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Autore Messaggio
MessaggioInviato: venerdì 19 agosto 2011, 16:00 
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Iscritto il: venerdì 19 agosto 2011, 20:13
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Questo post riproduce l'avvio di un thread originato dal nostro user "Mancer" sulla vecchia piattaforma.
Il thread integrale è visibile qui: http://lilanew.forumup.it/viewtopic.php ... um=lilanew


Dissidenza & negazionismo, purtroppo non sono solo una libera opinione di pensiero, ma anche un pericolo mortale ed un esempio pericoloso

Io, che da un bel po' non ho più voglia di "smanettare" su Internet, partecipare a forum, ricercare e condividere, poi succede che ci ricasco... per caso (ma sarà un caso?) mi ritrovo a ricostruire la storia di Karri Stokely, di cui non avevo mai sentito parlare. E sono profondamente addolorato dalla sua morte. Perché si poteva evitare... ma forse lei NON la voleva evitare

1. KARRI STOKELY è morta il 26 Aprile 2011 di patologia AIDS correlata (polmonite penumocystis carinii)
(fonti: http://davidsyner.blogspot.com/2011/05/ ... okely.html - http://blog.guyn2gear.com/2011/04/goodb ... 141d879884)
2. Chi era KARRI STOKELY? (http://www.karristokely.com/) (http://www.facebook.com/kstokely2) A quanto dice lei stessa, sul suo sito, (http://www.livingwithouthivdrugs.com, sito che da pochi giorni è sparito da internet, ma ancora accessibile dalla cache di google): da quanto ho capito era una infermiera. Gli è stato diagnosticato HIV nel 1996, dopo la nascita del secondo figlio (marito e figli per fortuna risultati S-). CD4=29 e Viral load 58.000, cioè in AIDS.
3. Inizia subito terapia con AZT, 3TC, Crixivan, e Bactrim, poi si assesta su AZT, 3TC e Sustiva fino ad Aprile 2007 (11 anni)
4. Ad Aprile 2007 il marito Joe (a detta di lei, pare che non scopassero più), smanettando su internet, incappa nel film negazionista "The other side of AIDS" di Robin Scoville (S-, marito di Christine Maggiore S+ nota dissidente e negazionista, con figlia piccola S+ a cui ha negato terapia HAART, morte tutte e due - il marito no) e lo mostra a Karri
5. KARRI viene "folgorata" dal negazionismo e dalla dissidenza e si butta su internet. Scopre siti negazionisti e teorie dissidenti una dopo l'altra. Divora libri. Dice "Non avevo idea! Mi sentivo così ingannata. Così tradita. Ero stata derubata di alcuni dei migliori anni della mia vita. Era tutto come un enorme incubo crudele". E dopo un paio di settimane di studio, ricerca, letture, smette di prendere la terapia.
6. Viaggiava sui 200/300 CD4 e crolla rapidamente a 96, ma per lei quei numeri non hanno più nessun valore.
7. Poi si mette a "divulgare la Verità": si espone in prima persona in tutto il mondo e YouTube è piena di suoi video (http://www.youtube.com/results?search_q ... ri+stokely). Va avanti così fino ad Aprle 2011 (4 anni, senza HAART). Partecipa attivamente alla promozione del film "House of Numbers" (http://www.houseofnumbers.com/site), altro film dissidente/negazionista
8. Poi crolla, si ammala, viene ricoverata ma il suo sistema immunitario ormai è alle corde e non risponde alle terapie. La fine è nota.
9. Curioso che uno dei suoi più incattiviti oppositori fosse un suo cugino, sul suo blog: http://blog.guyn2gear.com/2011/04/goodb ... 141d879884

La mia opinione è che, fondamentalmente, i dissidenti/negazionisti, se S+, (tralascio i dissidenti/negazionisti S-, richiedono altri ragionamenti) NON HANNO MAI ACCETTATO LA LORO CONDIZIONE E SI SENTONO INGIUSTAMENTE VITTIME DI UNA PUNIZIONE

Ricordo un post di Leon, qualche anno fa, che condivido profondamente.
Diceva più o meno così "Non bisogna dargliela sempre vinta a quella p u t t a n a della vita.
E' andata male? Si fa come Raoul Gardini, un colpo e via". Sono molto d'accordo.
Ognuno decide di quello che vuol fare della sua vita, anche abbandonarla.
La vita NON E' un valore IN SE'.
Il crimine (di Karri Stokely e dei dissidenti/negazionisti S+) però è di RACCONTARSELA E, PERCIO', RACCONTARLA AGLI ALTRI.


Ora che è morta, così concretamente contraddicendo tutto le tesi che ha sostenuto negli ultimi 4 anni, come si "ripulirà" Internet dal suo sottile veleno?
Mancer

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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 22:07 
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Iscritto il: mercoledì 27 giugno 2012, 12:54
Messaggi: 16
Nella sua breve biografia su wiki si legge che l'unica causa possibile di contagio sarebbe stata "l'esposizione ad aghi infetti prestando servizio in ambulanza alla fine degli anni '80" che personalmente convince poco, magari essendo una "donna medio-borghese bianca" e moglie perfetta non ha mai voluto rivelare altre situazioni a rischio.

Ma a parte questo trovo parecchio strano che il marito sia rimasto s- dopo "7 anni di sesso non protetto"....mah
Vabbè è uno dei pochi naturalmente resistenti al virus ok...O avevano pochissimi rapporti e non l'hanno detto boh

E sti figli nati tutti sani? Nati cmq negli anni '90 e quindi successivamente al periodo in cui si sarebbe contagiata secondo il fantasioso racconto :shock:

Ho capito che è sempre questione di probabilità però...

Qualcuno ha mai approfondito la sua biografia?


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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 22:46 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6396
Mr. Blue ha scritto:
Qualcuno ha mai approfondito la sua biografia?

Per non dover fare di nuovo un lavoro già fatto, riporto qui un vecchio post, compresi - in note in parentesi quadra - gli aggiornamenti al messaggio di Mancer.
Per ulteriori approfondimenti sulla vita della Stokely, basta seguire i link.


Dora ha scritto:
    LA STORIA DI KARRI STOKELY

Mentre della prossima storia che racconterò (ma ci vorrà un po’ di tempo, perché devo rimandarla a dopo il CROI) in Italia non si è saputo nulla, la storia di Karri Stokely non è nuova, quanto meno ai lettori di questo forum. Riprendo un intervento di Mancer (Karri Stokely, ultima vittima della dissidenza/negazionismo), per raccontarla molto in breve e poi aggiungerò qualche particolare e qualche ulteriore considerazione per renderla più comprensibile.

Mancer - 28 Giu, 2011 21:36 ha scritto:
    1. KARRI STOKELY è morta il 26 Aprile 2011 di patologia AIDS correlata (polmonite penumocystis carinii)
    (fonti: http://davidsyner.blogspot.com/2011/05/ ... okely.html - http://blog.guyn2gear.com/2011/04/goodb ... 141d879884)

    2. Chi era KARRI STOKELY? (http://www.karristokely.com/) (http://www.facebook.com/kstokely2) A quanto dice lei stessa, sul suo sito, (http://www.livingwithouthivdrugs.com, sito che da pochi giorni è sparito da internet, ma ancora accessibile dalla cache di google [Nota di Dora: adesso è possibile leggere qui: http://www.livingwithouthivdrugs.com/karri.htm): da quanto ho capito era una infermiera. Gli è stato diagnosticato HIV nel 1996, dopo la nascita del secondo figlio (marito e figli per fortuna risultati S-). CD4=29 e Viral load 58.000, cioè in AIDS.

    3. Inizia subito terapia con AZT, 3TC, Crixivan, e Bactrim, poi si assesta su AZT, 3TC e Sustiva fino ad Aprile 2007 (11 anni)

    4. Ad Aprile 2007 il marito Joe (a detta di lei, pare che non scopassero più), smanettando su internet, incappa nel film negazionista "The other side of AIDS" di Robin Scoville (S-, marito di Christine Maggiore S+ nota dissidente e negazionista, con figlia piccola S+ a cui ha negato terapia HAART, morte tutte e due - il marito no) e lo mostra a Karri

    5. KARRI viene "folgorata" dal negazionismo e dalla dissidenza e si butta su internet. Scopre siti negazionisti e teorie dissidenti una dopo l'altra. Divora libri. Dice "Non avevo idea! Mi sentivo così ingannata. Così tradita. Ero stata derubata di alcuni dei migliori anni della mia vita. Era tutto come un enorme incubo crudele". E dopo un paio di settimane di studio, ricerca, letture, smette di prendere la terapia. [Nota di Dora: si legga, per esempio, nel forum Questionig AIDS, il post originale, in cui Karri racconta la sua storia e il suo abbandono delle terapie: http://forums.questioningaids.com/showthread.php?t=770]


    6. Viaggiava sui 200/300 CD4 e crolla rapidamente a 96, ma per lei quei numeri non hanno più nessun valore.

    7. Poi si mette a "divulgare la Verità": si espone in prima persona in tutto il mondo e YouTube è piena di suoi video (http://www.youtube.com/results?search_q ... l535l7l7l0). Va avanti così fino ad Aprile 2011 (4 anni, senza HAART). Partecipa attivamente alla promozione del film "House of Numbers" (http://www.houseofnumbers.com/site), altro film dissidente/negazionista

    8. Poi crolla, si ammala, viene ricoverata ma il suo sistema immunitario ormai è alle corde e non risponde alle terapie.
    La fine è nota.

    9. Curioso che uno dei suoi più incattiviti oppositori fosse un suo cugino, sul suo blog: http://blog.guyn2gear.com/2011/04/goodb ... 141d879884 (...)


Curioso, diceva Mancer. Cerchiamo di capire se Todd aveva magari ragioni risalenti a liti infantili per avercela con Karri - chissà? magari lei gli rubava le caramelle quand'erano bambini; oppure aveva qualche ottima ragione di rancore e di rabbia nei confronti di questa cugina.

Partiamo dalla fine: dal post pubblicato il 12 aprile 2011 da “guyn2gear”, due settimane prima della morte di Karri.

Goodbye and good riddance, Karri Stokely, you AIDS denialist bitch

Un titolo che pare del tutto privo di pietà, davanti a una persona che sta morendo: “Addio, è una liberazione, Karri Stokely, puttàna negazionista dell’AIDS”. E le parole conclusive del post paiono ancora più impietose: Karri Stokely, you are getting what you deserve - Karri Stokely, hai quello che ti meriti.”
Poi il 26 aprile, il giorno della morte di Karri, Todd segnala che ha aggiornato il post e ne ha scritto uno nuovo, “che ha lo scopo di addolcire un po’ della collera sfogata” nel messaggio precedente: AIDS denialism kills, period.”IL NEGAZIONISMO DELL’AIDS UCCIDE. PUNTO.”

È un pazzo questo cugino, ad essere così furioso nei confronti di una povera donna che – nei suoi ultimi mesi di vita – è stata devastata da dolori inenarrabili causati da un terribile ascesso al retto, che le procurò emorragie continue e la obbligò a trascorrere letteralmente dei mesi in camera iperbarica (li racconta lei, con dovizia di particolari, nel suo blog: Thoughts, Musings, and Ramblings)?
Oppure è una persona per bene che, come ha più volte dichiarato, è circondata da amici HIV positivi che affrontano con coraggio le terapie antiretrovirali, ed è sconvolta dal male compiuto da Karri che, manipolata e plagiata da alcuni negazionisti di Rethinking AIDS, si è prestata a diffondere in ogni modo possibile le loro bestialità, inducendo altri malati ad abbandonare la HAART e causando a un numero non precisabile di persone di infettarsi, perché hanno avuto rapporti sessuali non protetti, nella convinzione che l’HIV non sia un pericolo, ma un “business di Big Pharma”?

Proviamo a mettere da parte la pietà per una donna morta e vediamo che cosa ha fatto Karri nei suoi ultimi anni di vita.

Da quando ha “visto la Luce” grazie ai film e ai siti negazionisti ed ha abbandonato gli antiretrovirali, convinta che fossero loro e non il virus a portare le persone HIV positive alla morte, Karri non si è limitata a sospendere le terapie e a vivere il resto della sua vita “illudendosi di essere sana”.
Si è invece messa a diffondere il Verbo negazionista in ogni modo possibile, con ogni mezzo, con tutte le sue forze.
In particolare, la sua – non so come definirla in modo neutro, diciamo – “vicinanza intellettuale, emotiva e spirituale” con Rethinking AIDS è testimoniata
    - dal fatto che perfino in mezzo ai tormenti della camera iperbarica non si dimentica di segnalare che Marco Ruggiero “appointed to board of Rethinking AIDS”, raccontandone in breve il curriculum e la storia di negazionismo;
    - dalla sua funesta partecipazione – insieme ad altri - al film “House of Numbers”, in cui si sostiene che ”The HIV/ AIDS Story is Being Rewritten” e che trova ben 24 citazioni entusiastiche solo nella homepage di http://rethinkingaids.com/, da cui è anche possibile scaricare “high resolution video, additional material from the House of Numbers DVD” (a ciò basti aggiungere la recensione del presidente di RA, David Crowe: "House of Numbers", a Film Review - per rendersi conto di quanto “intensa” sia la soddisfazione dei Rethinkers per quella mostruosa manipolazione della verità – nulla di strano, d’altronde, questo è proprio il loro modo abituale di affrontare scienza e persone);
    - da innumerevoli interventi sui media in favore delle tesi negazioniste.

Questa un'intervista a latere del film:



Meno di un anno e mezzo dopo, Karri era morta.

Per capire le reazioni di alcune persone che videro il documentario:




Questi sono due dei video che testimoniano la partecipazione di Karri Stokely alla “Rethinking AIDS Conference 2009” (la stessa che diede tante ispirazioni a Ms Farber, chiusa nella scatola magica ad ascoltare il suono dell’amore). Già il titolo della sua performance la dice lunga: "Long Term Survivor HIV Karri Stokely on why she won't be quiet":





E questa è un’intervista fatta durante il “Robert Scott Bell Show” a Karri, Liam Scheff (un giornalista che presta la sua penna in favore dei negazionisti - si veda la sua partecipazione alla Ciencia del pánico) e David Rasnick (che non ha bisogno di presentazioni):

[mp3]http://archives2010.gcnlive.com/Archives2010/sep10/RobertScottBell/0919102.mp3[/mp3]


Riporto ora qualche citazione tratta dagli ultimi post del blog di Karri Stokely, utile per capire fino a che punto di fanatismo e di follia era giunta questa donna che, nonostante fosse ormai prossima alla morte, continuava a credere con esaltazione alle menzogne che le erano state propinate e a propagarle, a sua volta, per il mondo, rendendosi così complice, ancorché vittima, del negazionismo omicida:


Bene, quale fu il “ringraziamento” di Clark Baker per la devozione di Karri Stokely? Il fatto che usò questa menzogna sul sustiva per spiegare perché Karri stette malissimo nei mesi successivi alla sua sospensione della HAART nel 2007 (quando qualsiasi infettivologo può spiegare che si trattò presumibilmente di una sindrome da rebound retrovirale, con l’HIV schizzato a livelli stellari e i CD4 in picchiata - altro che "la purificazione dell'organismo dopo anni di avvelenamento da antiretrovirali"!!).

    26 novembre 2010: Una Vera Sfida Mentale
    (…) I problemi di cui ho sofferto da un punto di vista fisico, soprattutto i danni al tratto gastrointestinale, sono direttamente connessi agli 11 anni di farmaci citotossici, velenosi e distruttori del DNA usati contro il mitico “HIV”. Il modo migliore per evitare tutto questo è stare lontani dai medici “ortodossi”, specialmente dagli infettivologi. Queste persone ignorano completamente la scienza e qualsiasi cosa abbia a che fare con l’”HIV”. Faranno di tutto per terrorizzarvi, per instillarvi la paura, per sottomettervi, useranno le più incredibili tattiche intimidatorie che vi sia mai capitato di ascoltare. (…)
    Non esiste alcuna ragione perché qualcuno debba mai prendere farmaci come questi [gli ARV]. Se la vostra salute è malferma o se state combattendo contro qualche infezione di origine batterica/fungina/microbica, cercate di capirne la ragione e curatevi di conseguenza. Vi prego, pensateci molto bene prima di immettere, volontariamente o sotto la coercizione della paura e del terrore, del veleno nel vostro corpo.
    E VI PREGO, non state ad ascoltare questi ciarlatani, quando tentano di dirvi che “tutti i farmaci hanno effetti collaterali”. Sì, è vero. E talvolta gli effetti collaterali potrebbero anche essere giustificati nel caso abbiate una VERA infezione, che deve essere affrontata.
    Questo non è il caso dell’’”HIV”.
    Vi prego, vi prego, vi prego, fate il vostro dovere. Fate quel che dovete con diligenza. La mia missione è di riuscire a non dover sentire mai più un’altra storia su persone come me. Su persone come molti di voi. Se siamo sopravvissuti, c’è una ragione. È per apportare un cambiamento. È per aiutare a salvare delle vite. (…) Io prego perché altri continuino a mettere in discussione questo falso paradigma, perché facciano ricerca per conto loro e siano abbastanza forti per prendere le decisioni giuste riguardo alla loro salute e al loro benessere personale.

    1 dicembre 2010: Buona giornata mondiale della frode dell'AID$$$$$$$!
    Me ne sto qui seduta, 'stamattina, a riflettere sulle dimensioni della corruzione e della frode che è stata imposta al mondo negli ultimi 25 anni e passa per tutto quello che riguarda l'"HIV". Questo breve scritto, oggi, è dedicato a tutti coloro che hanno perso la vita a causa della malvagia e perversa indu$tria dell'AID$ e sono stati avvelenati fino a morirne dai loro farmaci "salvavita".
    Così tante, così tante vite. Devastate. Massacrate. Tutto in nome del denaro. Potere. Prestigio.
    Oggi il mio cuore è triste al pensiero di quante di quelle vite sono state troncate prematuramente, il tutto in nome di Gallo, di Fauci, di Moore e di altri come loro.
    Non so come possa accadere che una persona cresca e diventi come costoro. Uomini senza cuore. Crudeli.
    Per fortuna, grazie a Internet e al grande scambio di informazioni possibile oggi, la gente comincia ad essere consapevole di questa frode. DELLE VITE COMINCIANO AD ESSERE SALVATE. (...)
    Quindi oggi, in onore della più disgustosa giornata dell'anno in favore dell'indu$tria dell'AID$, se vi capita di passare dalle parti di un punto-prelievi, dove si fanno i test, chiedo ad ognuno di voi di parlare chiaro, di sfidarli, di dire loro che sono responsabili.
    Sfortunatamente, la maggior parte delle persone che prendono parte a questi eventi NON HA IDEA della vera scienza che circonda questo progetto.
    AIUTATE AD EDUCARE.
    FATE LA DIFFERENZA.


    10 gennaio 2011: AID$ per Ricetta Medica
    Duesberg ha proprio centrato il bersaglio quando ha chiamato questa malattia AID$ per Ricetta Medica. Non pensate neanche per un momento che l’industria dell’AID$ non sappia quel che sta facendo con questa ben orchestrata campagna di avvelenamento mediante i farmaci. (…)


Mi fermo qui. Credo che le citazioni riportate siano sufficienti a comprendere fino a che punto Karri subì un lavaggio del cervello da parte dei negazionisti e delle loro teorie. Fu vittima, certo, perché nella sua fragilità incontrò persone che seppero parlare alla sua paura della malattia, al suo dolore, e seppero far risuonare in lei quelle corde che sono legate al disprezzo per la scienza occidentale, al terrore per gli effetti collaterali dei farmaci, all’idea che tutto sia una cospirazione di Big Pharma per accumulare denaro sulla pelle di malati sprovveduti, anche a costo di inventarsi una malattia “inesistente” e di intossicarli con i loro veleni chimici.

I negazionisti giocano sulla paranoia – così diffusa nel nostro mondo – che tutto sia un enorme complotto, che tutti (o molti de)gli scienziati siano persone cattive, al soldo di industrie gestite da criminali senza scrupoli. Che tutti tramino contro di noi per farci del male.

Giocano sulla diffidenza nei confronti della chimica e dei farmaci che da essa ci derivano e sulla passione per tutto quel che è “biologico”, “naturale”; come se questo fosse automaticamente buono, pulito, onesto.

Giocano sull’idea che tutta l’informazione sia manipolata e che soltanto loro siano gli eroi della Verità, che sfidano l’establishment scientifico a costo delle loro carriere e talvolta delle loro stesse vite, per far prevalere la Verità: l’HIV esisterebbe solo nelle paure instillate nei malati e sarebbero invece i farmaci presi contro di esso a portare alla morte.

La manipolazione e il plagio da parte dei negazionisti di Karri Stokely, così come di Christine Maggiore, Kim Bannon, Emery Taylor, sfruttati e spinti ad agire come portavoce delle loro teorie omicide, non si conclusero con la morte di Karri, ma continuarono anche dopo. Infatti, si affrettarono tutti a sostenere che la morte di questa loro vittima non fu dovuta all’abbandono delle terapie antiretrovirali e a una tipica patologia AIDS-correlata quale la polmonite pneumocystis carinii, ma piuttosto al fatto che per 11 anni aveva preso farmaci antiretrovirali e che questi “l’avevano avvelenata”.


Si legga, per una sintesi, il blog di Seth Kalichman, il docente di psicologia sociale alla University of Connecticut, che dirige la rivista AIDS and Behavior (Denying AIDS and other oddities); in particolare il post How AIDS Denialism Can Kill You Part VIII: Karri Stokely is Receiving Hospice Care, e tutti i successivi aggiornamenti e commenti.

Ma si leggano anche i forum negazionisti. Per esempio “Questioning AIDS”:


    Per questa morte
    e per le tante simili a questa
    e per i bambini rimasti orfani
    e per avere imbrogliato tanti esseri umani
    e per averli manipolati
    e usati come pedine in un gioco più grande di loro
    e per tutto il dolore e il male causato

    nessuno di Rethinking AIDS ha ancora pagato.


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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 23:20 
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Iscritto il: mercoledì 27 giugno 2012, 12:54
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Grazie Dora per le delucidazioni e per aver risposto ad una delle mie domande ("pare che non scopassero più" mi sembra sufficiente a placare i mie dubbi). :) La storia dei figli sani sarà stata una "botta di culo" che è sempre possibile.

Ma dico io, stai in una camera iperbarica a causa di tristi complicanze e pensi a Ruggiero??? Vabbè era andata nel pallone ormai...

P.S.: toglimi una curiosità, sei una collega? :) Ho letto all'inizio del tuo post che partecipi alle CROI


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MessaggioInviato: venerdì 5 ottobre 2012, 23:39 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Mr. Blue ha scritto:
Grazie Dora per le delucidazioni e per aver risposto ad una delle mie domande ("pare che non scopassero più" mi sembra sufficiente a placare i mie dubbi).

Di nulla! La "risposta" era già nel messaggio che ha dato inizio al thread:
HIVforum.info ha scritto:
(...) 4. Ad Aprile 2007 il marito Joe (a detta di lei, pare che non scopassero più), smanettando su internet (...)


Cita:
La storia dei figli sani sarà stata una "botta di culo" che è sempre possibile.

La trasmissione materno-infantile dell'infezione da HIV in assenza di profilassi, secondo stime del WHO, si aggira sul 15-45% dei casi. Quindi c'è un certo margine per permettere alla fortuna di entrare in gioco.

Cita:
toglimi una curiosità, sei una collega?

Se con questo intendi dire che tu sei un medico, no, non sono "una collega".


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MessaggioInviato: sabato 6 ottobre 2012, 7:46 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6396
Un articolo di Brian Deer dedicato a Karri Stokely e ad altri, uscito sul Guardian nel febbraio scorso e che non avevo incluso nel mio post, perché era già stato segnalato nel forum (http://hivforum.info/forum/viewtopic.php?p=14185#p14185), ma che trovo fatto molto bene.


Death by denial: The campaigners who continue to deny HIV causes Aids

As each of their followers dies, those who campaign against HIV treatments simply move on to the next level of denial


Karri Stokely is a poster girl for a different way to look at health. After receiving an Aids diagnosis in 1996, at the age of 29, she was treated for 11 years with a cocktail of drugs. But then she saw an internet video saying that HIV was a hoax, stopped taking her medicines – and felt terrific.

"I'm not getting any answers from the mainstream as to why I'm healthy, and why my husband is negative, and why I can quit these drugs," she explains in her own video, which is currently being promoted online. "I think it's a crime. It's crimes against humanity."

Her doctor was aghast – HIV treatment is for life. "He looked me right in the eyes and said: 'You have done a very stupid thing, and you will be dead very soon,'" Stokely recalls. "My response to him was: 'That's funny, because right now I'm feeling pretty good.'"

That was in April 2007. She died four years later, so her comments are a postcard from the past. "Karri Stokely passed away on April 27th 2011," explains a website run by London journalist Joan Shenton. "She said she wouldn't go quietly so we are keeping her moving interview below on our homepage."

But Stokely's path (via pneumonia) was already well trodden. Dying in denial is a phenomenon. The first traveller on this path I knew was an American singer, Michael Callen, author of a self-help book, Surviving Aids. It was published by HarperCollins in 1990. Three years later, Mikey died.

Shenton is Britain's premier critic of what she calls the "completely wrong" science of HIV. Her site offers as examples the cases of Jody Wells and Huw Christie, the first two editors of a fringe magazine Continuum. Both chose not to follow medical advice and found death.

"We're waking up to the truth and the more of us that survive and live on in health to beat the odds, the more the lie will be shown up for what it is," Wells wrote in May 1994, 16 months before he passed away.

That was just before new therapies transformed life expectancy, and saw many young men who might have followed his denial path rise from their deathbeds and go dancing.

Shenton's site also showcases material on Christine Maggiore, a Californian businesswoman who helped found an international group, now called "Alive and Well Aids Alternatives". That was before her three-year-old HIV-positive daughter died of pneumonia and, in 2008, her own death.

"This was a woman of class, grace, integrity and wisdom," comments Stokely on an internet memorial wall put up after Maggiore's funeral. "From the time we found out 'the truth' surrounding the Aids debacle, Christine had always made herself available for help and guidance."

Here are intelligent, well-educated, idealistic people who wrestle their freedom from the grip of morbid sickness, big pharma products and despair. There's a heroic quality about storming towards your destiny, arms outstretched, eyes wide.

These crusaders' passing, however, gives paradoxical power to those who ushered them along in their journey. Like many health and science cranks (and shrewd defence lawyers), those who persist in the assertion that Aids isn't infectious brandish their embarrassments, thrust them in your face, before moving to the next level of denial.

Shenton, who is now archiving a quarter century of uninterrupted campaigning, assures me on the phone that "Karri is very important".

"I think she died from the side-effects of the drugs. She'd stopped taking them, but she'd been taking them for about 10 years before."

There's no answer to that, of course, but while Shenton comes across as the queen of denial, its pharaoh also has some words on Maggiore's fate. According to Peter Duesberg, the scientist who fathered this philosophy, about 6% of deaths in the over 50s are from pneumonia, and "she is one of those."

"Big deal," he snaps about her death, in a frankly barking podcast interview. "It's nothing. It's consistent with everything I know."

Two weeks' from now, Duesberg, 74, a professor at the University of California, Berkeley, celebrates (and I have to suppose he will) 25 years of this stuff. For it was on 1 March 1987 that, in a 22-page paper, he set out his case that HIV is harmless.

"It is concluded," he declared in the journal Cancer Research, "that Aids virus is not sufficient to cause Aids and that there is no evidence, besides its presence in a latent form, that it is necessary for Aids."

Thus was born the "Duesberg hypothesis", which his critics say has led to sickness and death far beyond white, middle-class eccentrics. By some reckonings, in South Africa alone the denialist convictions of former president Thabo Mbeki led to more than 300,000 premature fatalities and 35,000 preventable infant infections.

In fact, Aids denialism predates the Duesberg hypothesis. It was born in the first months of the epidemic. Even in 1981, when I wrote my first report, there were what I then called "two competing hypotheses" for the disease, which had just been spotted by US government epidemiologists among East and West Coast gay men.

One proposed an infection, the other a crummy "lifestyle". And little has changed since then. Although science backed the first, the second limped on, blaming recreational drugs, pharmaceuticals and sexual practices in developed countries, and water, bugs and nutrition in Africa.

The website that features Stokely and Maggiore on its front page proclaims that it is "Rethinking Aids", but as 25 years have been torn from the calendar, little has been rethought. They still say HIV is harmless, or doesn't exist, and that leading Aids scientists are "criminals". Heterosexuals don't get sick from HIV and millions of Africans aren't infected. And there's apparently a global conspiracy to conceal this.

"My secret to staying healthy is really nothing magical," explains Stokely, meanwhile, in her, perhaps eternal, message in a bottle. "I think a very, very large part of it, as with any diagnosis you get, is the biology of belief. The mind is very, very strong on the health of the human body."


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MessaggioInviato: domenica 7 ottobre 2012, 17:19 
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Iscritto il: domenica 9 settembre 2012, 23:33
Messaggi: 14
Ciao a tutti,
mi intrometto nella discussione semplicemente per ringraziarvi.
Sono da poco nel forum, come nel mondo hiv, e anche io come tanti avevo in testa queste idee. Capisco adesso che a posteriori queste teorie sono fatali.

Però scusate se vado un po' sul personale ma l'idea di essere una vittima nel sistema farmaceutico però non riesco proprio a digerirla. Come non riesco ad accettare ancora la mia situazione, non riesco ad accettare il fatto che un giorno dipenderò da dei farmaci ed io che ho sempre evitato nella mia vita di prendere farmaci.

Forse questo è la paura di tanti che si buttano sul negazionismo.
Grazie sempre a tutti.


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MessaggioInviato: lunedì 8 ottobre 2012, 10:25 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6396
lonelyday ha scritto:
l'idea di essere una vittima nel sistema farmaceutico però non riesco proprio a digerirla. Come non riesco ad accettare ancora la mia situazione, non riesco ad accettare il fatto che un giorno dipenderò da dei farmaci ed io che ho sempre evitato nella mia vita di prendere farmaci.

Forse questo è la paura di tanti che si buttano sul negazionismo.

Sì, hai ragione: questa paura è una componente importante del negazionismo dell'HIV/AIDS ed in parte è più che giustificata dalle tante malefatte delle industrie farmaceutiche, ma anche in buona parte è gonfiata proprio dai "teorici" del negazionismo e dai loro seguaci.
Non so se come suggerimento possa esserti utile, ma hai provato a vederti non come vittima di un sistema cattivo e corrotto, ma come beneficiario dei risultati del lavoro e dello studio di tanti ricercatori per bene, nonché della disponibilità di tanti malati che si sono prestati a fare da cavie?
È vero che ti trovi a scegliere fra due mali e non tra un bene e un male, ma l'alternativa è ben peggiore dei farmaci e al momento non c'è nulla che possa sostituire gli antiretrovirali, pur con tutti i loro difetti.


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MessaggioInviato: lunedì 8 ottobre 2012, 12:16 
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Amministratore

Iscritto il: lunedì 26 novembre 2007, 0:07
Messaggi: 5479
Ciao lonely,
tu scrivi “non riesco ad accettare il fatto che un giorno dipenderò da dei farmaci”, ti posso rispondere solo con una domanda: chi ti aveva mai assicurato che saresti arrivato fino a 95 anni senza neppure un malanno?

Il comune destino in realtà è sempre più quello di sopravvivere a lungo grazie ai farmaci: più invecchiamo più le malattie (che sono l’equivalente dei malfunzionamenti delle macchine create dall’uomo) si fanno più frequenti e la prospettiva è abbastanza chiara: un’umanità che vivrà sempre più a lungo, ma in modo “non naturale”, affidandosi a farmaci e device tecnologici…
Guardati intorno: vedrai ottantenni a cui cambiano la batteria del pacemaker, persone che camminano grazie ad anche e ginocchi di titanio, centinaia di migliaia di diabetici che vivono con pastiglie e/o iniezioni quotidiane, più semplicemente milioni di persone che hanno evitato un sacco di infezioni curando i loro denti e riempiendosi la bocca di polimeri altamente tecnologici… non sembra, ma è sempre la stessa faccia della medaglia.

Io sono entrato in questo incubo con una “fortuna” non indifferente: non essendo mai stato particolarmente in salute ho sempre saputo che le malattie esistono, anche quando non sono visibili, e che le medicine in questi casi sono fondamentali per non pagare un prezzo ben più alto di quello che ti impongono.
Insomma, dal mio punto di vista ho sempre ringraziato il Cielo di essere nato nella seconda metà del XX secolo, e di aver potuto contare su un sistema in cui migliaia di ricercatori ogni giorno studiano le debolezze del nostro corpo e cercano nuove risposte tecnologiche, che inevitabilmente finiranno per pagare i dividendi degli azionisti delle case farmaceutiche…

Purtroppo molti non hanno avuto la mia “fortuna” e, peggio ancora, sono vittime di una sorta di rimozione tutta ideologica, che nega l’avanzamento delle conoscenze umane (se una malattia non era conosciuta fino all’altro ieri, allora è “inventata”) e magari si sposa con convinzioni che vedono il male puro e semplice nella società umana come la conosciamo.
Vabbe’, non buttiamola in politica… ;)

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