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Autore Messaggio
MessaggioInviato: domenica 12 novembre 2017, 9:20 
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Iscritto il: martedì 16 febbraio 2016, 16:54
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Dora ha scritto:
Inoltre, arriveranno nel giro di un anno, mentre se lo studio si svolgesse qui da noi (in senso lato) dovremmo aspettare molto di più per vedere le conclusioni del trial.


buona domenica a tutti,
vorrei porre una domanda: l'occidente possiede altissimi standard di sicurezza relativamente alla medicina (non vorrei dire stroxxate) e quindi anche la ricerca sarà sottoposta a precise limitazioni credo. Nel senso, è sicuro che nel giro di un solo anno si possa capire appieno l'efficacia sia nel bene che nel male di un potenziale medicinale?


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MessaggioInviato: domenica 12 novembre 2017, 10:02 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Mr_T ha scritto:
Dora ha scritto:
Inoltre, arriveranno nel giro di un anno, mentre se lo studio si svolgesse qui da noi (in senso lato) dovremmo aspettare molto di più per vedere le conclusioni del trial.


buona domenica a tutti,
vorrei porre una domanda: l'occidente possiede altissimi standard di sicurezza relativamente alla medicina (non vorrei dire stroxxate) e quindi anche la ricerca sarà sottoposta a precise limitazioni credo. Nel senso, è sicuro che nel giro di un solo anno si possa capire appieno l'efficacia sia nel bene che nel male di un potenziale medicinale?

Dipende dal trattamento che viene testato. Nel caso della terapia genica, il follow up è di 10-15 anni; nel caso di un farmaco che viene preso per un tempo limitato e poi sospeso, un anno può essere più che sufficiente. Qui credo sia un caso intermedio e mi auguro che i pazienti trattati vengano seguiti per molto più che un anno, anche perché è fondamentale sapere per quanto tempo i CAR-T restano a livelli utili.
Ho parlato di risultati che arrivano nel giro di un anno perché entro il 2018 il protocollo dice che completeranno lo studio e avranno i dati che hanno previsto di raccogliere, ma questo non significa affatto che poi quei pazienti usciranno dall'osservazione e saranno abbandonati a sé stessi (o almeno lo spero).
Qui aspetteremmo di più per due ordini di ragioni, che hanno certamente a che fare con la tutela dei pazienti, ma anche molto con l'organizzazione delle sperimentazioni: in certi trial particolarmente delicati (per esempio i primi fatti sugli HDACi) i pazienti vengono trattati a piccoli gruppi, o addirittura uno per volta. Si vede come vanno i primi e solo allora si procede con gli altri. Ma soprattutto qui è difficile trovare volontari per le sperimentazioni, quindi l'arruolamento va a rilento. Un problema che in Cina evidentemente non hanno.

Il protocollo di questa sperimentazione è scritto malissimo. Ad esempio, non è specificato lo stato immunologico dei volontari, si dice solo che devono avere viremia soppressa da almeno 6 mesi. Prenderanno persone con infezione avanzata? Prenderanno persone che hanno iniziato la ART sotto i 200 CD4? Non sono sicura che lo standard per iniziare la ART in Cina si sia uniformato a quello dell'OMS e, se anche adesso si comincia con CD4 alti, non so quante persone siano diagnosticate presto. Quindi parto dall'idea che, ove non specificato diversamente, tutti i risultati che arrivano da sperimentazioni sulla cura in Cina siano ricavati da persone che hanno iniziato la ART con un sistema immunitario già compromesso. Ma questi al momento sono dettagli. Vedremo come andrà questa sperimentazione e soprattutto vedremo quella della University of Pennsylvania, che credo dia qualche garanzia in più, non foss'altro perché hanno accumulato anni di esperienza trattando con i CAR-T i malati di leucemia.


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MessaggioInviato: domenica 12 novembre 2017, 10:14 
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Iscritto il: martedì 16 febbraio 2016, 16:54
Messaggi: 203
Grazie dora, come al solito una risposta prica e dettagliata. Sei super!!


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MessaggioInviato: domenica 12 novembre 2017, 18:33 
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Iscritto il: martedì 31 ottobre 2017, 12:10
Messaggi: 31
Da quello che capisco...questi studi puntano ad una cura definitiva. La mia infettivologa dice che la nuova frontiera sarà una cura funzionale in grado di tenere a bada il virus senza assumere medicinali...Dora, credi che sia un traguardo alle porte?


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MessaggioInviato: domenica 12 novembre 2017, 23:13 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6070
Ehi ha scritto:
Da quello che capisco...questi studi puntano ad una cura definitiva. La mia infettivologa dice che la nuova frontiera sarà una cura funzionale in grado di tenere a bada il virus senza assumere medicinali...Dora, credi che sia un traguardo alle porte?

Dipende da che cosa intendi con "alle porte". Credo che lunghi periodi di remissione senza farmaci o diverse forme di cura funzionale arriveranno per diverse tipologie di persone con HIV, ma non prima di qualche anno. Ci vorrà un po' di tempo ancora, ma per chi è giovane di infezione anche già sapere di avere a disposizione tanti farmaci ben tollerabili e molto efficaci per controllare la viremia dovrebbe dare fiducia nel futuro.


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2018, 9:33 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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CELLULE STAMINALI MODIFICATE IN MODO DA PRODURRE LINFOCITI CAR-T E CONTROLLARE L'INFEZIONE IN MACACHI INFETTATI CON SHIV


L'anno vecchio si è chiuso con la pubblicazione di un articolo che ci permette di iniziare bene l'anno nuovo in questa sezione del forum.
Scott Kitchen, Jerome Zach e colleghi della University of California, Los Angeles, in collaborazione con Hans-Peter Kiem al Fred Hutchinson Cancer Research Center, Seattle, hanno infatti pubblicato su PLoS PATHOGENS Long-term persistence and function of hematopoietic stem cell-derived chimeric antigen receptor T cells in a nonhuman primate model of HIV/AIDS.

L'articolo è accessibile a tutti e Sharon Begley ne ha scritto ieri su STAT una bella recensione - Preliminary study hints that genetically modified T cells might fight HIV - quindi sospendo le mie vacanze per dedicargli soltanto due parole.

L'idea da cui sono partiti Kitchen e colleghi è che le sperimentazioni fatte molti anni fa modificando i linfociti T sono andate bene, per quanto riguarda la sicurezza e la tollerabilità, ma male per quanto riguarda l'efficacia. Quindi hanno pensato di lavorare a monte dei linfociti, modificando le staminali in due modi - rendendole resistenti all'infezione e capaci di produrre fino alla fine della vita dei soggetti trapiantati linfociti T resistenti ad HIV perché dotati di una molecola di superficie (il C46) che funge da inibitore della fusione del virus e, per di più, capaci di attaccare e distruggere le cellule infette.

Se ricordate quanto fatto da Calimmune qualche anno fa, l'idea è simile (e infatti Calimmune potrebbe collaborare anche a questa ricerca).

In sostanza, Kitchen e colleghi hanno modificato delle cellule staminali/progenitrici del sangue di 4 giovani macachi maschio in modo da far loro produrre dei linfociti T C46CD4CAR.
Quando hanno visto che le staminali modificate e trapiantate avevano attecchito e iniziato a generare nuove linee di tutte le cellule del sangue, i macachi sono stati infettati con un virus SHIV. Poi sono stati messi in terapia antiretrovirale che, dopo che le scimmie avevano raggiunta la soppressione della viremia, è stata sospesa.
I ricercatori hanno osservato che i CAR-T diminuivano durante la ART, quando il livello di antigeni virali era più basso, e aumentavano rapidamente quando non c'era la ART a sopprimere la viremia, imitando una risposta come quella dei linfociti memoria. Di conseguenza, il rebound delle viremie degli animali trattati ha raggiunto livelli più bassi rispetto a quelli raggiunti dagli animali di controllo.

Dopo 3 mesi gli animali sono stati sacrificati e si è visto che nei macachi in cui le staminali modificate avevano prodotto i C46CD4CAR le cellule modificate si erano espanse come desiderato, avevano raggiunto i tessuti gastrointestinali e i linfonodi, proprio dove servivano di più, e persistevano senza apparenti tossicità di alcun genere più di 2 anni dopo il trapianto.

Le conclusioni che i ricercatori ne hanno tratto è che questi CAR-T generati a partire da staminali modificate possiedono una specifica attività antivirale anche se ne sono presenti pochi nell'organismo che riceve l'auto-trapianto e possono agire come sentinelle, generando una forte risposta immune contro le cellule infette che si riattivano mesi, o anche anni, dopo il trapianto.

    I nostri studi - scrivono Kitchen e colleghi - dimostrano chiaramente il potenziale dell'uso della terapia genica CAR nelle staminali per reindirizzare l'immunità anti-HIV contro l'infezione da HIV-1. Questi risultati pongono le basi per futuri tentativi di eradicare l'infezione e fornire una più efficace sorveglianza immune di HIV, usando dei vettori CAR ottimizzati e approcci combinati, per esempio con sostanze anti-latenza e/o l'aggiunta di immunoterapie.

Secondo quanto dichiarato da Kitchen a Sharon Begley, un trial clinico su esseri umani potrebbe iniziare entro un paio d'anni.


Buon 2018!

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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2018, 10:42 
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Iscritto il: sabato 27 agosto 2016, 23:32
Messaggi: 793
Happy New Year!
Cominciamo con belle notizie !


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MessaggioInviato: mercoledì 3 gennaio 2018, 11:57 
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Iscritto il: giovedì 24 maggio 2007, 17:07
Messaggi: 474
Ormai non so più come interpretare una studio sull'hiv ma una cosa mi sembra certa: Come mai si ostinano a fare esperimenti con i macachi infettati dal virus SHIV che di simile all'HIV umano ha solo 3 lettere..?

Boh... di meglio forse non c'è niente...

Dora è sempre da ringraziare per il suo impegno

Come avevo già detto.. leggo solo i post di Dora....che mi evita una ricerca "disperata" in rete da anni... e soprattutto condensa con sintesi perfetta la distinzione tra speranze ed illusioni..

Buon inizio anno a tutti... anche al mio ospite che ormai va per la trentina e che non ha ancora nessuna intenzione di andarsene da casa mia.

Possiamo anche aggiungere anno nuovo vita nuova ( e magari speranze nuove ? )


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MessaggioInviato: giovedì 4 gennaio 2018, 19:55 
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Iscritto il: venerdì 20 ottobre 2017, 15:38
Messaggi: 77
Io sono da poco nel forum e sono già ammiratore sfegatato di Dora :D .


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MessaggioInviato: venerdì 5 gennaio 2018, 7:09 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6070
nordsud ha scritto:
Come mai si ostinano a fare esperimenti con i macachi infettati dal virus SHIV che di simile all'HIV umano ha solo 3 lettere..?

È una boutade, vero? Fai sembrare tutti gli scienziati che usano modelli animali dei sadici psicopatici, ma sappiamo bene che non è così e che se non fosse possibile sperimentare sugli animali, perfino su quelle graziose e tenere scimmiette che ci somigliano tanto, saremmo ancora fermi alle pozioni magiche.
Quella "H" rende un virus che sarebbe solo delle scimmie un virus contenente anche qualcosa dell'HIV che infetta soltanto gli uomini, ma utilizzabile per infettare scimmie e quindi vedere su di loro che effetto fanno dei trattamenti prima di provarli su di noi e sui nostri bambini avendo fatto un passo in più rispetto a quello dei modelli di scimmie infettate con SIV, avvicinandoci di un passo a noi stessi.
In particolare, lo SHIV che hanno usato in questa ricerca - che si chiama SHIV-1157ipd3N4 - è un meraviglioso costrutto di laboratorio, generato inserendo nel virus dell'immunodeficienza delle scimmie il gene env del virus dell'immunodeficienza degli uomini, e facendo così esprimere a SIV anche la proteina Env di HIV-1 (ceppo C). Questo SHIV-C è un virus chimera utilissimo, perché è altamente patogenico, ma risponde bene alla ART, quindi permette di ricapitolare nelle scimmie tantissime caratteristiche dell'infezione umana - dalla soppressione della viremia, al rebound quando la ART viene sospesa, alla formazione dei reservoir nei tessuti.

Cita:
condensa con sintesi perfetta la distinzione tra speranze ed illusioni..

Non lo so se la sintesi sia perfetta, o almeno passabile. Ci provo sempre, a lavorare in modo dignitoso - anche quando sembra che mi accanisca su certi personaggi, lo faccio perché sono dei test case particolarmente buoni, da cui si possono imparare tante cose, anche se cose cattive, che addolorano.
Quello che so è che ci sono tante ragioni per essere fiduciosi e nutrire la speranza e ci sono altrettante occasioni per cadere invece nell'illusione e farsi molto male - non sempre le cose sono chiare, tante volte ricerche che parevano ben impostate e con solidi razionali poi si scontrano con la realtà e hanno la peggio. Tante volte, però, che i ricercatori e i loro uffici stampa raccontino balle è palese, basta avere una conoscenza della storia delle ricerche su cui imbastiscono l'hype. Poi ci sono le volte che i ricercatori sono degli scienziati che hanno tralignato, dimostrandosi dei ciarlatani e degli stregoni. Scrivere anche di loro mi pare utile per mettere in evidenza come le vie della magia siano diverse da quelle della scienza e sia possibile riconoscerle per i simulacri della scienza che sono.
Bisogna vedere le cose in prospettiva, seguire le storie e i loro intrecci. Se ci si limita a una singola fase di una ricerca, a un articolo, un comunicato stampa non si capisce niente e cadere nell'illusione è più facile.

dolcemela87 ha scritto:
Io sono da poco nel forum e sono già ammiratore sfegatato di Dora :D .

Grazie! Davvero. Immagine


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