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Autore Messaggio
MessaggioInviato: giovedì 10 agosto 2017, 3:22 
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Iscritto il: mercoledì 14 gennaio 2015, 18:50
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ho trovato proprio ora un articolo del wsj su un nuovo trial per la prep che partirà in gran bretagna e sponsorizzato da mylan, il produttore di farmaci generici. purtroppo non ho accesso all'articolo completo.

https://www.wsj.com/articles/mylan-to-p ... 1501783891

sembrerebbe una prima sconfitta di gilead che si era opposta alla diffusione di un farmaco generico per le prep.


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MessaggioInviato: giovedì 31 agosto 2017, 6:50 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
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Datex ha scritto:
ho trovato proprio ora un articolo del wsj su un nuovo trial per la prep che partirà in gran bretagna e sponsorizzato da mylan, il produttore di farmaci generici. purtroppo non ho accesso all'articolo completo.

https://www.wsj.com/articles/mylan-to-p ... 1501783891

sembrerebbe una prima sconfitta di gilead che si era opposta alla diffusione di un farmaco generico per le prep.

Gilead rischia di dover affrontare una causa per violazione delle leggi antitrust: 4 attivisti americani che fanno capo a ACT UP/New York e TAG (James Krellenstein, Peter Staley, Tim Horn e Jeremiah Johnson) l'hanno denunciata per essersi accordata con i produttori del TDF generico, pagandoli in cambio di un ritardo della messa sul mercato del farmaco.

Più dettagli nell'articolo su STAT - AIDS activists urge N.Y. attorney general to probe Gilead for antitrust violations e una sintesi su POZ - AIDS Activists Call for Inquiry Into Possible Truvada Antitrust Violations.


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MessaggioInviato: giovedì 7 settembre 2017, 15:18 
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Una sconfitta per Gilead in Francia: GÉNÉRIQUEURS 1 – GILEAD 0: Gilead voulait bloquer l’arrivée du générique du Truvada en France…. et vient de perdre devant la justice.

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MessaggioInviato: mercoledì 18 ottobre 2017, 18:59 
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avete letto questa notizia?

http://www.gay.it/gay-life/news/la-prep ... osta-un-po

http://www.prepinfo.it/prep-in-farmacia/


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MessaggioInviato: lunedì 20 novembre 2017, 7:05 
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UN PrEP POINT A BARCELLONA

Dalla settimana scorsa, Barcellona è la prima città europea ad avere un PrEP Point - un centro comunitario dedicato alla PrEP, che in Spagna, proprio come in Italia, non è ancora stata approvata, nonostante le Linee Guida nazionali la riconoscano come strumento efficace di prevenzione.
Il centro è stato aperto da una associazione locale, il BCN CheckPoint, per portarsi avanti con il lavoro di informazioni alla comunità, fare un piccolo studio di fattibilità su un centinaio di persone e anche, appena possibile, per iniziare a distribuire la PrEP, anche prima che arrivi un'approvazione formale, seguendo le persone che la prendono con analisi, counseling e assistenza medica.
Mentre il Ministero della Salute calcola che della PrEP potrebbero beneficiare 10.000 persone, secondo gli organizzatori del PrEP Point la stima è esagerata e ritengono che già con 1.700 persone in PrEP si potrebbe mirare a un crollo del 90% delle infezioni in un paio d'anni.


    No nos podíamos quedar de brazos cruzados mientras las autoridades sanitarias de nuestro país siguen retrasando incomprensiblemente la aprobación de la PrEP.

Proprio così. Bravissimi!

Maggiori dettagli qui:

- Inauguran el primer centro europeo sobre PrEP para prevenir VIH
- Abre en Barcelona el primer centro europeo especializado en la pastilla preventiva del VIH
- The first European community center dedicated to the HIV/AIDS prevention pill opens in Barcelona


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MessaggioInviato: giovedì 24 maggio 2018, 10:32 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2007, 0:07
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Chi segue la nostra pagina Facebook (che annuncia su quel social i contenuti chiave del forum), avrà letto stamattina un lancio sulla PrEP in occasione di ICAR2018.

Ecco, agli amici delle associazioni ricordo pure io, come abbiamo fatto su FB, che forse sarebbe stato il caso di MUOVERE IL CULO prima.
Giusto per capirci: i “flash mob” copiati dalle iniziative straniere, concordati con i gestori del congresso e preannunciati coi comunicati stampa (la classica rivoluzione fatta col permesso dei carabinieri) e le ferme prese di posizione dell’ultima giornata di congresso (di solito dedicata agli eventi meno interessanti, perché i congressisti stanno già con le valigie in mano) sono prese in giro buone solo per i boccaloni.

La verità è che l'approvazione della PrEP negli Stati Uniti è del 2012 e il "Manifesto della prevenzione HIV: vogliamo la PrEP adesso!" italiano è del 2015... e l’indicazione del Truvada per la PrEP è del luglio 2017.
Cosa si è fatto dal 2012, cosa s’è fatto dal 2015? cosa s’è fatto nell’ultimo anno?
Altro che “chiedono con forza l’implementazione della PrEP in Italia”, la PrEP non cade dal cielo, bisogna rompere il cazzo agli assessori regionali, spiegare a uno a uno che -fino a che non sarà "mutuabile"- la PrEP è a costo zero perché il farmaco se lo pagano le persone, che serve solo definire il percorso per ottenere le prescrizioni, che funziona, evita nuove infezioni da HIV e non aumenta quelle da altre MTS

I dati sulla PrEP mostrano che riduce significativamente le nuove infezioni da HIV: ogni ritardo sono infezioni evitabili non evitate, non un buon risultato per la HIV community italiana.

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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2018, 5:51 
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Iscritto il: martedì 7 luglio 2009, 10:48
Messaggi: 6396
uffa2 ha scritto:
Ecco, agli amici delle associazioni ricordo pure io, come abbiamo fatto su FB, che forse sarebbe stato il caso di MUOVERE IL CULO prima.

Ieri quando ho letto il tuo post ho pensato che negli ultimi tempi devo essermi proprio rammollita se nel post su Facebook avevo solo sommessamente ricordato quello che tu hai sottolineato in modo molto più esplicito; che avevi ragione tu e che le associazioni hanno cominciato a muoversi sulla PrEP con un ritardo assurdo - incomprensibile solo se dimentichiamo quanti, fra gli attivisti, all'inizio vedevano il Truvada come Satana in persona e come un fallimento delle buone, sagge regole del safer sex. E che anche quando hanno capito che il Truvada funziona e che la PrEP abbatte i contagi hanno dovuto muoversi in un acquario in cui molti medici erano contrari e nessun politico era disposto a spendere soldi.
Quindi è giusto che tu ricordi alle associazioni che se in Italia ancora il Truvada non è passato dal Servizio Sanitario loro non sono innocenti e condividono la responsabilità con medici e politici.
Però vorrei ricordare due cose: la prima è che ancora l'anno scorso a ICAR stavano a discutere se fare o meno studi di fattibilità (e già questo la dice lunga sul provincialismo in cui annaspiamo in Italia), mentre almeno quest'anno siamo passati a una sorta di cacerolada di regime.
La seconda è che non è giusto fare di tutte le associazioni un fascio, perché PLUS, pur scontando la sua dimensione locale a fronte di associazioni con sedi in tutt'Italia, si è invece mossa a favore della PrEP quasi fin dall'inizio - o almeno dal 2014-15 quando è nata - senza grandi mezzi, ma ottenendo infine di portare le altre associazioni dalla parte giusta della barricata. Quindi le responsabilità fra attivisti e associazioni non sono da ripartire allo stesso modo.

Detto questo, che dobbiamo stare ancora qui a discutere se PrEP sì o no è una cosa che offende le nostre intelligenze, il nostro senso di giustizia e, ultimo ma evidentemente non ultimo, il nostro aggancio con la realtà.
Quindi me ne torno nel mio PrEPsilenzio, perché della prevenzione farmacologica scrivo da quando il mondo civile ha iniziato a parlarne, dal 2009-10, il mio aggancio con la realtà desidero mantenerlo saldo e di precipitare di nuovo nel mondo alla rovescia di negazionisti ignoranti e moralisti sulla pelle degli altri in questo momento non ne ho proprio la forza.


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MessaggioInviato: venerdì 25 maggio 2018, 9:25 
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Il lavoro di Plus è stato veramente meritorio. Il panorama però è demoralizzante.
Qui, ovunque ti giri, c’è gente con un ritardo nella percezione della realtà che fa venir da piangere, roba da scuole differenziali.
Hai presente il ritardo nel riconoscere che i pazienti vanno messi in cura alla diagnosi? Non ne sono ancora tutti convinti.
Poi c’è il ritardo sulla PrEP, legato all’eredità storica dei primi vent’anni dell’infezione, ma anche a pregiudizi moralisteggianti che fanno venir voglia di menar badilate…
Sono stupefatto che su #iugualei non sia saltato fuori qualche coglione a chiedere nuovi studi clinici, e che ci sia voluto così poco tempo per leggere qualche posizione di saggezza anche in Italia…

Vedo in questi mesi qualche segno di resipiscenza, per esempio proprio con le campagne di LILA su #iugualei, poi però, quando assisto alle sceneggiate ai congressi mi ricadono le braccia, e penso che stanno lì a perdere tempo, anziché prendere i loro amichetti “scienziati” e usarli come teste d’ariete per un’azione sistematica sugli assessori regionali alla sanità, uno per uno, partendo dagli amici, per poi passare ai vigliacchetti e infine ai nemici, isolandoli, sfinendoli e costringendoli a fare il loro lavoro… che vuoi, sono un insoddisfatto cronico…

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MessaggioInviato: giovedì 26 luglio 2018, 5:45 
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MONOPOLIO DEL TRUVADA: FESTA FINITA PER GILEAD

La Corte di Giustizia Europea ieri ha emesso la sua sentenza: L'ESTENSIONE DEL BREVETTO GARANTITA A GILEAD PER IL TRUVADA IN MOLTI PAESI EUROPEI È ORA ILLEGALE.
Autorità sanitarie italiane, non avete più scuse.






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MessaggioInviato: martedì 4 settembre 2018, 14:08 
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Iscritto il: lunedì 26 novembre 2007, 0:07
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Ne abbiamo parlato alla noia ma, per quanto annoiati, non smetteremo di parlarne: laddove la PrEP è stata scelta con decisione come strumento di prevenzione i nuovi contagi sono crollati inesorabilmente.

Abbiamo già visto i risultati di Londra on più e più post, con quel fantascientifico -40% per due anni di fila, ora arrivano i dati nazionali e pure lì lo spettacolo è -per noi italiani- imbarazzante: -28% tra il 2015 e il 2017, -31% nella popolazione MSM.

Guardate quella curva e guardate come, esattamente venti anni dopo l’introduzione della HAART, la forza dei nostri farmaci abbia prodotto lo stesso effetto: arriva la nuova strategia terapeutica e immediatamente la curva si spezza e inizia a scendere…

Non è un caso, e a dirla tutta non è solo merito della PrEP: bisogna decidere di pigiare l’acceleratore, di fare il test a cani e porci appena ce n’è l’occasione (The substantial decline is attributed to an increase in HIV testing, especially gay and bi male repeat testers…), di mettere tutti in terapia appena si può, di non dare spazio al virus (…as well as improvements in the uptake of antiretroviral medication…), di non desistere fino a ottenere il 98% di diagnosticati in trattamento e il 97% di “undetectable=untrasmittable”, il 97%, cazzo.

Oltre un anno fa vi ho proposto un grafico senza alcuna pretesa di scientificità, un “cosa potrebbe succedere se in Italia facessimo come in UK”, ve lo ripropongo, per mostrarvi ancora una volta quante nuove infezioni evitabili NON abbiamo evitato per colpa di società scientifiche pigre, di politici ignoranti, di associazioni inutili.
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Mentre in giro per il mondo ci si dà da fare, qui da noi invece stiamo ancora a proporre gli “studi di fattibilità”, come Dora mi ha tristemente ricordato quando le ho girato questi dati.
Gli studi di fattibilità… Dio li perdoni tutti...


https://twitter.com/HIVPreventionEn/sta ... 6872723456
https://assets.publishing.service.gov.u ... _hiv17.pdf

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