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Autore Messaggio
MessaggioInviato: martedì 7 giugno 2016, 15:54 
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Dora ha scritto:
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COME SI CONTA LA SALUTE?


Per anni, ogni volta che a fine novembre uscivano i dati COA, abbiamo segnalato discrepanze, lacune, numeri che sembravano appiccicati lì senza nessun riscontro nella realtà, interpretazioni fantasiose e pudibonde di numeri immaginati, reticenze e inadempienze.

Oggi su LILANEWS esce un'inchiesta su "Come si conta la salute?" e finalmente si parla dei sistemi di raccolta delle diagnosi di HIV e AIDS.

L'inchiesta si articola in



Un ottimo lavoro, che lascia molto amaro in bocca, ma che speriamo serva a richiamare le diverse istituzioni responsabili alle loro - appunto - responsabilità. Sarà senz'altro vero che la politica non risponde alle pressanti richieste dell'ISS, ma in tutti questi anni non abbiamo avuto l'impressione che l'ISS si stesse davvero impegnando a risolvere i problemi, piuttosto abbiamo visto - anno dopo anno - la corsa a spazzarli sotto il tappeto. Se i numeri che ci ha dato il COA non corrispondono alla realtà delle infezioni in Italia, continuare a negare la realtà dovrebbe essere impossibile dopo questa inchiesta.


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MessaggioInviato: martedì 7 giugno 2016, 16:30 
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Iscritto il: domenica 27 marzo 2016, 18:13
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..,.ma si chiamano tutte Barbara( Barbara Sulinoi, Barbara Ensoli ) all'ISS? Chissà perché leggo ISIS, e poi mi viene in mente la famosa Santa Barbara, che però è saltata in aria, boom! Io regalerei alle due simpatiche Barbara un bel cinturone.di dinamite, magari col le G di Gucci su candelotti per renderli griffe uniche e mai più contraffatte.
Dicono che la storia si ripete sempre ; assisteremmo allo scoppio di un'altra Santa Barbara, l' ISS! In questo caso però è un Santuario di Barbare, infattii continuano ad infettare :twisted:


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MessaggioInviato: mercoledì 19 ottobre 2016, 16:44 
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ANTICIPAZIONE SUI DATI 2015 RELATIVI ALLE INFEZIONI DA HIV IN ITALIA


Durante il XV congresso nazionale SIMIT, che si sta tenendo in questi giorni a Baveno, sono stati anticipati alcuni dei dati sullo stato dell'infezione da HIV, che verranno pubblicati verso fine anno dal Centro Operativo AIDS dell'Istituto Superiore di Sanità.
Questa la sintesi offerta da Quotidiano Sanità:



Hiv. Simit: “In Italia 20/30 mila sieropositivi inconsapevoli o non in contatto con i centri Aids”

E questo a fronte delle 4 mila diagnosi annuali, di cui oltre la metà avviene tardivamente. Il trenn delle nuove diagnosi appare senza variazione sensibili negli ultimi 10 anni. Allarmante la frequenza di nuove infezioni tra giovani maschi che fanno sesso con i maschi. Allo studio nuove linee guida in collaborazione con il Ministero della Sanità per una più corretta informazione e prevenzione.


19 OTT - Tra i nuovi malati con Hiv, più di un italiano su due lo scopre troppo tardi. É per questo che la Simit in collaborazione con il Ministero della Sanità, é impegnata nella redazione delle linee guida, per una più corretta informazione e prevenzione.

Il congresso. Se ne parla a Baveno, sul Lago Maggiore, in occasione del 15° Congresso Internazionale SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Oltre 800 gli specialisti presenti, provenienti da tutta Italia e dall’Estero. L'appuntamento, organizzato da Gaetano Filice, Direttore dell'Unità di Malattie Infettive del Policlinico San Matteo, Pavia, e da Domenico Santoro, Direttore dell'Unità di Malattie Infettive dell'Azienda Ospedaliera S. Anna di Como, approfondirà argomenti quali antibiotico-resistenza, infezione-malattia da HIV, epatite, malattie tropicali e parassitarie, infezioni nel paziente immuno-compromesso, infezioni nel paziente fragile, infezioni correlate all’assistenza.

Hiv e terapie. Oltre 90.000 persone sono attualmente o in terapia o in contatto con i centri specializzati. Si stima che ce ne siano altre 20.000/30.000 che non sono consapevoli dell'infezione o non sono in contatto con i centri. Delle circa 4.000 nuove diagnosi di infezione registrate ogni anno, oltre la metà è diagnosticata quando l'infezione è già in uno stadio avanzato. I giovani maschi che fanno sesso con maschi hanno un rischio di infettarsi, se non si proteggono adeguatamente circa 20 volte di più rispetto agli eterosessuali, secondo le ultime rilevazioni dell'Oms.

"Le persone che hanno una infezione sia da HIV che da HCV - spiega Massimo Galli, vicepresidente Simit - presentano un andamento della malattia epatica più rapido. Uno dei temi caldi del momento è il poter estendere al massimo possibile delle persone con coinfezione HIV-HCV, le terapie con farmaci anti HCV ad azione diretta (DAA). Superando le barriere di ordine economico fino ad ora imposte, che hanno limitato le possibilità di terapia solo a coloro che presentavano una malattia epatica già avanzata. Le regioni italiane con il numero più alto di persone che vivono con HIV/AIDS sono Lombardia, Lazio e Liguria. Per merito della terapia la mortalità per HIV/AIDS è crollata, la qualità di vita per le persone colpite è molto migliorata, cos come la loro aspettativa di vita. Tuttavia la malattia non è sconfitta e alla sospensione della terapia segue di regola la ripresa della replicazione del virus e della progressione della malattia, che resta se non trattata inesorabilmente fatale".

I dati in dettaglio. In Italia i nuovi casi accertati ogni anno sono 4mila, e riguardano soprattutto i giovani. Di questi circa il 60% viene diagnosticato in una fase tardiva di infezione. La Lombardia, con circa 20mila persone sieropositive, è tra le regioni italiane più colpite, insieme a Lazio, Emilia Romagna e Liguria. In Italia sono 120.000 le persone che convivono con l’HIV: a fronte di un importante calo della mortalità grazie alle terapie, si segnala una drastica riduzione dell'informazione in merito. I nuovi casi, circa uno ogni 2 ore, negli ultimi due anni riguardano soprattutto giovani tra i 25 e i 29 anni.

Secondo il Bollettino del Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile, in Italia, a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’84.1% di tutte le segnalazioni (poco più della metà delle quali in eterosessuali, maschi e femmine, il resto in maschi che fanno sesso con maschi). Negli ultimi anni circa una persona su quattro tra quelle a cui viene per la prima volta diagnosticata l'infezione da HIV è di nazionalità straniera. Va però ricordato che questi vengono avviati al test più frequentemente degli italiani, soprattutto se provengono da Paesi ad alta endemia. Il 37% degli italiani non si è mai sottoposto al test HIV e il 5% delle persone che vivono con HIV non lo avrebbero mai detto al proprio partner. Il 40% non rivela ai familiari di aver contratto il virus e il 74% non lo dichiara nel contesto lavorativo.


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MessaggioInviato: martedì 22 novembre 2016, 22:02 
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DATI COA AGGIORNATI A DICEMBRE 2015:



Sembra strano, ma mentre nella pagina del COA del sito dell'ISS il PDF ancora non è postato, ci pensa Quotidiano Sanità a dare la notizia della pubblicazione:

Hiv. Nel 2015 segnalate 3.444 nuove diagnosi, il 10% in meno del 2014. Nell’85,5% dei casi la trasmissione è avvenuta per via sessuale. Il nuovo Rapporto Iss

    La diminuzione del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv nel nostro Paese è stata osservata per tutte le modalità di trasmissione tranne che per i maschi che fanno sesso con maschi (40,6% del totale delle nuove infezioni per via sessuale). Il maggor numero dei casi nel Lazio, Lombardia, Liguria e Emilia-Romagna. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. Anche l’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione negli ultimi tre anni. IL RAPPORTO

    22 NOV - Nel 2015 si è osservata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv che dell’incidenza (casi/popolazione) di Hiv; l’Italia si colloca al 13° posto in termini di incidenza Hiv tra le nazioni europee. La diminuzione del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv nel nostro Paese è stata osservata per tutte le modalità di trasmissione tranne che per i maschi che fanno sesso con maschi (MSM). Questi gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2015.

    Nel Rapporto si precisa come nel 2015 la maggior parte delle nuove diagnosi Hiv è avvenuta in MSM e in maschi eterosessuali. La quota delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv in fase clinica avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi) è sostanzialmente invariata rispetto agli anni precedenti.

    Anche il numero delle nuove diagnosi di Aids è in lieve decremento. Il numero di decessi in persone con Aids è stabile dal 2010 mentre aumenta progressivamente la proporzione delle persone con nuova diagnosi di Aids che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di Aids.


    La sintesi.
    Nel 2015, sono state segnalate 3.444 nuove diagnosi di infezione da HIV (questo numero potrebbe aumentare a causa del ritardo di notifica) pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti. Un dato che segna un calo del 10% rispetto alle 3.850 nuove diagnosi del 2014

    Tra le nazioni dell’Unione Europea l’Italia si colloca al 13° posto in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV. Nel 2015, l’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente rispetto ai tre anni precedenti.

    Le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, la Lombardia, la Liguria e l’Emilia-Romagna. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2015 erano maschi nel 77,4% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

    Nel 2015, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 44,9%; MSM 40,6%). Nel 2015, il 28,8% delle persone diagnosticate come HIV positive era di nazionalità straniera.

    Inoltre, l’incidenza è stata di 4,3 nuovi casi ogni 100.000 tra italiani residenti e di 18,9 nuovi casi ogni 100.000 tra stranieri residenti. Le incidenze più elevate tra stranieri sono state osservate in Abruzzo, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tra gli stranieri, la quota maggiore di casi era costituita da eterosessuali femmine (36,9%), mentre tra gli italiani da MSM (48,1%)

    Nel 2015, il 36,6% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL e il 54,5% con un numero inferiore a 350 cell/μL. In Piemonte e nella Provincia Autonoma di Trento l’esecuzione del test di avidità anticorpale, che permette con una buona approssimazione di identificare le infezioni recenti, ha evidenziato che nel 2015 il 17,3% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva verosimilmente acquisito l’infezione nei 6 mesi precedenti la prima diagnosi di HIV positività.

    Il 32,4% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 13,2% nel corso di accertamenti per un’altra patologia.

    La sorveglianza dei casi di AIDS riporta i dati delle persone con una diagnosi di AIDS conclamato. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati oltre 68.000 casi di AIDS, di cui più di 43.000 deceduti. Nel 2015 sono stati diagnosticati 789 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,4 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione negli ultimi tre anni. Nel 2014 i nuovi casi erano stati 913.

    È diminuita nel tempo la proporzione di persone che alla diagnosi di AIDS presentava un’infezione fungina, mentre è aumentata la quota di pazienti con un’infezione virale o un tumore. Nel 2015, poco meno di un quarto delle persone diagnosticate con AIDS aveva eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. Il fattore principale che determina la probabilità di avere effettuato una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS è la consapevolezza della propria sieropositività: nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20,5% del 2006 al 74,5% del 2015.

    22 novembre 2016




EDIT 28 novembre

Da oggi, i dati COA sono disponibili anche nel sito dell'ISS:



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MessaggioInviato: martedì 29 novembre 2016, 11:57 
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Di fronte alla buffonata perpetrata anche quest'anno dal COA, che ho evitato finora di commentare sia per noia, sia per evitare di insultare per l'ennesimo anno di seguito l'ISS, un ottimo intervento della LILA su Quotidiano Sanità:

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MessaggioInviato: venerdì 2 dicembre 2016, 19:01 
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Iscritto il: domenica 1 novembre 2015, 21:16
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Diminuite molto le infezioni rispetto al 2012-2013 quando se non erro si arrivava a 4000 e piu


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MessaggioInviato: mercoledì 15 novembre 2017, 15:33 
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DATI COA AGGIORNATI A DICEMBRE 2016:



Arrivano, come di consuetudine in vista del I dicembre, i dati dell'Istituto Superiore di Sanità relativi alle nuove diagnosi di HIV e, sempre come di consuetudine, sono poco sorprendenti: leggera flessione delle nuove diagnosi, ma continuano ad aggirarsi su 3500 (ma la stima delle infezioni contemplando quelle notificate in ritardo porta a una situazione peggiore di quella del 2015, sempre attorno a quel mitico 4000); gli MSM sono - come ormai da troppi anni - la fascia di popolazione più colpita, mentre la fascia d'età è quella solita dei 25-29 anni; continua ad esserci un numero scandalosamente alto (e addirittura in aumento) di diagnosi tardive.
I commenti che vorrei fare sono i soliti. Quindi ve li risparmio.


Sommessa proposta: leggere l'analogo report annuale appena pubblicato dal ministero della salute UK (dove le nuove diagnosi in MSM sono in nettissima flessione, perché si insiste sull'uso del condom, certamente, ma parallelamente aumentano i test, chi è diagnosticato entra subito in terapia e sta anche cominciando a sentirsi il benefico influsso della PrEP - just saying ...) - Towards elimination of HIV transmission, AIDS and HIV-related deaths in the UK (anche il titolo del report ha proprio un sapore diverso rispetto a quello del COA).

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MessaggioInviato: mercoledì 15 novembre 2017, 21:01 
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Se c’è un campionato del mondo nel quale non sfiguriamo mai, è quello dell’idiozia.
Un Paese ricco, con un sistema sanitario d’eccellenza come il nostro potrebbe spazzare le nuove infezioni e mettersi alla guida del percorso verso l’obiettivo ZERO nuove infezioni, invece siamo i soliti discutibili <edit automatico>.
Niente PrEP.
Campagne di test per scovare quel terzo di sieropositivi che non sanno di esserlo: inesistenti.
E non sono neppure sicuro che ancora non ci sia qualche cretino che dice ai propri pazienti “ma davvero vuole iniziare la terapia? guardi che può attendere”.
Ogni nuova infezione è oramai una deliberata responsabilità criminale di chi non si adopera per fermarle, e in questo c’è una responsabilità gravissima delle Associazioni, che proprio non vedono l’elefante nel soggiorno.
Lasciamo stare quelle concentrate sull’AIDS, concentrate su non si sa cosa, ma vogliamo parlare di quelle associazioni di bottegai che dicono di occuparsi della comunità gay e che in realtà sono esclusivamente il paravento di bar, cruising e saune? Avrebbero la possibilità di promuovere il test tutto l’anno, di fare sensibilizzazione di aiutare la comunità a liberarsi di questo cascame del passato, e non fanno un cazzo tranne qualche iniziativa di facciata.

Uno schifo.

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MessaggioInviato: mercoledì 15 novembre 2017, 21:26 
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uffa2 ha scritto:
Se c’è un campionato del mondo nel quale non sfiguriamo mai, è quello dell’idiozia.
Un Paese ricco, con un sistema sanitario d’eccellenza come il nostro potrebbe spazzare le nuove infezioni e mettersi alla guida del percorso verso l’obiettivo ZERO nuove infezioni, invece siamo i soliti discutibili <edit automatico>.
Niente PrEP.
Campagne di test per scovare quel terzo di sieropositivi che non sanno di esserlo: inesistenti.
E non sono neppure sicuro che ancora non ci sia qualche cretino che dice ai propri pazienti “ma davvero vuole iniziare la terapia? guardi che può attendere”.
Ogni nuova infezione è oramai una deliberata responsabilità criminale di chi non si adopera per fermarle, e in questo c’è una responsabilità gravissima delle Associazioni, che proprio non vedono l’elefante nel soggiorno.
Lasciamo stare quelle concentrate sull’AIDS, concentrate su non si sa cosa, ma vogliamo parlare di quelle associazioni di bottegai che dicono di occuparsi della comunità gay e che in realtà sono esclusivamente il paravento di bar, cruising e saune? Avrebbero la possibilità di promuovere il test tutto l’anno, di fare sensibilizzazione di aiutare la comunità a liberarsi di questo cascame del passato, e non fanno un cazzo tranne qualche iniziativa di facciata.

Uno schifo.
Ma ti ricordi quando la provincia di Milano provò qualche anno fa ad installare i dispenser di preservativi a prezzi calmierati in alcune scuole superiori? È successo un putiferio:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2013/0 ... no/482398/

Tuttora certi nostri politici si impegnano attivamente per diffondere il più possibile l'HIV. Questa è una dichiarazione di giusto qualche settimana fa:

"E’ giusto incentivare i ragazzi a usare il preservativo?: “No, io non uso preservativi, sono contrario, va insegnata a scuola la sessualità responsabile. Meglio evitare rapporti sessuali se non si ha piena coscienza. Sono contrario alla dittatura del condom."

Vedi:
http://www.blitzquotidiano.it/cinema/we ... o-2774136/

Tale dichiarazione è di Adinolfi, ma ricalca perfettamente la posizione di moltissime associazioni cattoliche e/o di destra.
Nonché delle gerarchie più alte all'interno della Chiesa:
http://www.ilpost.it/2017/01/11/cavalie ... servativi/

Notare come questa morale contro il profilattico è proprio senza morale:
http://www.corriere.it/cronache/11_magg ... ed2e.shtml


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MessaggioInviato: mercoledì 15 novembre 2017, 23:40 
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hai ragione sky, ma sai com'è: da "loro" dalla feccia cattolipocrita queste cose me le aspetto e "le comprendo", comprendo cioè che fanno il loro lavoro di <edit automatico> per campare alle nostre spalle, quello che mi chiedo è, come sempre, dove siano quelli che sarebbero "i buoni", quelli che stanno dalla parte giusta, che certe cose dovrebbero saperle e farle...
la morale è che anche oggi dieci nostri concittadini si sono infettati, e domani se ne infetteranno altri dieci, e dopo altri dieci...

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