno iniziando a caricare molti video del congresso.


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MessaggioInviato: mercoledì 25 luglio 2018, 4:54 
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Iscritto il: sabato 27 agosto 2016, 23:32
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Buongiorno a tutti.
Forse gli updates sono stati postati in altri threads (scusatemi se scrivo nel posto sbagliato), ma ci sono nuovi risultati presentati su nuove terapie (e.g. Injectables o altri)?


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MessaggioInviato: giovedì 26 luglio 2018, 7:43 
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Dichiarazione di Consenso sulla scienza dell'HIV nel contesto del diritto penale

Ieri la International AIDS Society ha pubblicato su JIAS una Dichiarazione di Consenso firmata da 20 scienziati importanti, fra cui il premio Nobel Françoise Barré-Sinoussi e l'attuale presidente della IAS Linda-Gail Bekker, relativa a ciò che la più avanzata scienza dell'infezione da HIV ha da dire sulla criminalizzazione delle persone con HIV:


La Dichiarazione si rivolge ai Paesi in cui ancora vigono leggi che specificamente criminalizzano la mancata comunicazione a un partner della propria condizione di positività all'HIV, l'esposizione al virus o la trasmissione dell'infezione e, ritenendo che questo approccio sia dovuto a una scarsa comprensione della scienza relativa all'infezione da HIV, fornisce una revisione di quello che la ricerca oggi ci dice.
In particolare, la Dichiarazione di Consenso afferma che:


    - Non c'è possibilità di trasmissione di HIV attraverso il contatto con la saliva di una persona HIV positiva - compreso attraverso il bacio, il morso o lo sputo.
    - Non c'è possibilità di trasmissione di HIV durante un rapporto vaginale o anale quando il partner HIV positivo ha viremia irrilevabile.
    - Il rischio di trasmissione da un singolo atto di sesso non protetto è molto basso.
    - Non è possibile stabilire prova della trasmissione da un individuo a un altro, neppure con gli strumenti scientifici più avanzati.

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MessaggioInviato: lunedì 10 dicembre 2018, 14:59 
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Dora ha scritto:
E si dovrà anche parlare della grave questione di abusi e molestie nel filone #MeToo che ha toccato UNAIDS, è stata raccontata dai giornali di mezzo mondo (in Italia ne ha parlato solo LetteraDonna, riferendo però di un altro caso di molestie), ed è finita perfino su Lancet ad aprile, con un articolo e un editoriale, perché è emerso il ruolo per null'affatto limpido del direttore generale dell'Agenzia ONU, Michel Sidibé, che avrebbe coperto il violentatore - il vicedirettore esecutivo Luiz Loures - e fatto pressioni sulla vittima perché tacesse.
UNAIDS ha approvato in tutta fretta un Gender Action Plan 2018–2023, ma è chiaro che questo non basta.
Fra altri, anche un gruppo di attiviste africane ha chiesto le dimissioni di Sidibé, spiegando come questi comportamenti minino la fiducia nella leadership di UNAIDS, e giurando che si faranno sentire ad Amsterdam:

    If UNAIDS is to emerge as an institution that has the trust of women, their allies, and communities around the world, it must demonstrate that it is prepared to choose justice over loyalty to those at the top.

    We beat AIDS denialism. We won the battle for affordable antiretroviral medicines. We will win the battle against sexual harassment and for gender equality – and as we will eventually win this battle in our countries, we must win it now at UNAIDS. #MeToo.


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Panel investigating bullying, harassment at UNAIDS finds ‘boy’s club,’ calls for firing of head - raccontava Jon Cohen per Science la settimana scorsa: un gruppo di indagine indipendente, istitutito a luglio da Michel Sidibé per rispondere alle accuse gravissime di cui ho riferito in occasione di AIDS 2018, ha studiato l'humus culturale che domina a UNAIDS e concluso che vi vige una cultura da "club per soli uomini", che non impedisce violenze sessuali, bullismo e abusi di potere.
Il report del gruppo indipendente conclude che a UNAIDS c'è un "vuoto di responsabilità", che la crisi al vertice minaccia il lavoro dell'agenzia ONU e che serve una riforma radicale: la prima cosa da fare è che Sidibé si levi di torno. Lui, per parte sua, non pare intenzionato a dimettersi.
Altri dettagli su Science.

Le signore del #MeToo che protestavano ad Amsterdam avevano ragione.




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MessaggioInviato: martedì 11 dicembre 2018, 19:05 
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Ma dai che cosa originale, Ma pensa!
È curioso che le varie istituzioni dell'ONU finiscano sempre più o meno a essere in simili storie
Certo i caschi blu sono un altro livello con il loro score di stupri e altre amenità, però....

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