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MessaggioInviato: sabato 12 agosto 2017, 15:01 
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Per lungo tempo i social network sono stati praterie rigogliose dove i peracottari hanno avuto gioco facile, coltivando – in particolare per quel che ci riguarda - la malapianta della disinformazione scientifica, di negazionismi, delle terapie “alternative” e altre porcate.
Da qualche tempo sembra che la parte più attenta della comunità scientifica si stia accorgendo di questo, e inizi a impegnarsi in prima persona per confrontarsi con chi ha altri orizzonti e quindi a volte è “giustificato” nei propri errori…
Un nostro amico di lunga data, il professor Guido Silvestri (professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University di Atlanta, Georgia – USA), ha recentemente aperto una pagina su Facebook (https://www.facebook.com/guidosilvestriMD/) che condivide oggi con un collega e amico, professor Andrea Cossarizza della Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Il professor Silvestri ha chiesto alla nostra Dora un breve contributo sui negazionismi, un tema sul quale come sapete qui si è lavorato tanto. Il contributo di Dora è apparso quest’oggi e voglio condividerlo qui con voi, a favore dei tre che non hanno un account Facebook.

Prima di lasciarvi alla lettura, credo sia doveroso dire che questo articolo è "solo" un'altra tappa di un lavoro che dura tempo e che continuerà, i commenti in questo thread i suggerimenti e i contributi saranno sicuremente apprezzati da tutti.

NEGAZIONISTI E ANTIVACCINISTI: UNA FATALE ATTRAZIONE

[di "Dora" di HIV Forum]

    Pubblichiamo con grande piacere lo splendido OP-ED di Dora, la leggendaria moderatrice di HIVForum, il sito web che da anni e' un riferimento per decine di migliaia di persone italiane che vivono con HIV.
    Due rapidi commenti editoriali.
    1, Il pezzo e' LUNGO, ma davvero BELLISSIMO. Non vi spaventate, questa pagina e' letta da persone intelligenti, arrivate fino in fondo, ne vale la pena!
    2. L'articolo e' in prospettiva STORICA. Ma e' di ieri la notizia che al summit anti-vaxx di Roma era presente il medico negazionista Fabio Franchi, autore del pessimo libro "AIDS la grande truffa". E' veramente una fatale attrazione!
    di Dora [HIV Forum], Milano 12 agosto 2017

Vorrei iniziare con una distinzione, che forse permetterà di avere più chiara la differenza fra il contrasto che in rete è stato attuato contro i negazionisti dell’HIV/AIDS nel mondo occidentale e quello che è in corso oggi contro gli antivaccinisti.
Se osserviamo questi fenomeni come dei movimenti sociali, notiamo delle forti affinità. Vediamo, infatti, che per entrambi è possibile individuare una sorta di stratificazione a piramide, all’interno della quale molti aspetti si corrispondono.

1. In cima abbiamo i *TEORICI*.
Nel caso dei negazionisti, sono Peter Duesberg e il piccolo gruppo di persone con una infarinatura scientifica, benché ignoranti di immunologia, di virologia e di epidemiologia, che gli si sono coagulate attorno - con una distinzione ideologica fra chi segue la teoria pseudoscientifica di Duesberg, secondo cui HIV esiste, ma è un retrovirus passeggero e innocuo, incapace di causare la sindrome da immunodeficienza acquisita, che è invece da attribuire a uno stile di vita vizioso e promiscuo, all’uso di droghe, a scarsa igiene o ai farmaci antiretrovirali stessi (origine chimica dell’AIDS contro origine virale), e il minoritario Gruppo di Perth, secondo il quale HIV non è mai stato isolato e, molto semplicemente, non esiste.

Nel caso degli antivaccinisti, il cui movimento ha una storia secolare che risale agli albori delle vaccinazioni, ma che ha trovato nuova ispirazione e forza nell’ultima ventina d’anni, possiamo vedere come alla sommità dei *teorici* si sia installato Andrew Wakefield, circondato da un gruppo di devoti molto attivo nella promozione delle sue idee.

Al vertice delle due piramidi si può attribuire la definizione di *hero scientists* proposta da Nicoli Nattrass nel suo studio sui negazionisti dell’HIV/AIDS: nella narrativa negazionista e antivaccinista, sono descritti come scienziati coraggiosi, integri, disinteressati e anticonformisti, novelli Galileo che sfidano la scienza ortodossa, dogmatica e corrotta - rappresentata come una sorta di Santa Inquisizione - e le cui idee trionferanno al termine di una gloriosa battaglia. Questi *teorici* sono coloro che danno al movimento credibilità scientifica, legittimità intellettuale e proiezione verso un mitico (e forse addirittura mistico) futuro. Potremmo anche vederli come le divinità del culto.

2. Subito sotto il vertice, c’è uno strato di persone che si occupano a vario titolo dell’organizzazione e del finanziamento della propaganda – i teologi, gli esegeti e i sacerdoti, per certi versi: possono essere medici o scienziati, che per le più diverse ragioni (fallimento del processo di formazione accademica, difficoltà a trovare una collocazione nella scienza mainstream, desiderio di guadagno o di visibilità …) hanno tralignato e vanno a costituire la prima linea del fronte, lasciando ai *teorici* la possibilità di restare nelle retrovie, a ricoprire il ruolo di padri nobili, maestri e ispiratori; oppure giornalisti, pubblicisti, scrittori o registi, che incarnano la figura che Nattrass chiama dei *praise singers* e che veicolano il messaggio dei *teorici*, traducendolo in linguaggio comprensibile a un pubblico di non specialisti e costruendo materialmente la narrazione.

Fra i *PROPAGANDISTI*, un posto a sé occupano quelli che Nattrass chiama i *cultropreneurs*: sono persone che hanno interesse a proporre cure “alternative”, che pescano nei sentimenti di sofferenza dei malati e dei loro cari, nella frustrazione sociale e intellettuale e nella paranoia complottistica, che sono presenti a livelli altissimi fra chi si lascia tentare dalle teorie pseudoscientifiche, al fine di vendere qualcosa. Per un Matthias Rath, che vendeva vitamine ai malati di AIDS in Sud Africa ai tempi del governo di Thabo Mbeki, quando il negazionismo assurse a ideologia di Stato, o per un Marco Ruggiero, che per “curare” l’infezione da HIV cercava di vendere il suo yoghurt al GcMAF, abbiamo oggi i venditori di preparati omeopatici, di integratori, e di vere e proprie pericolosissime cure truffaldine, che si rivolgono ai genitori convinti che i loro bambini siano diventati autistici a causa delle vaccinazioni e debbano essere “purificati” dai parassiti intestinali che causerebbero i sintomi dell’autismo mediante clisteri di candeggina - o variazioni sul tema.

Il caso di Ruggiero è particolarmente interessante, poiché si colloca all’intersezione di differenti tipologie di ciarlatano: è nato come medico e scienziato, quindi potrebbe aspirare a sedere nell’Olimpo dei *teorici*, sia pur di secondo piano; pubblica decine di articoli pseudoscientifici su riviste-spazzatura, quindi può essere annoverato fra i piazzisti dell’ideologia; ma vende anche diversi prodotti di sua invenzione, quindi è senz’altro un *cultropreneur*. Inoltre, se all’inizio ha rivolto le sue attenzioni alle persone con HIV, oggi vende le sue pozioni magiche anche per “curare” l’autismo, oltre al cancro, alla fatica cronica, all’inesistente malattia di Lyme cronica e a decine di altre patologie.

Tutti questi personaggi, molti dei cui nomi ricorrono se si studiano i due diversi movimenti, sono vittime - oppure abili sfruttatori - del fenomeno del “crank magnetism”: la “fatale attrazione”, la disponibilità da parte di molti esseri umani, una volta ceduto sul fronte della razionalità e dato credito a una teoria complottistica e/o pseudoscientifica, a dar credito ad altre, sempre più fantasiose, sempre più assurde, sempre meno basate su fatti ed evidenze consolidate.

I negazionisti hanno costituito una associazione, Rethinking AIDS, che ha lavorato per ristabilire l’onore perduto di Duesberg e l’ha fatto finanziando – prevalentemente grazie a un venture capitalist chiamato Robert Leppo - iniziative che permettessero la circolazione delle idee dello scienziato: articoli divulgativi su giornali e riviste ad ampia diffusione; libri e documentari fatti conoscere attraverso incontri off line e siti internet; articoli “scientifici” pubblicati su riviste che fino a qualche anno fa garantivano un’almeno apparente revisione paritaria, mentre più di recente sono tutte di tipo predatorio, a dimostrazione del carattere di simulacro della scienza che la pseudoscienza tende ad assumere; cause in tribunale, in cui avvocati fedeli all’associazione avevano il mandato di difendere persone accusate di aver trasmesso l’infezione ad altre usando la disastrosa strategia dell’inesistenza di HIV e/o della sua intrasmissibilità per via sessuale, oppure di intentare cause per diffamazione contro attivisti e scienziati che si opponevano ai negazionisti (l’obiettivo ultimo – fallito - sarebbe stato di portare Robert Gallo a difendersi davanti a un tribunale e lì trionfalmente smascherare l’impostura della “truffa dell’AIDS”).

Lo stesso tipo di strategia propagandistica, solo potenziata dal fatto che il movimento antivaxx è numericamente molto più esteso rispetto a quello dei negazionisti dell’HIV/AIDS, lo troviamo fra gli antivaccinisti. I loro libri sono su Amazon, i film a tema come Vaxxed stanno facendo tour promozionali in tutto il mondo e hanno trovato accesso perfino presso istituzioni come il Senato italiano o il Parlamento europeo, preceduti da pagine Facebook attraverso cui raccogliere consenso e organizzare gli eventi, e accompagnati da camper e attivisti che girano di città in città. Gli articoli travestiti da paper scientifici trovano ospitalità su riviste travestite da journal scientifici. Instancabili propagandisti organizzano innumerevoli incontri in sedi private e manifestazioni pubbliche. Decine e centinaia di siti rimpallano la vulgata antivaccinista da un capo all’altro della rete attraverso l’uso di meme che vengono da molto lontano e ricordano da molto vicino quelli negazionisti: “non sono contro i vaccini, sono per vaccini sicuri”, “i vaccini sono innaturali, ci si può immunizzare giocando per terra”, “i vaccini dovrebbero essere sicuri al 100%”, “i vaccini sono impuri, contengono nanocose”, “le malattie infettive stavano scomparendo ben prima dell’introduzione dei vaccini”, e così via.
Avvocati, pagati da associazioni organiche al movimento o fiancheggiatrici, agiscono in tribunale contro le istituzioni sanitarie, accusandole di aver causato l’autismo a bambini vaccinati o di procurato allarme per aver sostenuto che è in atto un’epidemia di morbillo, oppure minacciano cause contro mamme autistiche di bambini autistici, che sono in prima linea nel contrasto agli antivaccinisti e agli spacciatori di cure alternative e illegali (per il caso Fiona O’Leary, cfr. bibliografia). La libertà di critica, secondo negazionisti e antivaxx, è a senso unico: vale solo ed esclusivamente per loro.

Rispetto a come si muoveva la propaganda negazionista occidentale fra gli anni ’90 del secolo scorso e la metà degli anni ’10 di questo, quella che vediamo oggi diffusa dal movimento antivaxx beneficia di un accesso ormai universale alla rete, con la riproposizione martellante di pochi meme e con diversi studi che confermano che bastano pochi minuti di permanenza in siti antivaxx perché molte persone che hanno perso memoria delle epidemie e hanno scarsa propensione a capire la statistica si formino la convinzione che i vaccini sono più pericolosi delle infezioni che devono combattere. Ma le strategie retoriche adottate sono davvero molto simili.

Dell’esplosione della rete ha beneficiato anche il negazionismo dell’HIV/AIDS nella sua conquista di una nuova frontiera, quella della Federazione Russa. Se nel mondo occidentale possiamo quasi cantar vittoria, perché dei negazionisti restano ormai soltanto i (pur pericolosi) cascami, in Russia le cose vanno in tutt’altro modo: dall’incontro fra esponenti di Rethinking AIDS ed esponenti locali si è creato un movimento, che si appoggia ad associazioni nazionaliste e religiose e che usa una piattaforma social simile a Facebook per diffondere la propria ideologia e contattare persone in situazioni di particolare fragilità, come le donne incinte e le giovani madri, sfruttando politiche sanitarie che definire incoerenti è un gentile eufemismo, lo stigma mostruoso che ancora grava su fasce di popolazione quali i tossicodipendenti, gli omosessuali e le stesse persone con HIV e la capillare influenza ideologica e sociale della Chiesa Ortodossa. La Russia è oggi il Paese al mondo in cui maggiore è l’incidenza di NUOVE INFEZIONI e il negazionismo dell’HIV/AIDS è il catalizzatore della generalizzazione dell’epidemia, ciò che ha permesso a un’infezione che per molti anni è rimasta confinata a gruppi di tossicodipendenti di trasformarsi in un’epidemia dilagante in ogni settore della società, bambini compresi.

3. Veniamo alla base della piramide, quella formata dai *FRUITORI* delle teorie pseudoscientifiche negazioniste e antivacciniste, le persone comuni che sono l’obiettivo della propaganda, che sovente se ne fanno a loro volta inconsapevoli portavoce e che in qualche modo si potrebbero considerare i devoti del culto. Nel caso dei negazionisti, i *fruitori* si sono divisi sostanzialmente in due gruppi, che nel dare credito alla propaganda sono spinti da motivazioni assai diverse.
Anzitutto, vittime della pseudoscienza negazionista sono le persone che hanno ricevuto una diagnosi di infezione da HIV. Costoro si trovano a misurarsi con la paura della malattia e lo stigma sociale che l’accompagna e tendono a dar credito ai negazionisti perché viene loro offerta una via di fuga da una realtà percepita difficile da affrontare e che talvolta sembra loro non corrispondere alla narrativa dominante nella società, in cui viene veicolata una visione ipersemplificata dell’infezione da HIV e dei trattamenti con cui la si può controllare. Se la loro esperienza della malattia è diversa da quanto la narrativa dice, ad esempio se hanno avuto rapporti per anni con il proprio partner o hanno avuto un figlio senza trasmettere loro l’infezione, se non hanno sperimentato un deterioramento del proprio sistema immunitario nei tempi canonici della vulgata, se non si sentono malate, se faticano a tollerare gli effetti collaterali dei farmaci e in compenso subiscono discriminazioni in famiglia, al lavoro o nella società … tutte queste possono essere motivazioni non irrazionali per aderire alla visione alternativa proposta dai negazionisti. Fra loro possono sorgere quelle che Nattrass chiama le *living icons*, quelle persone con infezione da HIV e che, vive e apparentemente in salute senza prendere farmaci a diversi anni dalla diagnosi, vengono usate dai negazionisti come prove viventi della falsità della teoria scientifica dell’AIDS. Le icone viventi oggi sono tutte morte e questo è uno degli elementi che, insieme alla innegabile efficacia della terapia antiretrovirale, con più forza hanno contribuito alla disfatta del movimento negazionista occidentale.

Molto diverso è il caso di chi non ha l’infezione e decide di aderire alla visione negazionista in base a motivazioni intellettuali: sfiducia generale nella scienza; convinzione che la medicina sia irrimediabilmente corrotta e che medici e scienziati siano tutti o incompetenti o pagati dall’industria farmaceutica; incapacità di comprendere il linguaggio scientifico anche quando questo viene semplificato dai divulgatori; impossibilità di riconoscere gli strumenti retorici tipicamente utilizzati nelle pseudoscienze (dalle fallacie logiche come il cherry picking e i vari bias di omissione, di conferma etc., che portano a scegliere solo le ipotesi e affermazioni che non contrastano con la propria teoria preferita, alla falsa equivalenza fra teorie basate sulle evidenze e condivise dalla schiacciante maggioranza della comunità scientifica e teorie pseudoscientifiche mai validate empiricamente, alla distorsione delle argomentazioni degli scienziati attraverso citazioni avulse dal contesto, all’appello alla fede nel Verbo dello scienziato-dio, alle accuse agli interlocutori di violare la libertà di cura, di attuare una censura di opinioni legittime o di essere corrotti e parte del complotto globale); adesione a ideologie di tipo new age o post-moderniste, per cui la natura è tutta buona e bella, la chimica è più cattiva del demonio, i fatti non esistono, non esiste demarcazione fra vero e falso, fra scienza e stregoneria, ma ogni affermazione può essere considerata vera in base al contesto e pertanto viviamo in un’interminabile notte in cui tutte le vacche sono nere.

Qui, nel più vasto dominio delle PSEUDOSCIENZE, si osserva l’incontro fatale fra i fruitori del negazionismo e quelli dell’antivaccinismo, incarnati sovente nella stessa persona.

La maggiore differenza fra chi fino a pochi anni fa combatteva in rete i negazionisti dell’HIV/AIDS e chi oggi si occupa di contrastare i negazionisti dei vaccini risiede, a mio parere, nel fatto che i primi affrontavano per lo più i teorici negazionisti, soprattutto quelli di secondo livello, mentre chi oggi combatte in rete gli antivaxx affronta prevalentemente torme infuriate di “mamme informate”. Mentre i teorici negazionisti, per quanto agguerriti e abili nello spamming, erano pochi e usavano poche tattiche consolidate e immediatamente riconoscibili (soprattutto quella di non rispondere alle contestazioni e di far slittare continuamente la discussione verso nuove ipotesi e nuovi obiettivi, finché poi facevano surrettiziamente ricomparire ipotesi vecchie già confutate), le “mamme informate” ripetono ossessivamente sempre i medesimi slogan, chiudendo ogni possibilità di critica e facendo scadere immediatamente la discussione in insulti, offese e minacce, con totale frustrazione in chi prova a farle ragionare.



***

Per chi fosse interessato alle fonti di questo post, ci sono innumerevoli articoli, post e qualche bellissimo libro da segnalare e sono pronta a fornire elenchi dettagliati. Per il momento, per lo studio dei negazionisti dell’HIV/AIDS, ricordo due libri:
- Seth Kalichman, DENYING AIDS, New York 2009,
- Nicoli Nattrass, THE AIDS CONSPIRACY – SCIENCE FIGHTS BACK, New York 2012.
Nel sito AIDSTRUTH.ORG, inoltre, John Moore ha coordinato l’azione di alcuni medici, scienziati e attivisti, che hanno raccolto informazioni sui negazionisti e sulle loro attività e critiche dettagliate ai molti miti del negazionismo dell’HIV/AIDS.
Sul recente incontro fra il negazionismo occidentale e la Russia non esistono studi complessivi, anzi esiste ben poco, che sia in inglese o in russo. Quindi mi scuso per l’ineleganza, ma devo rimandare alla serie di post che ho scritto nell’HIVforum con il titolo “RUSSIA – DOVE EPIDEMIA DI HIV/AIDS E NEGAZIONISMI DILAGANO (viewtopic.php?f=12&t=6024).
Per il movimento contro i vaccini, data l’enorme quantità di fonti, ricordo solo qualche articolo fra quelli che meglio hanno descritto le attività antivaxx online:
- Zimmerman et al., VACCINE CRITICISM ON THE WORLD WIDE WEB, J Med Internet Res, 2005 Apr-Jun; 7(2): e17,
- Kata A., ANTI-VACCINE ACTIVISTS, WEB 2.0, AND THE POSTMODERN PARADIGM--AN OVERVIEW OF TACTICS AND TROPES USED ONLINE BY THE ANTI-VACCINATION MOVEMENT, Vaccine, 2012 May 28;30(25):3778-89,
- Callender D., VACCINE HESITANCY: MORE THAN A MOVEMENT, Hum Vaccine Immunother, 2016 Sep; 12(9): 2464–2468,
- e soprattutto questo articolo di Tara Smith, appena pubblicato nell’Open Forum Infectious Diseases, che ritengo valga la pena di essere letto anche perché l’autrice, oltre ad essere docente di epidemiologia alla Kent State University, nel suo blog Aetiology sui ScienceBlogs è stata negli anni passati una delle protagoniste del contrasto in rete dei negazionisti dell’HIV/AIDS: VACCINE REJECTION AND HESITANCY: A REVIEW AND CALL TO ACTION.
- Sulla bizzarra concezione della libertà degli antivaxx e il caso Fiona O’Leary, devo rimandare a STREGONI E CIARLATANI – O DELLA LIBERTÀ A SENSO UNICO, viewtopic.php?f=12&t=5456.

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MessaggioInviato: lunedì 14 agosto 2017, 20:55 
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MA VE LO RICORDATE QUANDO I COMPLOTTISTI CONTRO BIG PHARMA SBRAITAVANO CONTRO I FARMACI CHE CI UCCIDONO 11!111

E CONTRO LE DITTE FARMACEUTICHE CHE TENEVANO NASCOSTI NEL CASSETTO I VACCINI PER HIH, PER POTER CONTINUARE A FARE BUSINESS CON I FARMACI COSTOSISSIMI E OVVIAMENTE MORTALI?


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MessaggioInviato: lunedì 14 agosto 2017, 21:12 
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Curioso ha scritto:
MA VE LO RICORDATE QUANDO I COMPLOTTISTI CONTRO BIG PHARMA SBRAITAVANO CONTRO I FARMACI CHE CI UCCIDONO 11!111

E CONTRO LE DITTE FARMACEUTICHE CHE TENEVANO NASCOSTI NEL CASSETTO I VACCINI PER HIH, PER POTER CONTINUARE A FARE BUSINESS CON I FARMACI COSTOSISSIMI E OVVIAMENTE MORTALI?

Non c'è bisogno di ricordare: lo fanno ancora oggi tutti i giorni.


Ne approfitto per annunciare che prossimamente la nuova serie *Una fatale attrazione* - di cui il post che apre il thread è l'episodio pilota - si arricchirà di nuove, appassionanti puntate.



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MessaggioInviato: giovedì 17 agosto 2017, 12:39 
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#UnaFataleAttrazione, 1: Marco Ruggiero

Dell'ex medico ed ex professore negazionista dell'Università di Firenze Marco Ruggiero ho scritto così tanto in questi anni che ormai ne conosciamo tutti vita, viaggi e miracoli. Ma da quando è stato inserito in una lista di medici americani negazionisti dei vaccini da parte di negazionisti dei vaccini stessi, Ruggiero si è conquistato il diritto a comparire per primo fra i medici italiani che hanno scelto di completare la loro trasformazione in stregoni, passando da negazionisti dell'HIV/AIDS ad antivaccinisti.
Questo onore gli spetta, però, soprattutto perché è davvero un ciarlatano a tutto tondo, la cui promozione della ciarlataneria spazia dal negazionismo dell'AIDS a quello dei vaccini e si estende a teorie patogenetiche del cancro e dell'autismo da tempo confutate, per approdare a una fantasia su come rendere immortali gli esseri umani.

Inoltre, gli si deve riconoscere una certa creatività, in quanto è capace di ricoprire ruoli assai diversi: è un teorico, poiché pubblica articoli spazzatura su riviste spazzatura, grazie a cui contribuisce a creare quel simulacro della scienza che è la pseudoscienza; è un piazzista dell'ideologia pseudoscientifica poiché, attraverso webinar, interviste, partecipazioni a congressi farlocchi, non soltanto promuove sé stesso accreditando l'immagine di scienziato enciclopedico, anticonformista e coraggioso, capace di lottare contro il potere corrotto della medicina ufficiale, ma contribuisce alla diffusione delle idee pseudoscientifiche che lui e altri come lui hanno creato; ed è un imprenditore, poiché produce intrugli di sua invenzione e li vende come terapie alternative (o come si usa dire oggi integrate) alle terapie della medicina scientifica, quella basata sulle prove, per curare a carissimo prezzo malattie vere o inventate.

Dal momento che molto già abbiamo parlato dei prodotti da lui creati e venduti, oggi vorrei descrivere Ruggiero nel suo ruolo di teorico - un ruolo che si è consolidato attraverso la collaborazione sull'uso del GcMAF con i bambini autistici con Jeff Bradstreet (sì, il ciarlatano che torturava bambini con chelazione, camera iperbarica ed esorcismi), e quindi attraverso la pubblicazione di diversi articoli sull'autismo, che abbiamo già più volte visto in passato, e la partecipazione per più anni di seguito ad AutismOne, una specie di sabba annuale dell'antivaccinismo. Non dimentichiamo, poi, che Ruggiero è coautore di Healing the Symptoms known as Autism, l'abietto libro di Kerri Rivera, che altri non è che uno dei criminali della Chiesa della Seconda Genesi di Jim Humble, che "purificano" le viscere dei ragazzini autistici con clisteri di candeggina.

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Tutto questo sarebbe più che sufficiente per confermare la completa appartenenza di Marco Ruggiero al grande mondo parallelo della pseudomedicina più criminale. Ma la pubblicazione del suo ultimo articolo mi permette di vedere brevemente all'opera alcune delle strategie tipiche della propaganda negazionista, quindi non potevo perdere una così bella occasione per dare inizio alla serie #UnaFataleAttrazione.

1. La pseudoscienza, simulacro della scienza, si avvale di pseudoriviste, simulacro delle riviste scientifiche.

Forse avrà voluto festeggiare la propria assunzione nel cielo degli antivaccinisti americani, così Ruggiero si è regalato un articolino, un editoriale che molto opportunamente s'intitola Vaccines, Autism and Rerum®.
La rivista è il Madridge Journal of Vaccines ed è al suo primo numero, inaugurato in pompa magna proprio con l'editoriale di Ruggiero.
Non stupirà nessuno la rivelazione che l'editore Madridge Publishers LLC, che proprio come OMICS International organizza anche congressi-fuffa, è presente nel defunto elenco degli editori predoni di Jeffrey Beall.
E non stupirà nessuno neppure la rivelazione che Ruggiero - che come affiliazione questa volta smette di millantare UniFi e si accontenta di essere "Founder and CEO - Silver Spring - Switzerland" - è nel comitato editoriale del Madridge Journal of Vaccines, insieme - purtroppo - ad altri italiani, docenti in università italiane (Arianna Calistri ed Erich Cosmi, University of Padua; Giulio Arcangeli, University of Florence). Questo gli permette di non pagare per la pubblicazione dei suoi articoli e forse gli offrirà anche la possibilità di far pubblicare i loro deliri ad amici e compari. L'abbiamo già visto colonizzare prima l'Italian Journal of Anatomy and Embryology e poi l'American Journal of Immunology - forse Madridge sarà il nuovo Frontiers.

2. Le strategie retoriche della pseudoscienza comprendono il far credere che uno valga uno e che la comunità scientifica sia divisa.

L'articolo di Ruggiero esordisce con il trucchetto di far credere che sì, è vero, l'infame articolo in cui Andrew Wakefield sosteneva che il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia causa l'autismo è stato ritrattato da Lancet, ma in realtà la ritrattazione avvenne per problemi con i comitati etici, non perché quell'articolo fosse - come è stato dimostrato da Brian Deer - una truffa (Literal reading of the retraction note seems to imply that the major reasons for the retraction are to be found in the fact that the children had not been referred consecutively, and that there was not a valid approval of the study by the local ethics committee). E ogni volta mi viene in mente la battuta che Ivan Oransky fece in occasione della ritrattazione di uno degli articoli di Yamamoto sul GcMAF: retractions for IRB documentation problems are often a bit like jailing Al Capone on tax evasion: They’re the easiest charges to prove, but they’re likely the least of a study’s problems.

Il secondo trucchetto di Ruggiero consiste nell'insinuare che il consenso della comunità scientifica sul fatto che i vaccini NON causano l'autismo non sia poi così granitico come la scienza ufficiale vorrebbe farci credere. A riprova, cita alcuni lavori che confuterebbero la versione ufficiale evidenziandone delle anomalie. Ma il problema è che, a fronte di centinaia di articoli scientifici e di review e di metanalisi, la manciata di articoli che per Ruggiero dovrebbero mettere l'antivaccinismo sullo stesso piano della teoria scientifica dei vaccini è del livello di questi due:

    - un articolo di padre e figlio Geier uscito su Medical Science Monitor, una rivista che definire poco credibile è un eufemismo. E chi sono gli autori? Mark Geier, un medico che ha testimoniato in una novantina di cause su presunti danni da vaccino e la cui licenza è stata revocata nel 2011 perché usava il Lupron, un farmaco per la castrazione chimica, sui bambini autistici (costo: 5-6.000 dollari al mese); e suo figlio David, che non è un medico, ma faceva finta di esserlo, finché per questo non è stato denunciato.

    - un articolo scritto da negazionisti dell'HIV/AIDS della Claflin University, un'università nella Carolina del Sud affiliata alla Chiesa Metodista. Qui Omar Bagasra e colleghi sostengono l'origine prevalentemente ambientale dell'autismo, che insorgerebbe a seguito di contatto con pesticidi, ftalati, solventi, neurotossine presenti nell'ambiente e financo profumi (attenzione in particolare a Coco di Chanel e Acqua Di Gio di Armani!!); ma anche i vaccini hanno un loro ruolo a causa delle schifezze che contengono (thimerosal, alluminio, etc.). La rivista, Environment International, è pubblicata da Elsevier, a conferma della propensione a pubblicare spazzatura di un editore che si vorrebbe serio.

La promozione della falsa equivalenza fra teoria scientifica delle vaccinazioni e teorie antivacciniste avviene mettendo sullo stesso piano articoli che più diversi fra loro non potrebbero essere e insinuando che il paradigma dominante, che raccoglie il consenso della maggioranza schiacciante della comunità scientifica formatosi sulla raccolta di innumerevoli solide evidenze, possa essere messo in crisi dalle anomalie "denunciate" in paper farlocchi scritti da autori negazionisti. Se ci si limita a leggere lo scritto di Ruggiero senza controllare la bibliografia, si può anche pensare che una discussione sul ruolo dei vaccini nel causare l'autismo potrebbe anche esistere.


3. La propaganda serve a piazzare un prodotto: l'articolo scientifico, in realtà, è un dépliant pubblicitario.

Sia come sia, dice Ruggiero, abbiano cioè, o meno, un ruolo le vaccinazioni, l'origine dell'autismo resta controversa e probabilmente multifattoriale. Ma "le aberrazioni della funzionalità del sistema immunitario e la neuroinfiammazione sembrano caratteristiche comuni nei disordini dello spettro autistico".
Fortuna che Ruggiero sa come risolvere il problema - e naturalmente la soluzione è il Rerum®, l'intruglio di sua invenzione formato da vitamina D3, acido oleico e solfato di condroitina, che non devono ASSOLUTAMENTE essere assunti separati, poiché l'effetto terapeutico lo si ottiene soltanto grazie alla loro combinazione in una "struttura supramolecolare tridimensionale a più legami", che è la vera invenzione dello stregone di Firenze - ricordate la pubblicità del Rerum for Beautiful Skin? "Il segreto è nel legame molecolare"!

Le ultime *prove* dell'efficacia del Rerum sarebbero le osservazioni cliniche portate al Fourth International Congress on Integrative Medicine, che si sarebbe tenuto a Fulda l'1 e 2 aprile scorso, da Nicola Antonucci, psichiatra presso il Biomedical Centre for Autism Research and Treatment di Bari.
Io continuo ad avere qualche dubbio che quell'incontro si sia davvero tenuto, perché mentre di quello dell'anno scorso Heinz Reinwald (il socio di Ruggiero, quello che il Rerum fisicamente lo produce e lo vende) si affrettò a pubblicare molto materiale, su questo giace una coltre di silenzio. D'altra parte, con Europol e Eurojust che stanno arrestando tanti spacciatori di GcMAF e simili robacce in giro per l'Europa, si capisce che Reinwald sia meno spavaldo di un tempo.
Esistono però delle slides della presentazione di Antonucci (e solo della sua), caricate nel sito del venditore neozelandese di yoghurt magico e Rerum: Integrated Approaches to Autism Spectrum Disorder Treatment. Queste slides sono molto interessanti, perché non soltanto confermano le attività molto sinistre del Dr Antonucci con i bambini autistici, ma sembrerebbero anche dimostrare che il Rerum è meno efficace del GcMAF. Trattandosi di grafici che possono essere inventati perfino da me inserendo dati a piacere in un diagramma a torta, e quindi che non dicono nulla su quanto davvero è stato somministrato a quei poveri bambini, ciò nondimeno due slides dicono che il GcMAF fece migliorare i sintomi all'83,1% di 100 bambini, mentre il Rerum all'80% di 40.

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Dal momento che l'anno scorso Antonucci raccontò a AutismOne di aver "trattato" con il Rerum circa 300 bambini autistici, sarebbe interessante capire che fine hanno fatto i dati dei 260 mancanti.

E sarebbe anche ora che l'Ordine dei Medici di Bari avesse un soprassalto di dignità e mettesse fine a questi abusi.





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MessaggioInviato: venerdì 18 agosto 2017, 9:05 
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Mi domando perchè non istituiscano un comitato internazionale che metta UFFICIALMENTE al bando certe riviste che pubblicano sta robaccia. Ormai sta diventando difficile anche riuscire a capire quali sono le riviste attendibili e quali no, visto che la lista di Jeffrey Beall è così lunga che è a tratti difficoltoso riuscire a barcamenarsi all'interno di essa.

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#UnaFataleAttrazione, 2: Fabio Franchi


Fabio Franchi è il nonno dei negazionisti italiani dell'HIV/AIDS. Le sue attività si estendono per quasi un trentennio e divennero note al grande pubblico con la pubblicazione di AIDS la grande truffa, l'infame libro che scrisse insieme a Luigi De Marchi nell'ormai lontanissimo 1996, dando corpo alle tipiche argomentazioni della propaganda negazionista e contribuendo a portare in Italia - grazie anche alle presentazioni del libro fatte dagli allora on. Vittorio Sgarbi e sen. Alessandro Meluzzi - le idee di Duesberg, del Gruppo di Perth e del "Gruppo Internazionale per il Riesame dell'Ipotesi HIV/AIDS" (la prima versione di Rethinking AIDS), di cui Franchi era orgoglioso membro della prima ora: l'AIDS sarebbe una malattia solo di gay, drogati e emofiliaci, i casi di AIDS in Africa sarebbero cosa diversa dai casi di AIDS nel resto del mondo, il virus HIV non sarebbe mai stato scoperto, l'AZT sarebbe il veleno che fa morire come mosche i malati di non si sa che, e tutta la "grande truffa" sarebbe un'infinita serie di menzogne costruite da Robert Gallo e dalla sua cricca per diffondere il terrore nel mondo. Il tutto pubblicato con invidiabile tempismo, proprio nell'anno della svolta, quando la terapia antiretrovirale combinata faceva letteralmente uscire dalla tomba decine di migliaia di persone.

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Mentre De Marchi era uno psicologo seguace di Reich, della bioenergetica di Lowen e della psicologia umanistica di Rogers, che si esprimeva con sicumera su argomenti che non capiva (un caso da manuale, per quanto ante-litteram, di effetto Dunning-Kruger), Franchi è un infettivologo, che ha operato presso l'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste fino a quando è andato in pensione nel 2011. È dunque particolarmente sconvolgente osservare in lui il fallimento del processo di formazione accademica e scientifica, che porta un medico specializzato in infettivologia, che forse ha fatto meno carriera di quanto si aspettasse e che ha sempre mostrato, negli ultimi 20 anni, un profondo disprezzo per l'establishment medico, ad abbracciare le contorsioni intellettuali di Eleni Papadopulos-Eleopulos, biofisica, e Valendar Turner, medico di pronto soccorso, che, senza alcuna competenza specifica, dall'Australia negavano l'esistenza del virus che causa la sindrome da immunodeficienza acquisita.

In questo post, della trentennale carriera di negazionista di Fabio Franchi mi propongo di raccontare soltanto due episodi: l'ambiguo ruolo che egli ebbe nel 2009 nello smascherare la truffa dell'eradicazione di HIV via GcMAF imbastita da Nobuto Yamamoto e il molto meno ambiguo ruolo di AgitProp dell'antivaccinismo italiano, assunto da Franchi in quest'ultimo anno.

FRANCHI E IL GcMAF

Quando all'inizio del 2009 arrivò in Italia la notizia che Yamamoto sosteneva in un articolo pubblicato su una rivista scientifica di avere eradicato l'HIV da un gruppo di malati che, a 7 anni dall'intervento terapeutico, non mostravano più segni della malattia, molte persone con HIV cercarono di vedere chiaro in una storia che si sarebbe rivelata intricatissima. Alcune indagarono singolarmente, altre lo fecero scrivendo dei risultati delle loro indagini in questo forum, ma alla fine tutte si raccolsero - chi attivamente a scrivere, i più soltanto a leggere - nel blog gestito da Fabio Franchi.

Perché delle persone HIV positive affidarono le loro speranze, se non di una cura, almeno di smascherare una dolorosa truffa, a un medico dichiaratamente negazionista, la cui reputazione scientifica era pessima e che subito li avvertì che, per capire l'articolo, avrebbe contattato Duesberg, Rasnick e i due di Perth? Non c'era una contraddizione insanabile fra chi anelava a liberarsi dall'HIV e chi non riconosceva nel virus l'agente eziologico dell'AIDS?
Questa è la prima delle molte domande che mi feci quando venni per la prima volta in contatto con questa storia, proprio nel momento in cui i suoi maggiori furori si stavano spegnendo, nel giugno-luglio del 2009. E la risposta che mi diedi fu che trovarono in Franchi una disponibilità a indagare che non trovarono in altri, più adatti di lui a dimostrare che l'articolo di Yamamoto era truffaldino e che la via dell'eradicazione di HIV non poteva passare dal GcMAF. Un meccanismo che scatta sovente quando un malato preferisce dare fiducia a un mago o uno stregone che gli offre attenzioni e calore umano e poi lo porta alla rovina, piuttosto che a un medico o scienziato onesto, ma apparentemente freddo e distaccato.

Questo, però, fu l'inizio di una sorta di allucinazione collettiva, in cui quanto più diventava evidente che Yamamoto aveva mentito, che i comitati etici che avevano approvato la sperimentazione non esistevano, che dei malati guariti non si trovava neppure l'ombra, che il ricercatore giapponese aveva goduto di oscene complicità da parte dei revisori paritari e dei direttori del Journal of Medical Virology, che il GcMAF veniva venduto insieme ad altre false cure contro il cancro da truffatori senza scrupoli i cui nomi erano finiti in articoli di denuncia perfino su Nature ... tanto più alcuni malati rifiutavano l'evidenza e volevano credere che la magica proteina li avrebbe liberati dall'HIV.

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Questa allucinazione collettiva fu stimolata dal clima di paranoia che si creò nel blog quando si vide che gli infettivologi dell'Ospedale Sacco, contattati attraverso un forum oggi defunto nel sito del Corriere della Sera, liquidavano l'articolo di Yamamoto come una baggianata senza assumersi l'onere di chiederne la ritrattazione e raggiunse livelli parossistici quando i vari tentativi di Franchi di far ammettere ai direttori del Journal of Medical Virology che l'articolo di Yamamoto era stato pubblicato senza una adeguata peer review si scontrarono contro il muro di gomma dell'omertà.

Fu in questo clima che il gruppo di malati, con il pieno assenso e supporto di Franchi, decise di scrivere all'Istituto Superiore di Sanità non per chiedere - come uno dei partecipanti ragionevolmente proponeva - che si occupasse di far ritrattare il lavoro di Yamamoto, ma invece per pretendere che l'ISS rifacesse la sperimentazione con il GcMAF.
Ed è indicativo dello stato di illusione in cui molti erano caduti che la risposta di Andrea Savarino, che fu incaricato dall'ISS di trattare con il gruppo che aveva inviato la lettera e che spiegò con molti dettagli e in più di una email perché al lavoro di Yamamoto non si dovesse dare alcun credito, sia stata letta come l'ennesima conferma che l'establishment medico intendeva insabbiare la vicenda per mantenere a vita i malati di HIV a fare gli interessi di Big Pharma.

Mentre i malati erano lacerati fra le prove lampanti che Yamamoto aveva mentito e il bisogno di credere che una cura efficace invece esisteva, ma veniva tenuta nascosta per oscure ragioni, che fece Fabio Franchi?
Anche lui sapeva che l'articolo di Yamamoto era una truffa - aveva contribuito a smascherarlo. Eppure da un lato nutrì le speranze dei malati nel GcMAF facendo loro credere che si potesse fare una nuova sperimentazione - magari su topi in un laboratorio di fortuna affittando un magazzino in Croazia, oppure - meglio! - in qualche laboratorio di qualche università italiana.
Dall'altro commise l'errore fatale di contattare Marco Ruggiero all'Università di Firenze. Franchi conosceva Ruggiero: condividevano lo stesso credo negazionista e Ruggiero stava proprio in quel periodo facendo carriera all'interno di Rethinking AIDS. Quindi fece conoscere il GcMAF a Ruggiero, che fino ad allora non aveva mai neppure sentito il nome della magica proteina, e mise direttamente in contatto il professore fiorentino con Yamamoto.
Quello si rivelò un passo falso da ingenuotto di provincia, perché Ruggiero gli soffiò di sotto il naso il rapporto privilegiato con il giapponese, che già si era dimostrato poco desideroso di condividere con lui la proteina, e Franchi fu estromesso da quello che sarebbe in breve diventato il lucrosissimo affare della proteina magica, buona per curare tutti i mali.
Franchi se lo legò al dito e scrisse parole di fuoco contro Ruggiero, reo non solo di avergli rubato l'occasione della vita, ma anche di essere un negazionista opportunista, uno che ondeggiava fra Duesberg e i Perthians, fra esistenza e inesistenza di HIV, senza coerenza e senza dignità.

Negli anni seguenti, mentre alcuni fra i malati che avevano partecipato alle indagini su Yamamoto restavano legati all'illusione del GcMAF e abbandonavano le terapie antiretrovirali per andare a riempire le tasche di criminali come Ruggiero e ritrovarsi in più di un'occasione con il sistema immunitario a pezzi, Franchi si dedicò a quello che fin dall'inizio era il suo principale obiettivo: smascherare il sistema della peer review dimostrandone fallibilità e connivenze con i truffatori. Un'attività meritoria, se non fosse che l'ha rivolta sempre e solo contro gli articoli di Yamamoto e mai contro quelli di suoi amici e colleghi negazionisti, che hanno impestato e tutt'oggi impestano riviste indicizzate da PubMed.

In parte per dovere di ospitalità, in parte per il piacere di vedere un negazionista che prende a calci nei denti un altro negazionista, una frazione di quel merito gliela riconoscemmo quando infine, nel 2014, tutti gli articoli di Yamamoto su cui Ruggiero aveva fondato le pretese di efficacia dei suoi prodotti caseari, sia quelli sulla cura del cancro, sia quello sull'eradicazione di HIV, vennero ritrattati e Franchi venne qui a pavoneggiarsi informarci di qualcosa che già sapevamo. La realtà, però, fu che Franchi brigò molto e scrisse a destra e sinistra, ma quegli articoli vennero ritrattati quando a pretenderlo non fu un negazionista senza alcuna reputazione, ma una grande e credibile associazione scientifica come l'Anticancer Fund, espressione chiara quante altre mai di quell'establishment scientifico contro cui Franchi si batte da una vita.

Su Fabio Franchi, invece, pesa tutta intera la responsabilità di aver manipolato il bisogno di alcuni malati di credere in una cura per condurre la sua battaglia contro le istituzioni medico-scientifiche e di aver dato un grande impulso a quella che lui stesso aveva smascherato come una truffa, facendo scoprire il GcMAF a Ruggiero, lasciandoselo rubare come le caramelle a un bambino, e dando così improvvidamente inizio a un'avventura criminale che dura ancora oggi.


FRANCHI E I VACCINI

Lasciamo il sito Dissenso Medico a languire per assenza di nuove battaglie e facciamo un salto di qualche anno. Ci ritroviamo al 2016, l'anno in cui Fabio Franchi fa ufficialmente il grande tuffo nella fogna del negazionismo dei vaccini diventato l'infettivologo di fiducia del blog sul Giornale di Gioia Locati, la giornalista che dà voce all'omeopatia, al metodo di Bella, ai no alle vaccinazioni.
A febbraio Franchi pensosamente riflette sull'epidemia di Zika, a marzo si interroga sulla tubercolosi, nei mesi successivi interviene regalando le sue conoscenze epidemiologiche in decine di commenti.
È pronto a tornare in campo: infonde nuova vita al suo vecchio sito, pubblicando le sue rimostranze contro ricercatori come Burioni e Pregliasco, che non se lo filano neanche un po', e dandogli nel contempo una ripulita da vecchi deliri; aumenta il giro degli amici su Facebook, la piattaforma che gli permette di far arrivare la sua voce ai tanti gruppi che si battono contro le vaccinazioni.
Franchi discetta di virus, di epidemiologia e di vaccini, ma la sua grande passione è la libertà - di curarsi o non curarsi, di curarsi con la medicina o con le pozioni degli stregoni, di proteggere i propri figli dai danni di vaccini che la scienza dice essere sicuri più di quasi tutti gli altri farmaci, a scapito magari della salute e della vita dei bambini che non si possono vaccinare. Si sa: la libertà può avere costi terribili, ma che importa se, tanto, quei costi sono altri a pagarli?
E così abbiamo un Franchi molto attivo in ASSIS, l'Associazione di Studi e Informazioni sulla Salute, che - non confonda il suo nome - di studi ne fa pochi, ma in compenso spiega ai genitori come evadere l'obbligo vaccinale e assicura loro assistenza legale.
E abbiamo un Franchi sempre presente alle iniziative del CODACONS, specie quando c'è la possibilità di farsi ascoltare in Senato a fianco di senatori come Bartolomeo Pepe, che tanto stanno facendo in questa legislatura per dare prestigio alle nostre istituzioni organizzando al loro interno convegni pseudoscientifici.

Di questa frenetica attività vorrei ricordare due episodi, forse di minor impatto rispetto alle clamorose denunce a fianco del CODACONS, ma a mio parere indicativi del ruolo che Fabio Franchi ha ritagliato per gli anni della sua vecchiaia all'interno del movimento anti-vaxx italiano - quello che non saprei come meglio definire se non di AgitProp.
È chiaro che Franchi non è un teorico, neppure di livello infimo come Ruggiero: non ha la fantasia per innovare sulle pseudoteorie di cui s'appassiona; non ha i mezzi per pubblicare neppure su riviste farlocche (interessante che il suo CV ufficiale, accanto a tre articoli su riviste con peer review, dia enorme spazio a suoi interventi su Medico e Bambino e sul Bollettino degli Ordini dei Medici).
Non è neppure un cultropreneur, perché l'unica volta che aveva l'opportunità di saltare sul carro di una truffa dal sicuro successo commerciale si è fatto fregare da uno più sveglio di lui.
È però un propagandista, un piazzista dell'ideologia antivaxx come lo fu in passato del negazionismo dell'HIV/AIDS. E questo risalta in modo particolarmente evidente dai due episodi che voglio raccontare.
Qualcuno forse si sarà chiesto da dove venga la propensione dei genitori informati ad usare con tanta facilità quella che in logica viene variamente chiamata Reductio ad Hitlerum, o argumentum ad Hitlerum (oppure ad Nazium), insomma: giocare la carta nazista, della associazione di un certo comportamento - nella fattispecie quello del governo che approva il decreto dell'obbligatorietà di alcuni vaccini - a quanto fecero i nazisti con gli ebrei.
Forse vi siete imbattuti, come anche a me è capitato, in genitori che il giorno dopo l'approvazione della legge dicevano di "sentirsi come gli ebrei nel '38" e simili, offensive, bestialità.

Bene, Franchi su questa oscena associazione ha giocato più volte: ha dedicato un'intera sezione del suo sito e ha scritto diversi post in cui paragona le attività di scienziati e politici in favore delle vaccinazioni alla propaganda di Goebbels, usando i termini più sinistri del linguaggio dello sterminio degli ebrei per mano dei nazisti.

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E ha preparato perfino un opuscolo - Carta italiana per la promozione delle vaccinazioni consigliate – Una chiamata all’azione - che da un lato definisce goliardico, ma che poi usa con estrema serietà per far arrivare ai peones dell'anti-vaccinismo esattamente il messaggio che si finge essere una goliardata: voi siete i nuovi ebrei e il governo, la medicina e Big Pharma hanno deciso di sterminarvi. La svastica i cui bracci sono siringhe è un simbolo potente, che ricorre continuamente nei siti antivaxx finanziati dal circolo di Wakefield e di Vaxxed e fa arrivare il messaggio senza troppe mediazioni culturali.

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Ma un AgitProp che sappia fare il suo mestiere non si limita a produrre propaganda, deve anche saper organizzare le masse. Questo Fabio Franchi ha dimostrato di saperlo fare fin da quando gestì le emozioni dei malati di HIV che si erano raccolti nel suo blog. Ora lo vediamo all'opera nel mondo fisico, ad organizzare cortei di magliette arancioni e arringare e incitare la folla dal palco della manifestazione anti-vaxx che si tenne a Trieste lo scorso 29 luglio: LIBERTÀ SENZA CONFINI - DISOBBEDIENTI PER AMORE.
In quell'occasione Franchi fu organizzatore e oratore - un AgitProp fatto e finito.

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Ma dietro quella manifestazione apparentemente di cittadini che non vogliono fare la fine degli ebrei nei forni si muoveva qualcosa di molto inquietante, qualcosa di cui non so se tutti quei genitori amanti della libertà erano consapevoli.
Tutta la manifestazione fu seguita e filmata dall'avvocato Scott Tips, presidente della californiana National Health Federation, che è una associazione che si occupa di fare campagne apparentemente per la libertà di cura, ma in realtà contro le vaccinazioni e a favore di tutte le più stravaganti e molto spesso anche illegali cure "alternative" proposte da maghi e stregoni, GcMAF in testa.

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Dietro la facciata libertaria, la NHF promuove gli interessi economici delle lobby degli integratori e dei produttori di intrugli vari, ma anche gli interessi politici di partiti come il britannico UKIP. Non a caso, nel Board of Governors della associazione siede David Noakes, il produttore di GcMAF che diede lavoro a Ruggiero nell'isola di Guernsey e nella clinica illegale svizzera di Bussigny, dove almeno 5 persone morirono dopo essere state trattate con il GcMAF. Noakes era in corsa per la segreteria del partito quando questa fu conquistata da Farage e lui dovette abbandonare il campo. Ora ce lo ritroviamo, pieno di fallimenti e in attesa di processo, a muovere le fila di una associazione internazionale (con ramificazioni italiane quali l'associazione "Popolo Unico") il cui presidente, se a gennaio scorso partecipò a una "conferenza internazionale sul GcMAF" organizzata da Noakes a Mosca, oggi è invitato come ospite alle manifestazioni degli anti-vaccinisti italiani coordinati da Franchi.
Se aggiungiamo che Tips pubblica nel sito della sua associazione diverso materiale informativo sul GcMAF (ripreso anche da Ruggiero in una sua recente intervista su vaccini e autismo apparsa su YouTube (*)), e che ci ha regalato una appassionata relazione sulla sua partecipazione al corteo di Trieste pubblicandola sul Westminster News, un sito parafascista gestito da Noakes, sembra proprio che il cerchio della saga della magica proteina si chiuda e che Fabio Franchi a sguazzare nel GcMAF insieme a Ruggiero e Noakes sia condannato a rimanerci a vita, finché alla fine la valanga di fango che profetizzò si sarebbe abbattuta sui truffatori del GcMAF non sommergerà anche lui.


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Le fonti di questo post - alcune con commenti che avrebbero inutilmente appesantito il testo:


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MessaggioInviato: venerdì 1 settembre 2017, 19:01 
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Ma perchè al posto di delirare non si gode la sua meritata pensione questo Franchi?
Comunque il suo curriculum mi ha fatto accapponare la pelle: 3 pubblicazioni in 40 anni di carriera nelle quali non è nè primo nè ultimo autore (praticamente non conta un cazz0 in quelle pubblicazioni). Il resto, chiamarle pubblicazioni, è un approfittare della parola "pubblico", ovvero sono bestialità paranoidi rese pubbliche.
La ciliegina sulla torta è il non saper neanche scrivere il nome della città in cui è nato vissuto, laureato e l'unica che lo ha fatto lavorare, ovvero TriesTTe (ma solo io rileggo il curriculum 30 volte per evitare figuracce da orrori grammaticali???).

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MessaggioInviato: mercoledì 13 settembre 2017, 10:25 
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#UnaFataleAttrazione, 3: Joan Shenton

Ieri Orac ha dedicato un'insolenza [EDIT: link salvato qui] all'arrivo di un nuovo documentario di propaganda antivaccinista, questa volta dedicato a spargere il panico nei confronti del vaccino contro il papilloma virus: "Sacrificial Virgins", la cui prima parte - "Not for the greater good" - è stata pubblicata su YouTube l'11 settembre, mentre altre due sono state annunciate a breve.

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L'autrice e voce narrante del documentario è il membro del board di Rethinking AIDS Joan Shenton, autrice e produttrice di programmi televisivi in Gran Bretagna, che già in passato mi è capitato di definire la PR del gruppo negazionista per le sue innumerevoli attività di propaganda in favore delle teorie di Duesberg e che oggi entra a buon diritto nella categoria dei *praise singers* che dal negazionismo dell'HIV/AIDS sono transitati senza soluzione di continuità al negazionismo dei vaccini.

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L'ultima volta che mi sono occupata di lei è stato per raccontare della sua partecipazione alla Conferenza Internazionale sull'AIDS di Yekaterinburg nel maggio 2008, della quale ci lasciò anche un report prezioso, e che sancì ufficialmente l'incontro fra negazionismo d'Oriente e d'Occidente e l'inizio dell'espansione del negazionismo dell'HIV/AIDS nella Federazione Russa.

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Ho la fortuna di essere una nana che si può appoggiare sulle spalle di un gigante, quindi prima ricordo in breve quanto ha scritto Orac nel suo post di ieri, poi aggiungerò qualche dettaglio e considerazione personale.

Anzitutto, Orac ricorda quanto si deve sottolineare ogni volta che esce un documentario di propaganda pseudoscientifica: siamo creature visive, gli effetti della propaganda attraverso immagini e filmati agiscono sulla nostra mente (e ancor più sulla nostra pancia) con una forza persuasiva di gran lunga maggiore di quella di qualsiasi insieme di parole. Questo i negazionisti e gli antivaccinisti lo sanno bene e hanno saputo sfruttare già più e più volte questo meccanismo per scatenare la paura e la paranoia - bastino come esempi House of Numbers e Vaxxed.

In secondo luogo, ci dice Orac, il titolo stesso di Vergini Sacrificali e i rimandi durante il filmato ai sacrifici di vergini fatti da culture arcaiche sono un immediato riferimento all'oggetto della propaganda: il vaccino contro l'HPV, che per essere pienamente efficace deve essere fatto prima che i ragazzini inizino l'attività sessuale e che è una delle bestie nere degli antivaxx più tradizionalisti, che lo accusano (falsamente - come documenta Orac e come scrivemmo anche qui già diversi anni fa) di essere un incentivo alla promiscuità.
Non soltanto, secondo gli antivaxx, questo vaccino sarebbe un via libera al sesso per gli adolescenti, ma sarebbe anche causa di danni neurologici permanenti e addirittura della morte di centinaia, se non migliaia, di ragazzine.
A fronte di immani danni potenziali, il vaccino sarebbe anche di fatto del tutto inutile, perché HPV è un virus innocuo e passeggero, incapace di causare il cancro della cervice.

Quell'innocuo e passeggero vi ricorda qualcosa? Certo! La posizione di Peter Duesberg nei confronti di HIV, definito allo stesso modo: un virus innocuo e passeggero, incapace di causare l'AIDS.
E non a caso Duesberg è uno dei tre personaggi intervistati da Shenton nel filmato. E non a caso ripete su HPV le stesse identiche falsità dette su HIV.

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Accanto a Duesberg viene intervistato Christian Fiala, un altro esponente di Rethinking AIDS che da diversi anni si è riciclato come antivaccinista, specificamente contro il vaccino HPV.

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A tutte le menzogne dette nel filmato Orac risponde citando link a studi convincenti: sappiamo con certezza che HPV è causa di quasi tutti i casi di cancro alla cervice, così come sappiamo che il vaccino è estremamente efficace nell'impedire l'infezione e che i suoi effetti collaterali sono trascurabili (nelle prossime due puntate, Shenton ha annunciato che presenterà altri casi di danni da vaccino - Orac smonta quello di Ruby Sallom, presentato in questa prima puntata).
Sappiamo anche che, se è vero che il cancro ci mette più di vent'anni a manifestarsi e il vaccino è in circolazione solo da una decina d'anni, non è vero che non ci sono prove che il vaccino impedisca il cancro.

    Amazingly, [Duesberg] claims, against everything we understand, that HPV does not play a causal role in cervical cancer, while Fiala blathers about how there is “no proof” that HPV causes cervical cancer. It’s an unbelievable, breathtaking display of denial of a finding that is very well supported by science.

Orac è sicuro che dietro questo documentario ci siano due associazioni anti-vacciniste - SaneVax, un gruppo che agisce specificamente contro il vaccino HPV, e AHVID, la UK Association of HPV Vaccine Injured Daughters - perché entrambe queste associazioni sono citate in Sacrificial Virgins: Part I - Not for the greater good e hanno annunciato l'arrivo del documentario.
Io non ho ragione per mettere in discussione il ruolo di questi antivaccinisti, anche se l'annuncio del filmato è stato dato anche da altre fonti nel mondo pseudoscientifico - una per tutte, WDDTY.com (What Doctors Don't Tell You).
Però ho notato un paio di cose che mi fanno pensare che dietro questa operazione propagandistica ci sia soprattutto Rethinking AIDS. Anzitutto, ovviamente, la partecipazione di Duesberg e Fiala al film. In secondo luogo il fatto che il presidente di Rethinking AIDS, David Crowe, si sia affrettato a pubblicizzare l'uscita del film sulla pagina Facebook del gruppo (senza per altro ottenere chissà quale valanga di consensi).
Ma sono in special modo i ringraziamenti a Robert Leppo che compaiono alla fine di questa prima parte a farmi ritenere che i soldi arrivino dai negazionisti dell'HIV/AIDS:

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Leppo, infatti, che non sembra avere alcun ruolo ideologico nel documentario, non è stato intervistato con gli altri e non è un teorico, è invece stato tradizionalmente il grande finanziatore delle attività negazioniste di Rethinking AIDS, ad esempio sia mantenendo l'Office of Medical & Scientific Justice di Clark Baker nelle sue disastrose incursioni nei tribunali e nelle sue molestie contro gli attivisti anti-negazionisti, sia sostenendo i costi di quella ben più sofisticata opera di propaganda che fu House of Numbers.
Ora sembrava essersi ritirato in pensione, ma il film della Shenton è così rozzo che verosimilmente per lui sborsare qualche migliaio di dollari non deve essere stato un grande sacrificio. E quale miglior causa che riportare in gioco le cariatidi di Rethinking AIDS?

Orac ritiene che questa operazione avrà meno successo fra gli antivaccinisti rispetto a Vaxxed, perché non può esibire una star del calibro di Andrew Wakefield. Io penso abbia ragione e che anche il fatto che sia pubblicato direttamente su YouTube potrà evitare a Shenton e colleghi di dover portare il film in giro per il mondo con un caravanserraglio simile a quello messo in piedi da Wakefield, Bigtree e Tommey.
D'altra parte, proprio il fatto che sia subito visibile a tutti e non sia necessario uscire di casa e cercare un cinema che lo proietti per vederlo ne consentirà una rapida diffusione.

Con buona pace delle ragazzine e dei ragazzini che amorevoli genitori indottrinati informati preferiranno esporre a un virus oncogeno piuttosto che proteggere con un vaccino efficace e sostanzialmente innocuo.



[Thanks, herr doktor bimler!]


Ultima modifica di Dora il mercoledì 18 ottobre 2017, 10:11, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mercoledì 13 settembre 2017, 13:43 
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Eh Dora, lo sai che a me “non essere ottimista” (tiepido eufemismo) riesce facile, ma questa volta temo di avere delle buone ragioni.

Di tutte le strategie vaccinali, quella per l’HPV mi pare la più in pericolo: già fare prevenzione contro un rischio di medio-lungo termine è difficilissimo (basta vedere la prevenzione del rischio cardiovascolare, o quella dei tumori da tabagismo) il che rende più facile il solito giochino “contro le avide farmaceutiche che ci vogliono trasformare tutti in malati” e boiate simili.
Poi c’è una variabile “sottopelle” che avvicina molto l’HPV all’HIV: vaccinare una o un neoadolescente per l’HPV vuol dire che ne crescerà una putt.anella o un ricchionazzo, perché “questa è una malattia che prendono solo fro.ci e zoc.cole”, tutta la coorte di pregiudizi e pruderie intorno al sesso è pronta a congiurare contro questo vaccino.

E invece questo vaccino è sacrosanto, perché la prevalenza dell’HPV è così elevata nella popolazione che ridurre anche di poco questi numeri vuol dire ridurre sostanzialmente i casi di cancro, in forme tra le altre cose non ancora ben curate…
L’HPV potrebbe essere il prossimo successo epocale nell’eradicazione di malattie che ci accompagnano dalla notte dei tempi, temo che si tratterà di una battaglia più difficile di ciò che ci si dovrebbe “tecnicamente” attendere.


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MessaggioInviato: mercoledì 13 settembre 2017, 14:37 
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Dimenticavo: poi c'è questa cosa della continuità, contiguità e complicità tra negazionisti dell'AIDS e antivax, è evidente che i diversi business si sostengono a vicenda per mantenere questo ecosistema di menzogne nel quale tutta questa gente campa e si riproduce.
E' un aspetto interessante, che non viene mai sottolineato con abbastanza attenzione: si tratta di un'industria integrata, con strategie, investimenti e prodotti destinati a occupare tutte le nicchie, e dietro alla quale si scoprono ogni giorno "azionisti di riferimento" comuni a tutte queste "organizzazioni spontanee".
E' un fenomeno che da solo giustifica ogni preoccupazione: questa integrazione è un fenomeno spontaneo e naturale? quale significato ha la contiguità con movimenti apparentemente impegnati in altri campi e però "ideologicamente affini"? e tutto questo denaro come si spiega?


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