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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 3 ottobre 2015, 8:07 
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Iscritto il: giovedì 24 maggio 2007, 17:07
Messaggi: 497
Se tutto va per il meglio ci vorranno almeno altri 10 anni prima di commercializzare la cura della Sangamo.
Sarà più facile andare su Marte o eliminare l'hiv una volta infetti ? Con i soldi spesi dalla ricerca per vaccini e farmaci da venti anni a questa parte ( gli inibitori dell'integrasi, anche se arrivati molto tardi sul mercato, hanno avuto la genesi più o meno nello stesso periodo degli altri.. dunque è praticamente dal 1995 che la situazione è di stallo..), cioè una ricerca che NON HA PRODOTTO NIENTE DI SIGNIFICATIVO PER ARRIVARE AD UNA CURA DEFINITIVA, avrebbero potuto finanziare una missione su Marte o forse su Saturno.
E poi... quando leggo i titoloni sui giornali dei miracoli della genetica per curare le malattie.. mi viene perfino il nervoso.
A leggere certi articoli sembra che ormai l'uomo sia capace di manipolare il dna per "fargli" fare qualsiasi cosa.
In sintesi: La chirurgia ha fatto veramente miracoli.. mentre i farmaci sono rimasti al palo negli ultimi 20 anni in quasi tutto lo "spettro" della medicina.
Mi viene da pensare che uno dei motivi di questo rallentamento sia il fatto che non possono più usare certe scimmie ( quelle più simili all'uomo per certi versi ) per la sperimentazione.
La prossima volta che trovo un "banchetto" contro la sperimentazione animale in campo farmaceutico.. lo butto per aria a pedate...


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MessaggioInviato: sabato 3 ottobre 2015, 16:51 
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Iscritto il: giovedì 31 luglio 2014, 12:14
Messaggi: 273
nordsud ha scritto:
Se tutto va per il meglio ci vorranno almeno altri 10 anni prima di commercializzare la cura della Sangamo.
Sarà più facile andare su Marte o eliminare l'hiv una volta infetti ? Con i soldi spesi dalla ricerca per vaccini e farmaci da venti anni a questa parte ( gli inibitori dell'integrasi, anche se arrivati molto tardi sul mercato, hanno avuto la genesi più o meno nello stesso periodo degli altri.. dunque è praticamente dal 1995 che la situazione è di stallo..), cioè una ricerca che NON HA PRODOTTO NIENTE DI SIGNIFICATIVO PER ARRIVARE AD UNA CURA DEFINITIVA, avrebbero potuto finanziare una missione su Marte o forse su Saturno.
E poi... quando leggo i titoloni sui giornali dei miracoli della genetica per curare le malattie.. mi viene perfino il nervoso.
A leggere certi articoli sembra che ormai l'uomo sia capace di manipolare il dna per "fargli" fare qualsiasi cosa.
In sintesi: La chirurgia ha fatto veramente miracoli.. mentre i farmaci sono rimasti al palo negli ultimi 20 anni in quasi tutto lo "spettro" della medicina.
Mi viene da pensare che uno dei motivi di questo rallentamento sia il fatto che non possono più usare certe scimmie ( quelle più simili all'uomo per certi versi ) per la sperimentazione.
La prossima volta che trovo un "banchetto" contro la sperimentazione animale in campo farmaceutico.. lo butto per aria a pedate...

E come non darti ragione caro nordsud. Guarda la data di quando Dora ha aperto questo Thread "22 agosto 2011"...sono state scritte 22 pagine e sono passati più di 4 anni...! Mi sa che 10 anni sono pure pochi per il lancio sul mercato di questa eventuale cura.


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MessaggioInviato: sabato 3 ottobre 2015, 17:44 
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Iscritto il: mercoledì 14 gennaio 2015, 18:50
Messaggi: 275
francamente non credo ci sarà qualcosa di simile ad una cura prima del 2025. avremo i farmaci a lunga emivita da prendere magari 3 volte all'anno se tutto va bene, ma il virus lo porteremo lo stesso.
devo dire poi che questo approccio di sangamo non mi convince del tutto. rimane ancora aperta una questione spinosa, ovvero quella del cambio di tropismo del virus. mi sa che con il tempo si adatterà anche alle nuove cellule.


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MessaggioInviato: domenica 4 ottobre 2015, 14:56 
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Iscritto il: giovedì 24 ottobre 2013, 17:41
Messaggi: 1447
Mamma mia pero che pessimismo. Io non credo sinceramente che per 10 anni ancora avremo " solo" farmaci a lunga emivita( che tra l'altro usciranno se tutto va bene tra 3 anni come era scritto non ricordo dove. Ricordatevi anche degli anticorpi monoclonali e di, tanto per dirne una, una ricerca che ora non trovo che dora postó recentemente di una fase uno durata un anno e andata benissimo e una fase 2 che pure a quanto pare è prevista in tempi record, e non era un farmaco ma una possibile cura funzionale se non sbaglio.

Ovviamente lungi da me pensare che una cura funzionale sarà disponibile tra 3 anni ..


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MessaggioInviato: domenica 4 ottobre 2015, 23:18 
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Iscritto il: venerdì 11 settembre 2015, 23:26
Messaggi: 18
Io spero proprio che esca domani mattina ... E se qualcuno lo impedisce spero che finisca sputtanato in uno scandalo tipo quello della volkswagen.. Ahhh Ecco l'ho detto ;)))


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MessaggioInviato: sabato 12 dicembre 2015, 7:54 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Dora ha scritto:
Dora ha scritto:
SANGAMO A ICAAC 2015: SCARNE (ma interessanti) NOTIZIE SULLA NUOVA COORTE "3*" DEL TRIAL SB-728-1101

Sangamo ha portato a ICAAC 2015 una anticipazione su 2 dei 3 partecipanti alla nuova coorte 3*, in cui al condizionamento con Cytoxan® è seguita l'infusione di CD4 e CD8 modificati, con l'idea di vedere se, alla sospensione della ART, i CD8 modificati riescono a migliorare il controllo delle viremie.
E da quanto dichiarato in un comunicato stampa parrebbe proprio di sì: superate le 16 settimane di sospensione terapeutica previste dal protocollo, 2 pazienti continuano a non aver bisogno di riprendere la ART, perché continuano a mantenere un controllo sulla replicazione del virus. Inoltre, i numeri di CD4 e CD8 sono stabilmente aumentati.

Dale Ando dichiara che questi risultati danno sostegno alla loro ipotesi di un meccanismo immunologico presente nell'azione dell'SB-728 e Sangamo ha dunque deciso di arruolare nel trial altri 5 volontari.

Mancano dei numeri e non so se questi siano riportati almeno nell'abstract, che non sono ancora riuscita a vedere.
Ma mi pare che la notizia sia estremamente interessante.

Grazie a J.Levin, sono ora disponibili le slides della presentazione di Sangamo a ICAAC. Quelle postate qui sono relative alla coorte 3* in cui la distruzione del gene CCR5 mediante ZFN è stata fatta sia sui CD4, sia sui CD8. Sono i valori di CD4, CD8, HIV RNA dei 2 partecipanti su 3 che stanno proseguendo l'interruzione della ART e la valutazione sintetica che ne dà Sangamo.
Io non sono proprio sicura che quei due (soprattutto il secondo, 01 070) siano stati messi in una situazione davvero simile a quella degli elite (sintetizzata nelle due slides più piccole qui sotto, che vengono dalla presentazione all'ultimo CROI), inoltre nulla ci assicura che riusciranno a mantenere un controllo prolungato sulle viremie. Resta però il fatto che, dopo un gran numero di delusioni, questo passo avanti nella ricerca di Sangamo mi pare vada finalmente nella giusta direzione.


Eravamo rimasti all'estate scorsa.
Oggi Sangamo presenta al workshop di Miami sui reservoir un aggiornamento sulla coorte 3* (trial SB-728-1101 Cohort 3*) e sul trial SB-728-mR-1401 ed emette un comunicato stampa, da cui si apprende che

    - i dati preliminari della fase II suggeriscono che si abbiano risultati migliori quando l'SB-728-T viene trasportato fino alle cellule che deve modificare (CD8, oltre ai CD4) mediante un adenovirus piuttosto che mediante mRNA, perché il vettore virale sembra fornire una stimolazione immune ulteriore rispetto al condizionamento con Cytoxan e favorire l'espansione dei CD8 una volta che questi sono stati reinfusi nel paziente (Rafik Sekaly parla addirittura di RIPROGRAMMAZIONE DEL SISTEMA IMMUNITARIO, con il ristabilirsi di una corretta omeostasi dei linfociti T e di una buona funzionalità dei CD4, che consentono un controllo immunologico duraturo di HIV grazie ai CD8 - purtroppo l'abstract della presentazione di Sekaly - "The anti-inflammatory response and the HIV cure" - non è stato accluso nel libro degli abstract);

    - questa buona espansione dei CD8 può migliorare il controllo della viremia una volta sospesa la ART, soprattutto in chi di partenza aveva un range di risposte anti-HIV limitato;

    - l'osservazione che 2 soggetti su 4 della coorte 3* - dove è in programma di trattarne 8 - sono riusciti a mantenere un controllo immunologico delle viremie in assenza di ART per più di un anno si aggiunge all'osservazione di una significativa riduzione del reservoir nei partecipanti al trial degli immunologic non responders (SB-728-0902), in cui l'infusione dei CD4 modificati ha ristabilito l'omeostasi dei linfociti T e ha creato un serbatoio di linfociti T memoria con caratteristiche di staminali che sono resistenti al virus e hanno permesso nel tempo di ridurre le dimensioni del reservoir;

    - altri dati sulla coorte 3* sono attesi nel corso del 2016.



Abstract: OP 7.2 - Gene editing CCR5 in HIV subjects CD4 T cells

D. Ando - CMO Sangamo BioSciences, Richmond, VA, USA

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MessaggioInviato: sabato 27 febbraio 2016, 7:22 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Sangamo al CROI 2016 ha portato un poster in cui vengono presentati alcuni dei dati di cui abbiamo parlato in questi mesi per spiegare il controllo delle viremie dopo sospensione della ART nelle persone in cui questo si è verificato e per spiegare perché, nella coorte 3*, ai pazienti sono stati modificati anche dei CD8 oltre ai CD4.
I poster non sono ancora online, quindi riporto qui l'abstract e se il poster dirà qualcosa in più di importante lo aggiungerò in seguito.


358LB T-Cell Homeostasis and CD8 Responses Predict Viral Control Post SB-728-T Treatment

Background: Infusion of ZFN driven CCR5 modified T-cells (SB-728-T) in HIV infected subjects was previously shown to durably improve CD4 counts. Long-term CD4 reconstitution and decay of the HIV reservoir were previously correlated with a novel memory stem cell (TSCM) CD4 subset that expands post-infusion and is enriched in CCR5-modified cells. This current study aims at identifying correlates and mechanisms that lead to control of viremia post treatment interruption (TI).

Methods: 18 ART treated subjects with CD4 counts above 500 were preconditioned with 0.1-2.0 g/m2 of Cytoxan prior to infusion of SB-728-T. Subjects initiated TI at 6 weeks post infusion. T cell count and viral load (VL) were monitored regularly for 12 months following treatment. Immunologic and viral analyses (immuno-phenotyping, reservoir analyses, anti-HIVgag effector functions, etc) were performed at selected time points.

Results: Of the 9 subjects pre-conditioned with Cytoxan doses of 1.0 and 1.5 g/m2, 6 subjects demonstrated durable control of viremia (VL<10,000) in extended TI (duration=14-26 months), with 2 subjects showing consistent ongoing VL measurements <1000 (duration= 17 & 20 months). Using a univariate linear regression model, greater levels of CCR5 modified cells before TI (p=0.03) and frequencies of CD4 TSCM during TI (p=0.01) correlated with lower VL, suggesting that greater levels of the HIV resistant T-cell compartment could be critical in conferring post-treatment control possibly by restoring immune homeostasis and providing help to HIV specific CD8 T cells. Multivariate analyses were used to determine parameters that further predict viremia control during TI. Results indicate that higher CD4 TSCM levels, along with greater polyfunctional anti-HIV gag CD8 response during TI (p=0.04) were associated with reduced viral load. Further, HIV reservoir size prior to TI showed a significant interaction with CD8 response in this model (p=0.03), suggesting that greater HIV reservoir were associated to HIV specific CD8 responses that failed to control virus upon TI.

Conclusions: Control of viremia during treatment interruption was demonstrated in 6 subjects treated with CCR5 modified T-cells. In a multivariate model, data from immunologic and reservoir analyses suggest that the best predictors for post treatment viral control are restored T cell homeostasis as suggested from greater levels of SB-728-T engraftment, polyfunctional antiviral CD8 responses during TI and lower HIV reservoir levels prior to TI.


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MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2018, 15:51 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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IL RITORNO DEI CD4 RESI CCR5 NEGATIVI MEDIANTE NUCLEASI A DITA DI ZINCO DI SANGAMO

Sembrava che si fossero un po' persi per strada, ma oggi la Case Western Reserve University e Sangamo comunicano di aver ricevuto un ricco finanziamento di 11 milioni di dollari dai National Institutes of Health per fare un trial clinico sulla distruzione mediante zink finger nucleases del gene che codifica per il CCR5 nei linfociti T di persone con infezione da HIV.

Sulla base dei risultati dei trial di fase I/II sull'SB-728-T di cui si è raccontato negli anni scorsi in questo thread, si è visto che

    - è possibile distruggere il gene CCR5 nei CD4 mediante ZFN e far proliferare ex vivo delle cellule perfettamente funzionanti;
    - con una singola infusione di SB-728-T si è avuto un attecchimento in vivo dei CD4 modificati e una loro espansione;
    - le cellule geneticamente modificate sono rimaste a lungo in circolazione;
    - questo ha comportato aumenti significativi dei CD4 e un decadimento del reservoir latente di HIV;
    - il tutto senza eventi avversi di rilievo,
    - e senza che si creassero anticorpi anti-ZFN.

Arrivano dunque i finanziamenti del governo americano per proseguire con i trial.
Rafik-Pierre Sekaly dirigerà la nuova sperimentazione clinica.


Ricordo che, oltre al trial Cannon-City of Hope sulla modificazione mediante ZFN delle staminali, Sangamo sta facendo un'altra ricerca molto interessante sui linfociti T, di cui si racconta nel thread Sangamo: CD4 resi C34-CXCR4+, cioè resistenti alla fusione.


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