HIVforum.info

HIV e AIDS INFO e aiuto sulla sieropositività: si discute di HIV e AIDS, dei problemi della sieropositività, di farmaci e ricerca scientifica.
               
                   Facebook                   Twitter                
            
Oggi è venerdì 21 settembre 2018, 2:57

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 18 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo
Autore Messaggio
MessaggioInviato: sabato 10 dicembre 2016, 15:36 
Non connesso

Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6318
Immagine


OLTRE LA SOPPRESSIONE VIRALE - la nuova frontiera è la qualità di vita delle persone con HIV


Nel maggio scorso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha approvato la propria Strategia Globale per affrontare l’infezione da HIV nel quinquennio 2016-2021. Gli obiettivi sono ambiziosi, perché consistono nel “mettere fine all’epidemia di AIDS quale minaccia alla salute pubblica entro il 2030”, e si declinano in 15 punti – relativi a questioni che vanno dalle morti da HIV, ai test, ai trattamenti, alla prevenzione, alla discriminazione, alla sostenibilità finanziaria e all’innovazione - che devono essere completati entro il 2020.

Si vogliono diminuire le morti dovute all’infezione a meno di 500.000 all’anno e si vuole riuscire ad eliminare completamente la trasmissione da madre a figlio; la ricerca di una cura e quella di un vaccino sono indicate come innovazioni prioritarie.
Viene inoltre recepita la strategia 90-90-90 fissata da UNAIDS come lo strumento per fare in modo che i sistemi sanitari riescano simultaneamente a ridurre il numero di persone con HIV che non sono state diagnosticate, trattare un numero sempre maggiore di persone che hanno l’infezione e fare in modo che sempre più persone fra quelle in terapia raggiungano la soppressione della viremia.

L’obiettivo 90-90-90 richiede chiaramente uno sforzo enorme da parte di tutti i Paesi e, proprio in occasione del World AIDS Day la settimana scorsa, molti hanno sostenuto che è ben difficile venga raggiunto nei tempi stabiliti. Ma non è ancora sufficiente per alcuni ricercatori e attivisti europei - fra loro il Prof Stefano Vella dell’Istituto Superiore di Sanità - che a giugno hanno scritto un articolo su BMC Medicine per ricordare una cosa che anche solo pochi anni fa nessuno avrebbe potuto considerare scontata: chi raggiunge la soppressione virologica, oggi, ha prospettive concrete di una vita lunga e operosa, non troppo dissimile da quella di chi non ha l’infezione da HIV. È necessario che questa vita, oltre ad essere lunga, sia anche buona.

Prima ancora che si raggiungano gli ambiziosi traguardi connessi alla strategia “90% di persone con HIV diagnosticate – 90% di persone diagnosticate messe in terapia - 90% di persone in terapia con viremia soppressa”, è dunque necessario preoccuparsi della qualità della vita di queste persone, perché anche quelle che riescono a mantenere la viremia al di sotto della soglia di rilevabilità non godono di una qualità della vita paragonabile a quella delle persone HIV negative. E questo da due punti di vista: quello della salute fisica e psichica, e quello dell’inclusione sociale, che ancora in troppi casi soffre dello stigma e delle discriminazioni imposti sulle persone con HIV.

La viremia soppressa non deve dunque essere l’obiettivo ultimo di chi si propone la fine dell’epidemia di HIV/AIDS, ma deve essere completata da un ulteriore passo in direzione di una buona qualità di vita. Questo passo viene descritto mediante un nuovo paradigma (“beyond viral suppression”), che amplia il paradigma del continuum dei servizi per la presa in cura delle persone con HIV, e viene simbolizzato dai ricercatori e attivisti che fanno capo all’EATG (European AIDS Treatment Group) mediante un QUARTO 90, un ulteriore 90% rappresentato dalle PERSONE CON VIREMIA SOPPRESSA E BUONA QUALITÀ DELLA VITA:

Immagine

Per i Paesi che sono già abbastanza vicini all’obiettivo 90-90-90 questo deve significare la consapevolezza che il controllo delle viremie non è sufficiente ad eliminare tutti i carichi connessi all’infezione da HIV, che vanno dalle malattie non trasmissibili alla depressione, all’ansia, allo stress economico, alla paura di trasmettere ad altri l’infezione, all’incertezza sulla possibilità di formarsi una famiglia, alla paura o alla diretta esperienza della discriminazione – tutti aspetti che troppo spesso impediscono di relegare l’infezione ai margini, ricordandosi di averla solo quando si assumono i farmaci e si fanno le analisi di controllo.
Le strategie messe in atto oggi da chi è più vicino al controllo dell’epidemia serviranno per fissare un precedente utile per tutti gli altri Paesi.

Per quanto riguarda le questioni strettamente mediche che peggiorano la qualità delle vita di chi mantiene la viremia soppressa grazie alla terapia antiretrovirale, si sa che l’aspetto che incide di più è la diagnosi tardiva, che fa sì che la terapia venga iniziata quando il sistema immunitario è già stato compromesso, rendendo le persone più vulnerabili a malattie sia HIV-, sia non HIV-correlate. L’eliminazione delle diagnosi tardive grazie alla sempre maggiore diffusione dei test e l’inizio quanto più possibile precoce della terapia sono ovviamente le strade proposte dai ricercatori europei per migliorare la qualità della vita delle persone con viremia irrilevabile.
Ma per chi ormai la diagnosi l’ha ricevuta, la terapia l’ha iniziata e la soppressione della viremia l’ha raggiunta eppure sperimenta o sperimenterà nei prossimi anni disturbi connessi all’infezione, è imperativo che i sistemi sanitari e la comunità globale si impegnino per essere realmente centrati sul controllo delle co-morbidità.

Arriva dunque oggi una chiamata all’azione da parte dell’EATG perché i governi europei, le organizzazioni internazionali, le associazioni dei pazienti si concentrino su una nuova agenda, volta a rispondere ai bisogni delle persone con HIV e così a consentire loro una vita più lunga, in buona salute, e una partecipazione più completa alla vita sociale ed economica dei loro Paesi.
Poiché la soppressione della viremia sta diventando sempre più la norma in Europa, l’approccio integrato proposto dall’EATG si propone di migliorare

    - la salute - sia fisica, sia psichica - contrastando l’aumentato rischio che le persone con HIV hanno di sviluppare altri problemi medici rispetto alle persone HIV negative;
    - le condizioni sociali - combattendo soprattutto lo stigma e la discriminazione e facendo in modo che le persone con HIV riescano ad avere e mantenere una casa e un lavoro.

L'EATG, pertanto, chiede ai governi e alle istituzioni dell’Unione Europea di sfruttare l’opportunità offerta dal venire a conclusione del Programma Europeo contro l’HIV/AIDS per aumentare il proprio impegno nella lotta sia contro la trasmissione dell’infezione da HIV, sia contro i suoi effetti sanitari e sociali

    1. rivedendo la ormai obsoleta Dichiarazione di Dublino in materia di partnership nella lotta contro HIV/AIDS del 2004, assicurandosi che chi la deve far valere adotti un approccio alla salute e all’inclusione sociale delle persone con HIV che duri tutta la vita;
    2. identificando e accordandosi su degli indicatori per monitorare e valutare le prestazioni dei Paesi nel migliorare le condizioni di salute e sociali delle persone con HIV;
    3. adottando nel 2017 dei programmi-quadro integrati nella UE su HIV/AIDS, epatite e tubercolosi, che estendano l’EU Action Plan su HIV/AIDS, che si conclude nel 2016.

Questo dovrebbe consentire di rinforzare i programmi di prevenzione, di ridurre le diagnosi tardive, di assicurare equità e universalità di accesso ai test e alle terapie, di contrastare le conseguenze sociali dell’infezione da HIV che nascono dallo stigma e dalla discriminazione.
Poiché è ormai un fatto acquisito che le persone con HIV vivono più a lungo, l’iniziativa #BeyondViralSuppression si propone dunque di premere sulle istituzioni e le organizzazioni europee perché si adoperino affinché, invecchiando, le persone con HIV possano rimanere in buona salute e condurre delle esistenze di successo, produttive e gratificanti.

Consapevoli che viviamo in un’epoca in cui le popolazioni invecchiano e i sistemi sanitari europei sono messi a dura prova, gli attivisti dell’EATG intendono anche promuovere la discussione su strategie che affrontino la prevenzione e la gestione delle co-morbilità in modo che sia efficace dal punto di vista dei costi e insieme sia centrato sui bisogni del paziente.

La campagna è partita (per il momento mi pare abbastanza in sordina) anche su Twitter e può essere seguita qui:



Non ho idea di come le associazioni italiane intendano aderire all'iniziativa dell'EATG e di come pensino di agire sul governo e le istituzioni sanitarie italiane, ma questa presentazione di Alessandra Cerioli alle Giornate di Nadir dello scorso settembre mi pare un punto di partenza: I NUOVI BISOGNI DELLE PERSONE CON HIV - Il punto di vista della comunità delle persone con HIV.








FONTI:


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sabato 10 dicembre 2016, 15:56 
Non connesso

Iscritto il: domenica 26 ottobre 2014, 15:42
Messaggi: 6049
Si sta svegliando qualcuno nelle associazioni o la cosa andrà a morire come sempre? Speriamo bene, si parla addirittura di PrEP. Credo abbia fatto più questo forum (in termini di farsi sentire dall'esterno) che non queste associazioni. Ma magari qualcosa di buono ne esce

_________________
CIAO GIOIE


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sabato 10 dicembre 2016, 16:06 
Non connesso

Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6318
Blast ha scritto:
Si sta svegliando qualcuno nelle associazioni o la cosa andrà a morire come sempre? Speriamo bene, si parla addirittura di PrEP. Credo abbia fatto più questo forum (in termini di farsi sentire dall'esterno) che non queste associazioni. Ma magari qualcosa di buono ne esce

Non so operativamente che cosa faranno, ma poche cose come la qualità della vita sono importanti in una situazione privilegiata come la nostra, in cui l'accesso ai farmaci - quanto meno sulla carta - è garantito a tutti e in cui la popolazione HIV+ sta invecchiando.
Soprattutto perché coinvolgono i diritti civili su cui loro si sono sempre battuti più che le altre associazioni, io credo che alla LILA siano molto interessati a queste tematiche, che sono uno dei veri grandi problemi da affrontare qui in Italia (insieme alla prevenzione, di cui nel forum per ovvie ragioni ci occupiamo poco).
Vedremo come si muoveranno, però intanto mi pareva interessante iniziare a parlarne da noi. So bene che per molti utenti ci sono problemi personali da affrontare più urgenti e l'approccio di questo thread è forse troppo astratto, ma almeno abbiamo messo delle basi e chi vuole può andarsi a leggere i molti documenti della bibliografia.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sabato 10 dicembre 2016, 18:46 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 24 ottobre 2016, 22:10
Messaggi: 393
Superinteressante. Sulle problematiche da" invecchiamento" della popolazione Hiv e di tutte le potenziali patologie ( non collegate Hiv dirett)che si possono presentare con frequenza più forte rispetto a chi è Hiv-, sapevo poco ..nulla.
L aspetto psicologico ( ansia depressione sporadica o continua) dovrebbe veramente essere un aspetto più approfondito , più curato soprattutto per gli effetti che ha poi sullo stato fisico che come leggo già sarà più statisticamente esposto ad altre patologie.
Nel mio piccolo infatti vedo ad esempio come a causa del ansia abbia super aumentato il numero di sigarette che fumo e spesso tralascio maggiormente rispetto a prima anche le buone regole del vivere sano ...


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: domenica 11 dicembre 2016, 7:22 
Non connesso

Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6318
Soletto80 ha scritto:
Nel mio piccolo infatti vedo ad esempio come a causa del ansia abbia super aumentato il numero di sigarette che fumo e spesso tralascio maggiormente rispetto a prima anche le buone regole del vivere sano ...

Mi sembra di ricordare che tu abbia ricevuto la diagnosi da poco. È normale essere in crisi e ci vuole tempo per ricostruire l'equilibrio, non è cosa che si possa fare in pochi giorni. Vedrai che, quando ti sentirai meglio, anche l'ansia diminuirà e ti verrà più facile ritornare a uno stile di vita più sano, diminuire le sigarette (magari anche smettere del tutto!), mangiare meglio. I farmaci fanno tantissimo nel tenere in scacco il virus, ma tu puoi fare altrettanto agendo sul tuo stile di vita. Con calma, senza aggiungere stress a stress e trasformarti in un talebano della buona alimentazione, ché adesso mi pare di stress tu ne abbia già troppo da gestire. Potresti portelo come obiettivo a medio termine, magari.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: domenica 11 dicembre 2016, 7:58 
Non connesso

Iscritto il: sabato 27 agosto 2016, 23:32
Messaggi: 799
Soletto80 ha scritto:
Superinteressante. Sulle problematiche da" invecchiamento" della popolazione Hiv e di tutte le potenziali patologie ( non collegate Hiv dirett)che si possono presentare con frequenza più forte rispetto a chi è Hiv-, sapevo poco ..nulla.
L aspetto psicologico ( ansia depressione sporadica o continua) dovrebbe veramente essere un aspetto più approfondito , più curato soprattutto per gli effetti che ha poi sullo stato fisico che come leggo già sarà più statisticamente esposto ad altre patologie.
Nel mio piccolo infatti vedo ad esempio come a causa del ansia abbia super aumentato il numero di sigarette che fumo e spesso tralascio maggiormente rispetto a prima anche le buone regole del vivere sano ...


No no.... non fumare....... :( lo sai che il mio infettivologo mi ha detto che in termini di morbidita' hiv e' meno dannoso di fumo e obesita'? Considera che HIV si tiene a bada con una pillola mentre per le cose di testa (cibo, alcohol , droghe e Fumo) la soluzione e' piu' complessa perche' ognuno deve cercare la propria.

Cmq in aiuto, ci sono farmaci molto efficaci per il fumo se proprio non riesci con i comuni cerotti etc....

Dai su, insieme a guardare la salita del cd4 lo facciamo uno sforzo per il vizio del fumo? Prometittelo e non farti deprimere da questo virus. Sei sanissimo in quanto i farmaci confinano il virus in uno sgabuzzino piccolo piccolo ..... pero' niente fumo dai ;)
In piu' .... vivi sano, fai attivita' fisica e mangia cibo salutare e il tuo sistema immunitario si rafforza (vale anche per S-) :)


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: domenica 11 dicembre 2016, 14:09 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 24 ottobre 2016, 22:10
Messaggi: 393
Be non ho problemi di obesità ... È' già qualcosa ;))) cercherò sicuramente di regolarmi non appena diciamo sarò in piena " lucidità "


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: martedì 31 gennaio 2017, 19:11 
Non connesso

Iscritto il: domenica 22 gennaio 2017, 11:32
Messaggi: 27
“mettere fine all’epidemia di AIDS quale minaccia alla salute pubblica entro il 2030”.
Io trovo questo prorposito alquanto inquietante.
Infatti non si parla di trovare una cura alla malattia ma di interrompere la trasmissione del virus nella società.

Ossia far emergere la identità di tutti i s+ e creare uno spartiacque tra chi è malato e chi ancora non lo è.Credo che l'unico modo per ottenere questo risultato è rendere obligatorio x legge dichiarare il proprio stato di s+ come ad esempio è già obligatorio in 26 stati usa e che è anche obligatorio segnalarlo sul prorpio profilo on line.Omettere di segnalare la propria s+ sul prorpio profilo on line è indice di malafede ossia esprime la volontà di contagiare.

Tempi bui si prospettano!


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: martedì 31 gennaio 2017, 19:27 
Non connesso

Iscritto il: lunedì 24 ottobre 2016, 22:10
Messaggi: 393
Ieri il mio dottore oltre a darmi ottime notizie viremia non rilevabile dopo 2 mesi terapia e cd4 da 446 a 780 e non mi sembra male mi ha detto quanto segue
Alle mie preoccupazioni sulla futura salute mi ha tranquillizzato dicendo della bassa tossicità di farmaci , che fumo e stile di vita negativa sono più rischiosi a livello di comorbidita rispetto hiv o a tossicità farmaci ... e anche su tumori o altre patologie che a leggere online sembra aumentino esponenzialmente a livello statitisco nei hiv+ .... mi ha espresso posizioni che vanno a smentire queste dichiarazioni.
Unica possibilità che mi resta da accertare è quindi di avere un medico con sindrome ottimistica acuta;(()


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: martedì 31 gennaio 2017, 21:03 
Non connesso

Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6318
Eden ha scritto:
“mettere fine all’epidemia di AIDS quale minaccia alla salute pubblica entro il 2030”.
Io trovo questo prorposito alquanto inquietante.
Infatti non si parla di trovare una cura alla malattia ma di interrompere la trasmissione del virus nella società.

Ossia far emergere la identità di tutti i s+ e creare uno spartiacque tra chi è malato e chi ancora non lo è.Credo che l'unico modo per ottenere questo risultato è rendere obligatorio x legge dichiarare il proprio stato di s+ come ad esempio è già obligatorio in 26 stati usa e che è anche obligatorio segnalarlo sul prorpio profilo on line.Omettere di segnalare la propria s+ sul prorpio profilo on line è indice di malafede ossia esprime la volontà di contagiare.

Tempi bui si prospettano!

Hai estrapolato una frase e così stravolto completamente il senso del mio post. Se hai bisogno di esprimere delle angosce, capisco che tu ti attacchi alle prime parole che leggi e le usi come un pretesto. Ma la lettura che dai dell'obiettivo dell'OMS di bloccare l'epidemia entro il 2030 è totalmente fantasiosa.


Top
 Profilo  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 18 messaggi ]  Vai alla pagina 1, 2  Prossimo

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010