HIVforum.info

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Autore Messaggio
MessaggioInviato: mercoledì 28 novembre 2018, 18:46 
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Iscritto il: sabato 19 marzo 2011, 1:18
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lorenzovonmatterhorn ha scritto:
Perdonami se ti contraddico, ma dalle ricerche che ho fatto io non ho letto da nessuna parte che la tardiva guarigione e cicatrizzazione delle ferite è dovuta ad HIV. Ciò può forse capitare in casi di AIDS conclamata, non certo se l'infezione è recente. La cicatrizzazione è regolata dalle piastrine, non dai linfociti.
La piastrinopenia/trombocitopenia è inclusa tra gli eventuali sintomi aspecifici della fase acuta immediatamente conseguente alla sieroconversione.
Non é affatto rarissima.
È chiaramente riportata qua, in questa statistica:
http://www.simit.org/medias/287-bragant ... cles08.pdf

Nota: sono dati statistici ricavati da pazienti che manifestavano una sintomatologia così violenta da richiedere il ricovero ospedaliero. Comunemente invece la percentuale dei pazienti con piastrinopenia/trombocitopenia è ben più bassa.
Soprattutto, se si manifesta dura per breve tempo (casomai 6 settimane, non 6 mesi), salvo copatologie.

Ad esempio, qui dentro neanche due anni fa la ha avuta mi pare Fabrizio2007. Come è venuta, è sparita.

Ovviamente, rimane un sintomo aspecifico, cioè che si può ricondurre a svariate altre patologie. In questo studio si evince che solo un 0,13-0,66 dei pazienti che si presentano nelle strutture mediche lamentando sintomi riconducibili all'HIV, risultano poi effettivamente avere l'HIV:
http://www.aafp.org/afp/2010/0515/p1239.html


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MessaggioInviato: venerdì 30 novembre 2018, 8:33 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2018, 7:23
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skydrake ha scritto:
La piastrinopenia/trombocitopenia è inclusa tra gli eventuali sintomi aspecifici della fase acuta immediatamente conseguente alla sieroconversione.
Non é affatto rarissima.
È chiaramente riportata qua, in questa statistica:
http://www.simit.org/medias/287-bragant ... cles08.pdf


Leggendo questo documento e molte esperienze qui sopra e molte risposte date ad utenti, e cioè che durante l infezione acuta c'è un calo dei cd4 con inversione del rapporto cd4/cd8, a quanto pare non è uno standard. Nel documento il signore che si è poi rilevato aver contratto l hiv ha un rapporto di 1.86.
Quindi chi ha un rischio e accusa sintomi, ha valori sballati sull' emocromo, bassi cd4 ai limiti inferiore della soglia di normalita ma senza inversione del rapporto...non può escludere l hiv...


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MessaggioInviato: sabato 1 dicembre 2018, 14:29 
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Iscritto il: sabato 19 marzo 2011, 1:18
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Destiny ha scritto:
skydrake ha scritto:
La piastrinopenia/trombocitopenia è inclusa tra gli eventuali sintomi aspecifici della fase acuta immediatamente conseguente alla sieroconversione.
Non é affatto rarissima.
È chiaramente riportata qua, in questa statistica:
http://www.simit.org/medias/287-bragant ... cles08.pdf


Leggendo questo documento e molte esperienze qui sopra e molte risposte date ad utenti, e cioè che durante l infezione acuta c'è un calo dei cd4 con inversione del rapporto cd4/cd8, a quanto pare non è uno standard. Nel documento il signore che si è poi rilevato aver contratto l hiv ha un rapporto di 1.86.
Quindi chi ha un rischio e accusa sintomi, ha valori sballati sull' emocromo, bassi cd4 ai limiti inferiore della soglia di normalita ma senza inversione del rapporto...non può escludere l hiv...


Un momento.

Hai presente qual'è il recettore cellulare target dell'HIV attraverso il quale riesce ad entrare le cellule?
Qual'è la sua serratura?

Immagine

In altre parole, qual'è il obiettivo dell'HIV? Di quale cellule si "nutre"?


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MessaggioInviato: sabato 1 dicembre 2018, 23:04 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2018, 7:23
Messaggi: 7
Il recettore target principale è il cd4 presente in grande quantità nei linfociti cd4 ma anche nei macrofagi, cellule dendritiche e altro, e tramite corecettore ccr5 o cxcr4 (se non erro principalmente soprattutto nelle infezioni primarie usa proprio il ccr5) con cui si lega per poi entrare nelle cellule rilasciare i vironi, tramite trascriptasi inversa creare codice genetico con cui integrarsi nel DNA Delle cellule infettate e iniziare a replicarsi. (Dovrebbe essere la descrizione dello schema che hai postato). Se ho detto qualcosa di errato....

Non ho capito qualcosa allora. Intanto il perché di questa domanda. In più qui e ovunque si legge che durante l infezione acuta c è sempre un inversione del rapporto cd4/cd8. E io ho solo ribadito che dal documento che hai postato il rapporto durante l infezione acuta era di 1.86. quindi ben lontano da un inversione sotto l'1


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MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2018, 7:14 
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Iscritto il: sabato 19 marzo 2011, 1:18
Messaggi: 7964
Era per ribadire che l'HIV si "nutre" di linfociti CD4. Al contempo i CD8 aumentano in caso di infezioni. Anche i linfociti CD4 tenderebbero aumentare in caso di infezioni, ma a causa proprio dell'HIV invece calano, in quanto bersagliati.
Mentre altre alterazioni dell'emocromo dicono poco o nulla, un rapporto CD4/CD8 inferiore a 1 è la più tipica manifestazione di questo virus. Non può essere considerato ancora diagnostico in quanto ci sono diverse patologie che lo fanno abbassare (es infezione acuta da citomegalovirus) mentre altre che lo fanno aumentare (es. alcuni stafilococchi). Poi ci sono le linfocititosi non di origine infettiva (alcune anche piuttosto gravi).
Quindi ci sono casi particolari per cui in effetti il rapporto CD4/CD8 può essere superiore a 1 anche durante un'infezione acuta da HIV, ma sono casi assolutamente eccezionali. Questi casi particolari rientrano tutti sotto un unico nome: copatologie.
Se invece un paziente non ha queste copatologie particolari, in caso di infezione acuta con l'HIV il rapporto CD4/CD8 inevitabilmente crolla.

Questo utente si sta preoccupando fin eccessivamente a tal punto che si può parlare di ipocondria: ipotizzare una piastrinopenia persistente da sei mesi e più e al contempo stesso attribuita all'HIV e cosa da ipocondriaco: la piastrinopenia non è cosa rara in caso di infezioni da HIV, ma le piastrine hanno un ciclo di vita brevissimo e come si abbassano vengono rigenerate molto rapidamente. Sei mesi non può continuare a meno di copatologie (es. ricaptazione da parte della milza, trombocitopenia difficilmente passa inosservata).

Direi di non lasciare spazio a questo utente ipotizzando scenari di copatologie, di cui una maschera parte dei sintomi e le manifestazioni sierologiche dell'altra.
Anche in quest'ultimo caso però, basterebbe farsi l'apposito test (l'ELISA HIV1/2 Ab Ag).
Mi chiedo perché una persona voglia insistere ad osservare i propri sintomi e farsi esami piuttosto costosi (la tipizzazione linfocitaria, quella con i CD4 e i CD8), anche con una patologia dai sintomi aspecifici come l'HIV.


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MessaggioInviato: domenica 2 dicembre 2018, 15:31 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2018, 7:23
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Bè se volevi ribadirlo all' utente ipocondriaco o in generale di cosa si nutre l hiv ok...ma visto il mio intervento e la tua risposta la domanda sembrava invece riferita a me come se non sapessi di cosa stia parlando. Il mio discorso era un altro. Come dici tu durante un infezione i linfociti cd4 aumentano molto (sopratutto in quelle virali) tranne proprio che in quella da HIV dove invece si potrebbe riscontrare una linfopenia momentanea visto che sono i principali bersagli del virus. Comunque a parte la piastrinopenia, linfocitosi o altro....non era per dar spazio all' utente ipocondriaco. Era però per dire "attenzione...." ......stiamo parlando di una patologia in cui nonostante si sono fatti passi in avanti, molte cose rimangono ignote, per molti versi è una patologia difficile da capire per come si evolve, per come si trasmette (in termini di efficacia della trasmissibilità intendo...addirittura  si ipotizza infettivita maggiore o minore in base al ceppo contratto) e per cui di strada da fare ancora c'è n'è tanta.
Quello che volevo intendere io.... è.....sintomi dell' HIV...ok sono aspecifici perché ci sono altre patologie che hanno sintomi aspecifici, la ricerca fatta in cui solo lo 0,13-0,66 % Delle persone che lamentava sitnomi riconducibili ad HIV ne era affetto....certo che se i sintomi aspecifici riportano ad un infezione da HIV, ma manca il presupposto...sara pur normale che non se ne risulta affetti. Certo che se compaiono proprio dopo un rapporto non protetto (e non parlo di mesi dopo....ma già dopo 10-14 giorni) , e se tali sintomi portassero ad una deplezione di linfociti cd4 anche se non ci fosse un inversione del rapporto cd4/cd8 (come anche nel caso del paziente del documento da te postato) , durante una visita valutando l anamnesi del paziente si potrebbe intuire che forse converrebbe fare esami specifici. Ripeto...non sto parlando dell' utente qui ritenuto ipocondriaco.....sto parlando in generale. Ognuno è un caso a sè, ogni persona è diversa. Scusa la domanda, per copatologie tu cosa intendi?


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MessaggioInviato: venerdì 7 dicembre 2018, 12:17 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2018, 7:23
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