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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 8 dicembre 2017, 8:40 
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Fra 4 giorni comincia a Miami un congresso che si tiene un anno sì e uno no da 14 anni, che è dedicato alla persistenza di HIV durante la terapia antiretrovirale (cioè ai reservoir, alla latenza e a tutto quel che gli sta attorno) e che, per chi si interessa alla ricerca di una cura per l'infezione da HIV, è pari, per importanza scientifica, al CROI.
Non gode però né della stessa risonanza mediatica - e questo non è necessariamente un male, né - ed è quello che rende le cose difficili a chi lo segue da lontano - della stessa organizzazione. Anzi, detto fuori dai denti, la sua organizzazione è pessima, tanto che il programma completo è stato messo online soltanto ieri. Non credo poi saranno rese pubbliche webcast e slides delle presentazioni nei tempi rapidissimi con cui ci vizia il CROI. Quindi non so bene in che termini potrò scriverne, ma sono sicura che se ci saranno relazioni interessanti ci sarà modo di parlarne.

Detto questo, vediamo rapidamente i punti salienti del programma:

    - martedì i diversi Martin Delaney Collaboratories -CARE, I4C, DARE, BELIEVE, DefeatHIV e BEAT-HIV - daranno aggiornamenti sulle loro attività;
    - poi ci sono due conferenze di apertura: una di Tony Fauci che parla di ostacoli e opportunità per una remissione duratura libera da ART, e una di Ronald Desrosiers, Università di Miami, che parla di soppressione virologica duratura grazie ad anticorpi prodotti mediante geni veicolati da virus adenoassociati;

    - mercoledì si entra nel vivo e nelle sessioni 1 e 2 si parla di scienza di base della latenza di HIV, con contributi di tutti i principali scienziati impegnati in questo campo e se ci saranno diverse brutte notizie (oserei dire una debacle) per chi aveva sperato che il CD32 fosse il tanto agognato marker per individuare le cellule latentemente infette, sarà però anche presentata un'intera nuova classe di sostanze anti-latenza;
    - la sessione 3 ci porta agli studi sui modelli cellulari di latenza e sui modelli animali;
    - la sessione 4, dedicata alla virologia della persistenza di HIV, oltre a tanto altro ci offrirà l'ennesimo capitolo sulla persistenza di replicazione attiva quando la ART fa bene il suo lavoro (la risposta di Mary Kearney è il suo solito, sonante NO!);
    - la sessione 5 della persistenza di HIV indaga gli aspetti immunologici, dal ruolo dei follicoli dei linfociti B alle tante dinamiche in cui sono coinvolti i CD8, ai bNABs;

    - dopo la basic science e i modelli, giovedì arriva la sessione 6 con gli studi clinici: i lavori sull'inversione della latenza, le dinamiche del virus dopo i trapianti di staminali, gli effetti delle interruzioni della terapia sulla composizione del reservoir, un trial di intensificazione della ART (questa volta con dolutegravir) che - credo per la prima volta - sembra aver funzionato, i risultati dei trial su 3BNC117 e su romidepsina;

    - venerdì due sessioni, la 7 e la 8, sono dedicate ai nuovi approcci terapeutici: nella 7, BIT225, cortistatina-A, eCD4-Ig, IL-15 in due diverse versioni, DART; nella 8, trapianti, ABX464 (*), Pembrolizumab, Dual TLR-2/7;

    - seguono 26 pagine di poster, che guarderò nei prossimi giorni.

Un programma molto denso e bellissimo.



(*) A me dispiace davvero tanto dirlo, perché ho seguito la ricerca sull'ABX464 fin dai suoi inizi, ma temo fortemente che Abivax si sia messa su una brutta china di cialtronaggine - direi una china pontina. Se il titolo della presentazione orale che faranno a Miami - Oral ABX464 reduces the HIV DNA reservoir IN CD4+ Peripheral Blood T Cells - corrisponde a quanto hanno già detto a Milano lo scorso ottobre, si tratta di un titolo fortemente mistificatorio, perché la riduzione del DNA, messa lì per acchiappare i polli, in realtà non è stata seguita da un ritardo del rebound delle viremie dopo la sospensione dei trattamenti - che è quanto hanno ammesso subito dopo, ma molto più in piccolo, come se non fosse quella la notizia importante. Come se una diminuzione del DNA provirale che non si traduce in un prolungato controllo della viremia senza farmaci importasse davvero a qualcuno.
Il comunicato stampa che hanno emesso ieri non mi fa sperare in nulla di buono.


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MessaggioInviato: venerdì 15 dicembre 2017, 9:33 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Brevi notizie da Miami

1. GLI ABSTRACT - Se ho capito bene, domenica sarà pubblicato il libro degli abstract, quindi si potrà cominciare a ragionare sul congresso.

2. UN REPORT - Mi è giunta la bella notizia che uno degli scienziati italiani presenti ha in programma di pubblicare un report, pertanto a breve sarà possibile leggere le impressioni sul congresso direttamente da un esperto.

3. IL MACACO DI MIAMI - Richard Jefferys ha pubblicato un post su una delle due conferenze introduttive, quella che Ron Desrosiers ha dedicato ai bNABs prodotti da geni che sono stati veicolati mediante virus adeno-associati (AAV): abbiamo il Macaco di Miami, che è stato infettato con un particolare SHIV, poi ha ricevuto per infusione tre diversi vettori AAV che trasportavano geni che codificano per tre bNABs (10E8, 3BNC117 e 10-1074, modificati per funzionare sulle scimmie), non è mai stato trattato con antiretrovirali e ha controllato la viremia sotto le 15 copie/mL mentre anche i reservoir sono stati introvabili per ben due anni. Purtroppo poi tracce di virus sono tornate rilevabili quindi non si può parlare di eradicazione, ma sono a livelli così bassi che lo si può considerare funzionalmente guarito.
I due anticorpi 3BNC117 e 10-1074 hanno funzionato bene, mentre il terzo no.
Anche in questa sperimentazione, che ha coinvolto in tutto 4 macachi, si è presentato il problema che abbiamo già visto nei trial su esseri umani: si formano rapidamente anticorpi anti-bNABs e questo alla lunga rende inefficaci i trattamenti. Questo è l'aspetto su cui si deve continuare a lavorare e Richard racconta che sta per partire uno studio su altri 12 macachi, trattati questa volta con vettori AAV8 che codificano per 3BNC117 e 10-1074 e messi a confronto con macachi trattati con ART.

Più particolari qui: Update on AAV Vectors as Delivery Vehicles for Broadly Neutralizing Antibodies: Ron Desrosiers and the Miami Macaque.

Un articolo del gruppo di Desrosiers su Molecular Therapy dell'anno scorso: Host Anti-antibody Responses Following Adeno-associated Virus–mediated Delivery of Antibodies Against HIV and SIV in Rhesus Monkeys.

E una conferenza in cui la scorsa primavera Ronald Desroisier raccontava della sua ricerca:



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MessaggioInviato: sabato 16 dicembre 2017, 21:44 
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Speriamo in belle notzie, sono curioso di legggere gli abstract domani :mrgreen:


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MessaggioInviato: domenica 17 dicembre 2017, 18:14 
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Iscritto il: domenica 26 febbraio 2017, 22:44
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Grazie Dora! Sembra veramente un bel programma moooolto articolato...speriamo anche promettente!

_________________
Una pianificazione attenta non sostituirà mai una bella botta di culo!


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MessaggioInviato: martedì 19 dicembre 2017, 7:09 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Semola ha scritto:
sono curioso di legggere gli abstract domani

Eccoli qui. Ho aspettato, perché ieri erano ancora pubblicati in ordine sparso nel Journal of Virus Eradication, ma ora ci sono due PDF che li raccolgono tutti insieme e possono essere scaricati qui (il primo è il libro degli abstract, il secondo l'indice):


Nei prossimi giorni preparerò dei post per aggiornare alcuni thread, in particolare quello dedicato al marker CD32a che, come temevo dai titoli delle relazioni in programma, a Miami ha avuto la sua debacle, e quelli dedicati alle sperimentazioni che stiamo seguendo (auranofin, dCA, IL-15, eCD4-Ig, BIT225, ABX464 e Pembrolizumab).
Quest'anno, però, abbiamo la grande fortuna di poter leggere un report sul workshop scritto dal Prof. Guido Poli, che - insieme ad Andrea Savarino - è uno dei due italiani presenti nel Comitato Scientifico del congresso e che ha analizzato alcune fra le presentazioni di basic science più interessanti, mettendole in dialogo fra loro e con le discussioni sulla persistenza di HIV che in questi anni stanno appassionando la comunità scientifica.

È una relazione completa e articolata - davvero bellissima. Appena ho il link, ve lo posto.


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MessaggioInviato: martedì 19 dicembre 2017, 19:49 
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Iscritto il: venerdì 16 giugno 2017, 20:50
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Dora ha scritto:
Semola ha scritto:
sono curioso di legggere gli abstract domani

Eccoli qui. Ho aspettato, perché ieri erano ancora pubblicati in ordine sparso nel Journal of Virus Eradication, ma ora ci sono due PDF che li raccolgono tutti insieme e possono essere scaricati qui (il primo è il libro degli abstract, il secondo l'indice):



Grazie mille, leggo stasera!!! :mrgreen:


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MessaggioInviato: giovedì 28 dicembre 2017, 6:30 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Dora ha scritto:
Quest'anno [...] abbiamo la grande fortuna di poter leggere un report sul workshop scritto dal Prof. Guido Poli, che - insieme ad Andrea Savarino - è uno dei due italiani presenti nel Comitato Scientifico del congresso e che ha analizzato alcune fra le presentazioni di basic science più interessanti, mettendole in dialogo fra loro e con le discussioni sulla persistenza di HIV che in questi anni stanno appassionando la comunità scientifica.

È una relazione completa e articolata - davvero bellissima. Appena ho il link, ve lo posto.


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Come promesso, ecco la relazione sul congresso di Miami del Prof Guido Poli uscita oggi su Scienzainrete - a mia memoria, è il primo report scritto da uno scienziato italiano (e in italiano) sulla ricerca di una cura di HIV.




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