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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: venerdì 24 novembre 2017, 7:00 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6109
Ho il PC fuori uso. Questa settimana niente letture.


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: sabato 25 novembre 2017, 4:05 
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Iscritto il: mercoledì 14 gennaio 2015, 18:50
Messaggi: 267
:(


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: martedì 28 novembre 2017, 10:21 
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Iscritto il: giovedì 24 maggio 2007, 17:07
Messaggi: 478
Cara Dora.. potresti fare una carrellata veloce dello stato dell'arte sulla potenziale cura eradicante o definitiva ? ( ovvero eliminazione della Haart )..
Mi bastano poche righe.. ormai su questa "disgrazia" leggo e seguo solo te..
Una tua opinione SINTETICA mi farebbe piacere.


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: martedì 28 novembre 2017, 11:01 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6109
nordsud ha scritto:
Cara Dora.. potresti fare una carrellata veloce dello stato dell'arte sulla potenziale cura eradicante o definitiva ? ( ovvero eliminazione della Haart )..
Mi bastano poche righe.. ormai su questa "disgrazia" leggo e seguo solo te..
Una tua opinione SINTETICA mi farebbe piacere.

Farò di meglio e credo che non ne sarai deluso.
Abbi solo pazienza fino a venerdì, poi troverai i link anche qui nelle *letture*.


P.S. Grazie per la fiducia, Nordsud!


EDIT - I dicembre
Nordsud, ho pensato che le parole di 4 scienziati impegnati in modi molto diversi sul fronte della ricerca di una cura potessero pesare molto di più delle solite cose che chi legge me in questa sezione del forum è abituato a sentire. Le interviste a loro e a tre attivisti, fra cui il nostro Uffa, sono linkate nell'ultimo punto delle *letture* di questa settimana. Ti mando un abbraccio, caro amico, spero che oggi le tue ferite non dolgano più che in altri giorni dell'anno.


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2017, 6:30 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6109
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    1 dicembre 2017

    Proprio come l'anno scorso, le letture di questa settimana sono dedicate al World AIDS Day:

Immagine Cominciamo con il report di UNAIDS uscito una decina di giorni fa - RIGHT TO HEALTH. Accompagnato da un comunicato stampa che fin dal titolo evidenzia il successo nella diffusione delle terapie antiretrovirali - UNAIDS announces nearly 21 million people living with HIV now on treatment - il report annuale ricorda che se a inizio millennio solo 685.000 persone con HIV avevano accesso ai farmaci, 17 anni dopo sono 20 milioni e 900 mila. Rimangono però, soprattutto fra le fasce più disagiate delle popolazioni dei Paesi in sviluppo, enormi difficoltà di accesso alla ART. Nell'Africa sub-sahariana, poi, le ragazze della fascia d'età 15-24 anni sono colpite dall'infezione a ritmi che non accennano a placarsi.
Una voce fuori dal coro degli elogi per la sempre maggiore diffusione delle terapie è quella di un comuncato stampa della AIDS Healthcare Foundation, che contesta la stima dei quasi 21 milioni in ART, ritiene che i numeri di UNAIDS siano falsati dall'estrema difficoltà di raccogliere dati attendibili e ricorda che le stime gonfiate e troppo ottimistiche generano una falsa sicurezza che la fine dell'AIDS e il controllo dell'HIV siano molto più vicini di quanto siano in realtà.
AHF chiama dunque UNAIDS a un confronto pubblico su quei dati: AHF Demands Audit, Casts Doubt on UNAIDS Claim of 21 Million on HIV/AIDS Treatment.

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Immagine La fin du sida est-elle possible? - si chiedono in un libro appena uscito il francese François Berdougo, di Médecin du Monde, e il canadese Gabriel Girard, un sociologo del Centre de recherche de Montréal sur les inégalités sociales.
Li intervista insieme per Usbek & Rica Maylis Haegel e ne esce una riflessione complessa sulle ineguaglianze sociali che stanno alle radici dell'epidemia: «Il faudra attendre au minimum deux générations pour mettre fin au sida».

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Immagine Anche un articolo di Stephen Leonelli e David Ruiz Villafranca nel sito del Global Forum on MSM & HIV (MSMGF) ricorda quale sia la matrice che ha permesso il divenire pandemica dell'infezione da HIV e su che cosa davvero sia necessario lavorare per arrivare alla *fine dell'AIDS*: Achieving HIV Targets through Human Rights Instruments.

Immagine E per continuare con la questione delle ineguaglianze e dei diritti disattesi, Linda-Gail Bekker, vicedirettore del Desmond Tutu HIV Centre e docente di medicina all'Institute of Infectious Disease and Molecular Medicine, University of Cape Town, nonché attuale presidente della International AIDS Society, firma un articolo su The Conversation in cui indica nello stigma e nella logica perversa che ne è all'origine il principale ostacolo sia al trattamento efficace, sia alla prevenzione dell'infezione: Three decades on, stigma still stymies HIV prevention and treatment.

Immagine Da un presidente presente della IAS ad uno passato: Stefano Vella parla in un recentissimo TED talk, e il cuore della sua conferenza - questa volta in italiano - è l'opportunità di usare la reazione contro l'epidemia di AIDS come modello della battaglia contro le diseguaglianze di salute, per far valere per tutti il diritto alla salute e consentire a tutti l'accesso ai farmaci.



Immagine BACK to BASICS - HIV/AIDS Advocacy as a Model for Catalizyng a Change è un documento sull'attivismo americano che analizza le strategie adottate da ACT UP per mettere l'HIV/AIDS al centro dell'attenzione di governo e media negli Stati Uniti e i successi ottenuti. Una recensione su #meaction: LESSONS FROM THE AIDS MOVEMENT: HIV/AIDS AS A MODEL FOR CHANGE.

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Immagine Se messo a confronto con quello americano, l'attivismo italiano è quasi sempre stato timoroso di salire sulle barricate - soprattutto dopo l'avvento della ART, ha molto faticato a trovare una solida raison d'être e negli ultimi anni appare particolarmente poco incisivo. Due lavori della LILA appena pubblicati, però, mettono il dito nella piaga dell'ignoranza degli aspetti di base dell'infezione e dell'assenza di una strategia di comunicazione istituzionale sul fronte della prevenzione:


Sono le stesse persone che si iscrivono qui per scrivere nella nostra sezione dei test e sappiamo bene che il livello di conoscenza sulle modalità con cui è possibile o impossibile contrarre l'infezione è spaventosamente basso, mentre la confusione regna sovrana, lasciando campo libero alla paura e a narrative fortemente stigmatizzanti sull'infezione e sulle persone con HIV.
Una sintesi dei report, nel sito della associazione: LILAReport 2017.
Il nostro governo a questo risponde con una *campagna di sensibilizzazione* in TV e sui social - "Con l’HIV non si scherza, proteggi te stesso e gli altri!" - che pare più un'iniziativa cosmetica che un solido programma di interventi continuati, ben mirati e diffusi capillarmente. Vedremo quanto riuscirà ad essere efficace e soprattutto vedremo le iniziative di prevenzione prese sulla base delle indicazioni del Piano Nazionale AIDS.



Immagine Ten Years HIV Free: An Interview with “The Berlin Patient,” Timothy Ray Brown - l'Editor in Chief Michael Lederman ed Earl Pike intervistano Timothy Brown per Pathogens and Immunity. Vedere Timothy stare così bene è sempre una gioia. Resta però il rammarico che, a 10 anni dal primo trapianto, continui ad essere l'unica persona al mondo ad avere eradicato l'HIV.

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Immagine Last but not least, quest'anno, con Uffa e Stealthy, abbiamo deciso di commemorare il World AIDS Day lavorando. Abbiamo dunque preparato sette interviste: quattro a scienziati impegnati sul fronte della cura e tre a persone con HIV che, in modi diversissimi, sono impegnate sul fronte dell'attivismo. Trovate le loro risposte alle mie domande nel thread VOCI DAL MONDO DELL'HIV/AIDS. WAD2017 e oltre. E le singole interviste a questi link:




Buona lettura e buon weekend!


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: venerdì 1 dicembre 2017, 8:18 
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Iscritto il: venerdì 16 giugno 2017, 20:50
Messaggi: 67
Dora ha scritto:
Last but not least, quest'anno, con Uffa e Stealthy, abbiamo deciso di commemorare il World AIDS Day lavorando. Abbiamo dunque preparato sette interviste: quattro a scienziati impegnati sul fronte della cura e tre a persone con HIV che, in modi diversissimi, sono impegnate sul fronte dell'attivismo. Trovate le loro risposte alle mie domande nel thread VOCI DAL MONDO DELL'HIV/AIDS. WAD2017 e oltre.


Ragazzi, che dire... Bellissiama iniziativa!!!
Complimenti per l'impegno e per gli ottmi risultati di questo impegno costante!!


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: venerdì 8 dicembre 2017, 6:54 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6109
    8 dicembre 2017

    Il contributo di Nature al World AIDS Day è stato di mettere a disposizione di tutti dietro l'hashtag #SN_WAD2017 una serie di articoli che in genere sono a pagamento:

Immagine Io ne ho scelto in particolare uno, perché ci offre la possibilità di approfondire quanto Marina Lusic ci ha raccontato del suo lavoro nell'intervista della settimana scorsa. Si tratta di una review uscita giusto un anno fa su Nature Reviews Microbiology e che Lusic firma niente di meno che insieme a Robert Siliciano: Nuclear landscape of HIV-1 infection and integration. I temi trattati riguardano i punti del genoma in cui HIV si integra e i meccanismi in base ai quali questo avviene. Non è una review facile, ma ci porta direttamente nel cuore di uno degli argomenti più nuovi e importanti della ricerca di una cura di questi ultimi anni.

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Immagine Steven Deeks, Sharon Lewin e Linda-Gail Bekker hanno pubblicato su PLoS MEDICINE The end of HIV: Still a very long way to go, but progress continues - un editoriale in cui partono dallo slogan del WAD2017 - Let’s End It - per spiegarci dove siamo arrivati nel controllare l'epidemia secondo il punto di vista della IAS.


Immagine Per passare a qualcosa di decisamente più semplice, l'intero numero dell'inverno 2017 di Positively Aware non dirà probabilmente nulla di nuovo a chi segue questa sezione del forum, ma ci permette di fare il punto su dove siamo arrivati alla fine di quest'anno: è infatti dedicato alla ricerca di una cura di HIV. Il numero è curato da due Guest Editors d'eccezione - David Evans, Director of Research Advocacy per l'associazione Project Inform, e Richard Jefferys, il direttore del Basic Science, Vaccines, and Cure Project di TAG.
Insieme a un paio di collaboratori, firmano articoli dedicati


e la ciliegina sulla torta sono due interviste che Richard ha fatto a due grandi scienziate impegnate sul fronte della cura, due donne di grandissimo fascino: Paula Cannon e Susana Valente.

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Buona lettura e buon weekend!


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: venerdì 15 dicembre 2017, 7:11 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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    15 dicembre 2017

    Per le ultime letture dell'anno, un libro straordinario per accompagnare le vacanze, qualche letturina sparsa e un bellissimo gioco da tavolo da fare con i parenti nei pomeriggi di festa:

Immagine After Silence: A History of AIDS Through Its Images è la storia della nascita di uno dei simboli più potenti creati dall'attivismo americano degli anni '80, il poster con il triangolo rosa su sfondo nero accompagnato dalla scritta “Silence = Death”. Avram Finkelstein, uno dei creatori di questa icona e fondatore del collettivo di artisti Gran Fury, che accompagnò con le sue opere tutta la storia dei primi anni di ACT UP, racconta come il suo lavoro artistico a inizio anni '80 si sia intrecciato con l'esplosione dell'epidemia a New York e con la rabbia inestinguibile che il veder morire una generazione ha lasciato in lui. Ne è nato anche questo libro affascinante, che si pone all'intersezione fra arte, attivismo e riflessione storica.
Per invogliarvi a leggere il libro, una bella recensione uscita su POZ a novembre: How “Silence = Death” Became a Rallying Cry for ACT UP

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    e le riflessioni di Finkelstein raccolte da Mark King qualche anno fa



Immagine Research on HIV cure: Mapping the ethics landscape - un articolo di Karine Dubé e tanti colleghi della University of North Carolina, Chapel Hill, appena uscito su PLoS Medicine, costruisce una sorta di modello in cui vengono tracciate le coordinate del campo della ricerca di una cura e identificate alcune questioni etiche e organizzative che devono segnare il passaggio attraverso diversi stadi della ricerca, dalle fasi precliniche agli studi clinici, fino alla pratica clinica e al miglioramento della salute a livello di popolazione. È molto chiaro, senza per questo perdersi in troppi dettagli.

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Immagine La questione della necessità di integrare qualcosa delle scienze sociali all'interno delle ricerche di una cura è argomento di un poster presentato ancora da Karine Dubé insieme a tutto il Community Advisory Board dei Martin Delaney Collaboratories al congresso sui reservoir che si sta svolgendo in questi giorni a Miami. È un tema che sta guadagnando sempre maggiore importanza, via via che le ricerche passano dai laboratori agli studi su esseri umani. Il poster è già stato pubblicato sulla pagina Facebook di defeatHIV, uno dei Martin Delaney Collaboratories: The Critical Importance of Social Sciences in Early-Phase HIV Cure Research: What’s In It for Biomedical HIV Cure Scientists?

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Immagine Se pensate che tutto questo parlare di etica relativamente ai trial sulla cura sia fatica sprecata o mero wishful thinking, perché tanto qui da noi di sperimentazioni sulla cura non se ne fanno, ho una sorpresa per voi: come raccontato nel post ARRIVANO I (MAGRISSIMI) FINANZIAMENTI DELLA RICERCA FINALIZZATA E ... LA PROTEINA TAT ANCORA UNA VOLTA STRACCIA LA CONCORRENZA. MA CHE SORPRESA!!, la ricerca sulla proteina Tat della Dr Barbara Ensoli ha appena ricevuto un sontuoso finanziamento da parte del Ministero della Salute (Ricerca Finalizzata 2016) non già, come ci si sarebbbe potuti attendere, per le sue enormi potenzialità in un approccio vaccinale, ma per saltare sul carro della cura di HIV. Circa il 40% di tutti i finanziamenti stanziati per la ricerca su HIV/AIDS per i prossimi 3 anni saranno dedicati a

    1. Valutare gli effetti di Tat sulla riattivazione di virus latente,
    2. Valutare gli effetti di Tat nella replicazione di HIV nei comparti ove i farmaci antiretrovirali raggiungono concentrazioni subottimali,
    3. Valutare il ruolo di Tat nell‟induzione della replicazione produttiva e della latenza di HIV in cellule T CD4+ da parte di cellule dendritiche, endoteliali e monociti/macrofagi.

Così anticipava il progetto il Ministro Lorenzin nella Relazione al parlamento 2016 (pp 76-77), e questo già un po' di mal di pancia poteva farlo venire, ma ora abbiamo la conferma che Susana Valente e la sua Cortistatina-A si apprestano a dover affrontare una temibilissima concorrente.
Date le grandi prove di genialità d'intuito e serietà scientifica offerte dalla Dr Ensoli negli ultimi 20 anni, capite quindi quanta speranza di successo offrano le sue ricerche per i prossimi 20 anni a venire e quanto sia quindi utile, direi anzi urgente, iniziare a prepararsi su tutti gli aspetti dei trial clinici sulla cura, compresi quelli etici - anzi, quelli etici più di ogni altro.
E dunque, durante le feste di fine d'anno, implorate il gatto che vive con voi di restare a farvi da ansiolitico sulla pancia per un paio di minuti e godetevi la clip della Maga Magò:


Immagine La pubblicazione su AIDS Research and Human Retroviruses del report relativo al secondo workshop annuale dedicato al microbioma nell'infezione da HIV - A Summary of the Second Annual HIV Microbiome Workshop (se non riuscite ad accedere al full text, potete scaricarlo da qui) - ci introduce trionfalmente al gioco da tavola che non potrà mancare dalle vostre feste in famiglia: GUT CHECK: THE MICROBIOME GAME (se Amazon non lo spedisce dalle vostre parti, potete scaricarlo - in una versione però un po' meno deluxe - qui; e se vi è piaciuto, potete rispondere a questa indagine).
Si gioca in 2, 3 o 4 giocatori, ogni partita dura da 30 a 60 minuti, e ciascuno deve provare a sviluppare un microbioma sano, mentre al tempo stesso tenta di interferire con i microbiomi degli avversari, dando loro la peste, il botulino, etc. Per curare il proprio microbioma dai vari patogeni che l'affliggono si possono seguire strategie diverse, dall'alimentazione ai trapianti fecali, dagli anti- ai pro-biotici.

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NON VALE BARARE E GLI YOGHURT MAGICI SONO ASSOLUTAMENTE VIETATI!
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Buona lettura, buon divertimento e buona fine d'anno!



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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: sabato 16 dicembre 2017, 21:45 
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Iscritto il: venerdì 16 giugno 2017, 20:50
Messaggi: 67
Grazie mille Dora, ho gli arretrati... sono ancora al contributo di Nature per il World AIDS Day :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: *Letture per il weekend*
MessaggioInviato: venerdì 12 gennaio 2018, 7:50 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6109
    12 gennaio 2018

    Vorrei iniziare le letture di quest'anno con un approfondimento per inquadrare meglio il bel lavoro di Kathleen Collins sull'entinostat - da un lato qualche review sugli HDACi, dall'altro una review su latenza di HIV e cellule staminali, tutte scritte da chi sta direttamente sperimentando sugli inibitori delle iston-deacetilasi:

Immagine La prima review è di Robert Siliciano ed è uscita su Drug Discovery Today nel 2013: Targeting HIV latency: pharmacologic strategies toward eradication - spiega il ruolo che le iston-deacetilasi hanno nel regolare l'espressione dei geni, compresi quelli di HIV integrati nel genoma delle cellule umane, e perché ha senso usare degli inbitori delle HDAC se si vuole forzare la trascrizione del virus latente. Alla disamina degli HDACi aggiunge anche quella di altre sostanze che intervengono su altri meccanismi - dagli inibitori della metiltransferasi del DNA agli attivatori della protein-chinasi C.

Immagine La seconda è di David Margolis ed è stata pubblicata nel 2014 su Antiviral Chemistry and Chemotherapy: Therapy for Latent HIV-1 Infection: The Role of Histone Deacetylase Inhibitors è un breve articolo in cui vengono presi in considerazione soltanto gli HDACi, distinguendoli per la loro capacità di inibire tutte le iston-deacetilasi in modo indiscriminato, oppure di inibirne selettivamente soltanto alcune.

Immagine Nel 2016 Sharon Lewin e Thomas Rasmussen hanno firmato insieme una review su Current Opinion in HIV and AIDS: Shocking HIV out of hiding: where are we with clinical trials of latency reversing agents? - qui è già possibile trarre delle conclusioni su diversi anni di sperimentazioni cliniche sugli HDACi.

Immagine E gli stessi autori, sulla stessa rivista, l'anno successivo hanno pubblicato Cancer Therapies in HIV Cure Research, in cui riprendono gli HDACi e cercano di andare oltre, analizzando le caratteristiche di altre classi di farmaco già sperimentate contro diverse forme di cancro e in alcuni casi anche già in fase clinica per HIV, che possono essere utili per stimolare l'uscita di HIV dalla latenza e la distruzione delle cellule infette riattivate.


Immagine La review su latenza di HIV e staminali, invece, non può che essere firmata da Kathleen Collins - è del 2014 ed è uscita su Expert Review of Anti-infective Therapy: Targeting HIV latency: resting memory T cells, hematopoietic progenitor cells, and future directions prende in esame sia le ragioni che fanno ritenere ormai accertata l'esistenza di un reservoir latente di HIV nelle cellule staminali/progenitrici del sangue e le sue condizioni e caratteristiche, sia le le strategie usate per riattivare i genomi provirali nei CD4 quiescenti e nelle cellule staminali e per poi distruggere le cellule in cui i provirus sono stati riattivati.

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Immagine Per gli appassionati di CRISPR nei giorni scorsi è arrivata una notizia non bella, che ha messo in fibrillazione mezzo mondo e sta facendo rischiare anche un crollo delle azioni delle società che producono il nuovo fantastico strumento di editing genetico: il 5 gennaio è uscito su bioRxiv - una rivista che pubblica preprint, articoli in attesa di passare la peer review e di uscire su riviste scientifiche - Identification of Pre-Existing Adaptive Immunity to Cas9 Proteins in Humans. Una specie di grido d'allarme per chiunque intenda sperimentare sull'uomo le CRISPR da parte di ricercatori di Stanford: pare che nel sangue di più della metà degli esseri umani esistano - prima di qualsiasi intervento con CRISPR/Cas9 - degli anticorpi specifici contro Cas9, che potrebbero scatenare una reazione contro l'intervento di editing, mettendo a rischio non soltanto l'efficacia dell'operazione, ma la salute stessa del paziente.
I dettagli e molti commenti possono essere visti su STAT - CRISPR hits a snag: Our immune systems may attack the treatment - e su Nature - How the immune system could stymie some CRISPR gene therapies (l'articolo di Heidi Ledford uscito su Nature News è stato tradotto anche in italiano su Le Scienze).
Anche si rivelasse tutto vero, si potrebbero comunque cercare altre sequenze CRISPR in altri batteri e così salvare uno strumento che tanto promette per la salute di tante persone. Però l'allarme c'è e non se ne potrà non tenere conto ora che ci si sta muovendo verso i trial clinici.

Immagine Per risollevare l'umore di tutti, nasce proprio in questi giorni presso l'editore Liebert The CRISPR Journal. È online il numero 0, con un commento di Jacob Sherkow su passato, presente e futuro della strenua battaglia sui brevetti delle CRISPR, un'intervista a Francisco Mojica, che all'Università di Alicante, a inizio anni 2000, ebbe un ruolo fondamentale nel decifrare il senso dei misteriosi segmenti di DNA che si ripetevano nel genoma dei procarioti, e un editoriale di Rodolphe Barrangou, il direttore della rivista, in cui si spiega perché il CRISPR Journal sia nato adesso e quali siano i suoi intenti - Keep Calm and CRISPR On.

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Buona lettura, buon weekend e buon anno!


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