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Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 18 marzo 2017, 13:37 
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Iscritto il: giovedì 31 luglio 2014, 12:14
Messaggi: 267
Qualche tempo fa ti chiesi, Dora, "possibile che, sulla superficie, le cellule infette non abbiano una minima traccia della fusione del virus con la membrana cellulare? E tu"no, purtroppo non è stato ancora individuato nulla". Anche se non è di certo il taglio del traguardo, ma solo l'inizio della staffetta, finalmente abbiamo un grosso pezzo del puzzle.
Credi che il metodo di Benkirane potrà essere usato per individuare anche altri marker tipici del reservoir latente?
Poi volevo chiederti un'altra cosa. Se ipoteticamente un giorno si riuscissero ad individuare, con estrema precisione, tutti i marker del reservoir latente e si decidesse di eliminare le cellule infette latentemente, la distruzione dovrebbe avvenire a poco a poco in modo tale da non privare l'organismo di cellule essenziali o andrebbe fatta in toto? Se l'hiv è quiescente, eliminare il reservoir latente a piccoli passi non dovrebbe essere rischioso, giusto? Altrimenti non ci rimane che sperare nelle sostanze antilatenza!


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MessaggioInviato: sabato 18 marzo 2017, 14:46 
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Iscritto il: domenica 26 ottobre 2014, 15:42
Messaggi: 6029
Io qualche piccolo dubbio lo nutro, sul modello (modello di quiescenza in vitro che non è mai l'esatto corrispettivo di quello in vivo) e sul recettore (che se non sbaglio è espresso anche sulla superficie di macrofagi attivati, non quiescenti, di tipo M2b antinfiammatori). Non dimentichiamoci, inoltre, che i reservoir virali non stanno solo dentro le cellule T CD4 (che sono le più abbondanti e meglio caratterizzate ma non le uniche). Ma sicuramente è un passo avanti, lo spunto che ci voleva per iniziare ad investigare meglio le dinamiche dei reservoir e dare una smossa alla ricerca che fino ad ora ha fatto enormi passi avanti nel tentativo di cronicizzare la malattia ma pochi nel tentativo di curarla definitivamente.

_________________
CIAO GIOIE


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MessaggioInviato: sabato 18 marzo 2017, 17:01 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 5989
Keanu ha scritto:
Qualche tempo fa ti chiesi, Dora, "possibile che, sulla superficie, le cellule infette non abbiano una minima traccia della fusione del virus con la membrana cellulare? E tu"no, purtroppo non è stato ancora individuato nulla". Anche se non è di certo il taglio del traguardo, ma solo l'inizio della staffetta, finalmente abbiamo un grosso pezzo del puzzle.

Non ricordo se formulasti la domanda esattamente in questi termini, ma sì, senz'altro un passo avanti è stato fatto.
Certo, trovare una proteina umana che segnala che un CD4 è latentemente infetto non è la stessa cosa che trovare una proteina virale - quello sì che renderebbe possibile scatenarle contro una reazione mirata e potente, senza rischiare di fare danni alle cellule sane.
Purtroppo, come ho scritto nel secondo post, questa proteina CD32a è presente anche sulla superficie dei macrofagi e delle cellule dendritiche (e in diverse altre cellule - dai neutrofili, ai basofili, alle piastrine ...) e questo mi pare che renda molto difficile l'uso di un anticorpo anti-CD32a in clinica: come fai a indirizzarlo solo contro i CD4 latentemente infetti? Puoi permetterti di far fuori i macrofagi e le cellule dendritiche? Direi di no. E preservarli renderebbe tutto troppo macchinoso, temo.

    Immagine

E poi c'è da capire se anche i CD4 del reservoir nei tessuti esprimono questo marker, perché quelli costituiscono la porzione largamente più estesa del reservoir latente.
E non dimentichiamo che tutto questo studio è stato fatto in vitro - che cosa accada in vivo è ancora tutto da vedere.

Penso che questa scoperta del CNRS sarà invece molto utile nei laboratori, perché permette di isolare le cellule latentemente infette e lavorare su di loro, avendone a disposizione tante di più rispetto a quelle su cui si lavora adesso e rendendo quindi molto più rapida ogni ricerca.

Cita:
Credi che il metodo di Benkirane potrà essere usato per individuare anche altri marker tipici del reservoir latente?

Forse sì, però loro hanno individuato proprio quel gene (FGCR2A) che codifica per quel marker (CD32a) come espresso su circa la metà dei CD4 infetti. Gli altri geni nel pool dei 16 geni che hanno trovato che codificano per proteine sulla membrana cellulare non mi sembra che abbiano dato risultati rilevanti, altrimenti li avrebbero segnalati nell'articolo.

Cita:
Poi volevo chiederti un'altra cosa. Se ipoteticamente un giorno si riuscissero ad individuare, con estrema precisione, tutti i marker del reservoir latente e si decidesse di eliminare le cellule infette latentemente, la distruzione dovrebbe avvenire a poco a poco in modo tale da non privare l'organismo di cellule essenziali o andrebbe fatta in toto? Se l'hiv è quiescente, eliminare il reservoir latente a piccoli passi non dovrebbe essere rischioso, giusto?

Io questo non te lo so proprio dire, perché trovare dei marker che individuino il reservoir e soltanto quello e tutti i reservoir e soltanto quelli mi pare un'impresa difficile, se si continuano a trovare proteine umane (anni fa Una O'Doherty sembrava aver scoperto che alcune cellule del reservoir esprimono alti livelli di Gag - capisci che usare un anticorpo anti-Gag renderebbe lo stanare le cellule latentemente infette un gioco da ragazzi. Purtroppo però nessuno è riuscito a replicare i suoi risultati).
Quanto ai tempi di eliminazione del reservoir una volta trovata una strategia che funzioni, ricordo che anni fa Siliciano - quando aveva capito che la riattivazione del reservoir è un processo in larga misura stocastico - ipotizzava la necessità di diverse fasi di somministrazione di sostanze anti-latenza.
Un suo vecchio ragionamento, inoltre, era che se si riesce a riattivare una grande porzione del reservoir, è anche possibile che la quantità di virus riattivato distrugga le cellule quiescenti latentemente infette che lo producono, senza tanto bisogno che i CTL siano rafforzati. In sostanza, i CD8 nei trial sulle sostanze anti-latenza hanno fatto schifo e non si è vista distruzione di cellule neppure per gli effetti citopatici del virus perché quelle sostanze di virus ne avevano riattivato troppo poco.
Poi non mi pare ne abbia più parlato, anche perché le sostanze anti-latenza hanno continuato ad avere effetti abbastanza penosi e tutti si sono lanciati sui bNABs.
Però tieni conto che, finché non si trovano combinazioni di sostanze anti-latenza che funzionino bene in vivo, è anche molto difficile speculare su come il processo di eradicazione debba di fatto avvenire.


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